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To Øl Fuck Art This Is Advertising

Birrificio
To Øl
Nazione
Danimarca
Stile
Abbey Quadrupel

Abbey Quadrupel

Fragranze più intense e sapidità più robusta se paragonate alle cugine Dubbel e Tripel. Il tenore alcolico è ben percepito, così come i toni speziati e fruttati che rappresentano il gusto unico di queste birre.

Colore
Marrone scuro
Grado alcolico
11.3 %
Balloon Bicchiere consigliato
Balloon
PRODOTTO PREZZO iva inc. QUANTITÀ
To Øl Fuck Art This Is Advertising To Øl Fuck Art This Is Advertising 33cl
5,80 €
piu
meno
To Øl Fuck Art This Is Advertising To Øl Fuck Art This Is Advertising 33cl - Cartone da 24 bottiglie
134,40 €
a bottiglia € 5,60
In arrivo

Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Dolce   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Gradi Plato 25.00   Voto RateBeer 93 / 100
Voto Beer Advocate 85 / 100   Sottostile Abbazia / Quadrupel
Stile Abbey Quadrupel   Temperatura di servizio 10 / 12°C
Formati disponibili Bottiglia 33cl

Aspetto: si mostra con un colore marrone scuro, sormontata da una schiuma beige, cremosa e abbastanza persistente. La diafanità è buona.


Sentori olfattivi: al naso esibisce un profilo aromatico molto complesso e ricco, con i classici sentori natalizi di una birra adatta più alla stagione invernale che a quella estiva. In principio dolci profumi di frutti scuri, noci e le immancabili fragranze di zucchero di canna, caramello, caramella mou e melassa. Man mano che si riscalda emergono aromi speziati, il cioccolato e il malto tostato. Non mancano, nel finale, profumi che ricordano un barleywine americano o un whisky. L’utilizzo dei lieviti Brettanomyces donano una leggera finitura acidula che accompagna tutta la degustazione.


Corpo e gusto: il corpo è medio-pieno e la carbonatazione media. Al palato è piena, ricca, sontuosa e all’imbocco vengono riproposti i sapori di frutta, seguiti poi dal caramello e dal malto tostato con una lieve nota resinosa donata dal luppolo. Una birra ben bilanciata. Presenta un’alcolicità che riscalda la bocca con una nota acidula data dall’utilizzo di lieviti Brettanomyces che danno un sapore come di “mele acide”.


Finale: dolce con una leggera nota acidula.


Ingredienti: malto d’orzo, luppoli europei, lievito belga e Brettanomyces.


Abbinamenti consigliati:
Formaggi molto stagionati e saporiti anche erborinati, primi piatti importanti con ragù di carne, tortelloni ripieni con fonduta di formaggi e porcini o comunque primi piatti decisi e strutturati, secondi elaborati come brasati, tagliate insaporite da spezie dolci, guanciale di maiale al forno con patate, selvaggina, carni rosse alla brace, stufati, spezzatini, cacciagione, dolcetti alla cannella, pasticceria secca e cioccolato.

Prodotti consigliati

Recensioni Prodotti
Numero di recensioni ricevute : 1
Voto medio : 4 /5
B. Matteo
  il 03/01/2017
4/ 5
Interessante ma migliorabile

Nazione
Danimarca
Regione/città
Copenhagen
www
www.to-ol.dk

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Gennaio 2018

Correva l’anno 2005 quando Tobias Emil Jensen e il suo amico Tore Gynther, seduti nei banchi del liceo da loro frequentato, parlavano con il proprio insegnante di matematica e fisica, Mikkel Borg Bjergs, del fatto che molti birrifici danesi stavano decantando la relativa anzianità̀ della loro tradizione birraia (circa cento anni), piuttosto che concentrarsi sulla qualità̀ del prodotto. La discussione era improntata anche sullo stato, allora penoso, del fare e bere birra in Danimarca. Dopo numerosi dibattiti hanno convenuto che l’unico modo per far fronte a questa incresciosa ed imbarazzante situazione, era di preparare la birra loro stessi. Così hanno fatto e ben presto sono stati autorizzati a prendere in prestito la cucina della scuola, quest’ultima basata sul principio della democrazia aperta e diretta (Det Fri Gymnasium), nelle ore di chiusura e nei giorni festivi, tentando di invertire la tendenza della deriva danese in fatto di produzione di birra.

Più̀ tardi, nel 2006, il loro professore Mikkel fonda il birrificio Mikkeller e traduce in pratica quello che fino allora era stato solo un sogno: cominciò a girovagare fra sistemi produttivi altrui generando una nuova formula creativa chiamata “Gipsy Brewery”. Tobias e Tore continuarono a produrre a livello amatoriale sino a quando, nel 2010, entrami avevano 23 anni, si resero conto che la loro birra To Øl (in danese significa grosso modo “due birre”) era ormai pronta per i grandi numeri. Nacque così a Copenhagen una beer firm che diventerà un’icona del movimento “gipsy”.

Tobias in un’intervista dichiara: “noi siamo ciò̀ che chiamano un birrificio zingaro, perché́ l’attrezzatura che utilizziamo non è di nostro possesso. Lo facciamo perché́ pensiamo che sia il miglior modo per garantire la massima qualità̀, per avere la possibilità̀ di produrre continuamente varietà̀ diverse e nello stesso tempo di reinventarci ogni qualvolta andiamo a fare birra a casa altrui (soprattutto a De Proef a Lochristi, nelle Fiandre Orientali in Belgio). Produrre birra con un altro birrificio è inoltre un'occasione per condividere conoscenze e idee con colleghi, mantenendo come elementi guida Ispirazione e Creatività. Siamo zingari e ne siamo orgogliosi”. Un approccio “contemporaneo”, che fa storcere il naso a qualcuno “birraio è solo chi la birra la fa in casa propria su impianti propri” e che incontra, al contrario, l’approvazione di altri “birraio è chi la birra la sa fare, a prescindere dalla proprietà̀ degli impianti”, una questione che non troverà̀ mai una risposta definitiva.

Sin dalle prime cotte i due soci avevano già le idee molto chiare su cosa produrre: birre uniche e dal gusto intenso indipendentemente dallo stile, che non si dimenticano facilmente e come ribadisce Tobias “prima di cominciare la produzione ci siamo soffermati per decidere i principali concetti e comandamenti delle nostre opere che vengono riassunti in: avere la mentalità produttiva aperta nel realizzare birre innovative ed eccentriche, utilizzando sempre le migliori materie prime, non vogliamo sentir parlare di cento anni di storia di alcune birrerie, facciamo birre contemporanee e se ci capita di incappare in un esperimento che riteniamo obsoleto lo cestiniamo. Vogliamo stare lontano dai supermercati perché́ non vogliamo scendere a compromessi con la qualità̀ degli ingredienti che utilizziamo. Il nostro obiettivo è quello di provocare, spingere al massimo i confini e la percezione della birra stessa. Pensiamo che ogni birra prodotta racconti una storia e porti un messaggio”.

Rapidamente questa beer firm si è imposta come una realtà assai dinamica sia sul piano della comunicazione che su quello creativo, includendo altresì una lunga e redditizia serie dicollaboration brewingcon altre brewery / beer firm in giro per il mondo, quali ad esempio, Mikkeller, Omnipollo, Siren Craft, Dieu du Ciel, Prairie Artisan, De Molen, Toccalmatto, etc. To Ol ha già̀ riscosso una notevole popolarità̀: la esportazioni riguardano più di 40 Paesi in tutto il mondo, tra cui l’Italia, con una produzione annua di circa 10000 hl.

Non mancano certamente i riconoscimenti internazionali: costantemente tra i Top 50 birrifici del globo, nel 2014 è stato classificato al nono posto nell’élite mondiale secondo Ratebeer. Va inoltre posto l’accento sul progetto grafico: curato, alternativo, innovativo, intrigante e facilmente identificabili grazie al’Art Director Kasper Ledet, un vecchio amico della scuola superiore. Nel 2013, in società con l’ex insegnante, hanno aperto il secondo Mikkeller bar sempre a Copenhagen, chiamato “Mikkeller & Friends” e nel Maggio del 2016 a due passi dalla loro vecchia scuola superiore, nel cuore del quartiere di Nørrebro, Tobias e Tore assieme a Morten Bruun, famoso mixologist ed allo Chef Christian Gadient, fondano il brewpub chiamato “Brus”. La struttura servirà per nuove e varie sperimentazioni: con il nuovo Tapperiet Brus tutta la produzione di To Øl invecchiata in botte sarà spostata dalle cantine in Belgio ai locali di Nørrebro.