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Intervista a Birrificio dei Castelli in occasione del restyling etichette

Intervista a Birrificio dei Castelli in occasione del restyling etichette
By Silvia Canini 05 febbraio 2018

Il Birrificio dei Castelli nasce in una frazione del Comune di Arcevia in provincia di Ancona. La storia del Birrificio inizia nell’Aprile del 2012 quando Giovanni Petroni e Roberto Coppa, appassionati di birra con il desiderio di mettersi in gioco per concretizzare ciò in cui credevano, cominciano i primi esperimenti nelle cucine dismesse di un ristorante, sino al coronamento del loro sogno. Il birrificio è un laboratorio “in continua evoluzione” che ha come obiettivo la ricerca di un prodotto raffinato, genuino, unico e realizzato nel rispetto della tradizione, adoperando, dove possibile, materie prime del loro territorio. Le loro birre hanno ricevuto importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali, ognuna caratterizzata da una fragranza ed un gusto deciso, contraddistinta da un buon equilibrio, da un accorto utilizzo del luppolo e da una buona bevibilità.


Oggi si raccontano sul nostro blog e ci illustrano la loro grande novità: il completo restyling delle loro etichette.


Cosa vi ha portato verso il vasto e meraviglioso mondo della birra? Qual è la vostra formazione birraria?

Teniamo a precisare che prima di tutto siamo dei grandi e buoni bevitori di birra. Nel 2004 al ritorno da una esperienza in Spagna (uno per studio e l’altro per lavoro) scoprimmo che si poteva fare birra in casa. Da qui ci si aprì un mondo… Siamo principalmente autodidatti, integrando il nostro percorso formativo con corsi e viaggi dedicati.


Quando è stato aperto il birrificio? Qual è secondo voi il punto di forza di Birrificio dei Castelli?

Il birrificio è stato aperto nel 2012, e la prima birra venduta è stata ad Aprile in occasione della Pasqua. Pensiamo che il punto di forza sia nell’equilibrio e scorrevolezza delle nostre birre. In ogni ricetta cerchiamo una armoniosa unione di malti, luppoli, lieviti e spezie dove ciascun ingrediente è l’elemento caratterizzante ma mai invadente.


Qual è stata la vostra prima birra prodotta?

La nostra prima birra prodotta è stata la Mirabilia, una American Pale Ale.


Come nasce una vostra nuova birra?

L’input principale è dato dal nostro gusto personale e da quello che ci piace bere. Ovviamente diamo anche una occhiata alle tendenze birrarie del momento, ma senza per forza cavalcare le mode.


A proposito di nascita, c’è una grande novità per il vostro birrificio, ovvero il rifacimento di tutte le etichette. Com’è nato questo desiderio?

Dopo il nostro 5° anno abbiamo sentito l’esigenza di dare una scossa al birrificio aggiornando e ringiovanendo il brand.


Quando avete iniziato a progettare le nuove etichette?

Intorno ad Aprile 2017. Abbiamo impiegato un po’ di tempo prima di arrivare al risultato finale del quale siamo molto soddisfatti.


Che significato ha per voi questa nuova veste grafica?

Per noi è un passaggio molto importante, visto il grande cambiamento. Con le nuove etichette abbiamo voluto esprimere graficamente il contenuto di ciascuna birra.


Tornando alle domande di rito qual è la vostra birra preferita della vostra gamma?

Dipende molto dalla stagione. L’Extrema Ratio è una evergreen anche se in questo periodo freddo ci stappiamo molto volentieri sia la Calix Niger che la Ultimatum.


Quale o quali sono gli stili birrai che prediligete, in generale?

Ci piace molto l’impronta americana giocata sul luppolo ma ci affascina anche il mondo belga.


Qual è il vostro luppolo preferito? Come mai?

Ci piacciono molto le qualità aromatiche americane delle 4 C: Citra, Cascade, Columbus, Centennial. Vediamo di buon occhio le nuove varietà slovene. Il nostro preferito rimane l’elegante Cascade.


Che consiglio dareste ad un homebrewer che vuole intraprendere la carriera del birraio? Secondo voi, quale caratteristica lavorativa e personale non deve assolutamente mancare ad un birraio?

Forza di volontà ed umiltà, perché il salto è grande dal trasformare un hobby ad un vero e proprio lavoro in cui entrano in gioco dinamiche totalmente differenti ed inaspettate.


C’è un piatto regionale che volete consigliare ai nostri lettori che secondo voi si abbina davvero bene ad una o più birre della vostra gamma?

La Repetita Iuvant (Saison) la vediamo molto bene con il coniglio in porchetta, un altro abbinamento che ci piace è la Extrema Ratio con una tagliata di vitellone di razza Marchigiana.


Per concludere stappandoci una birra insieme, che birra bevete in casa, anche non prodotta da voi?

In questo momento ci stapperemo volentieri una Rodenbach Gran Gru seduti davanti al camino.


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