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Westvleteren 12

Birrificio
Westvleteren
Nazione
Belgio
Stile
Abbey Quadrupel

Abbey Quadrupel

Fragranze più intense e sapidità più robusta se paragonate alle cugine Dubbel e Tripel. Il tenore alcolico è ben percepito, così come i toni speziati e fruttati che rappresentano il gusto unico di queste birre.

Colore
Ambrato scuro
Grado alcolico
10.2 %
Balloon Bicchiere consigliato
Balloon
FORMATI
Westvleteren 12 33cl Westvleteren 12 33cl
Prezzo: € 16,70
In arrivo
Westvleteren 12 33cl Westvleteren 12 33cl - Cartone da 24 bottiglie
Prezzo: € 376,80
a bottiglia € 15,70
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Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Dolce   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Gradi Plato 20   Voto RateBeer 100 / 100
Voto Beer Advocate 100 / 100   Stile Abbey Quadrupel
Temperatura di servizio 7/9°C   Formati disponibili Bottiglia 33cl
Extra Birra iconica
Birra belga trappista tra le più ricercate perché brassata in quantità limitata e reperibile soltanto presso l’abbazia di St. Sixtus nel paese di Westvleteren. E’ una birra color ambra scuro doppio malto con rifermentazione in bottiglia dall’aroma dolciastro e caramellato. Da accompagnare ai desserts.
Abbinamenti consigliati

Arrosti

Carni rosse

Dolci

Formaggi

Selvaggina

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4.9 /5

Basato su 8 recensioni cliente

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Fiorella C. pubblicato il 15/11/2018 in seguito ad un ordine del 13/09/2018

5/5

superlativo

Questa recensione è stata utile? 0 No 0

Pierluigi A. pubblicato il 18/06/2018 in seguito ad un ordine del 06/06/2018

5/5

Tutto Ok

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Diego G. pubblicato il 02/05/2018 in seguito ad un ordine del 06/04/2018

5/5

Trappista! Quadruple rotonda, bilanciatissima. Alcol nascosto come solo la tradizione belga sa fare. Più prende respiro e temperatura più emergono profumi intesi e sorprendenti. Decisamente una birra da meditazione. Color ebano con fiocchi di lievito in sospensione. Schiuma che non svanisce del tutto. Media carbonatura. Ne berrei a secchiate ma le cose così belle bisogna dosarle, visto anche il prezzo.

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Giovanni D. pubblicato il 13/01/2018 in seguito ad un ordine del 03/01/2018

4/5

Buono

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Giovanni M. pubblicato il 05/12/2017 in seguito ad un ordine del 22/11/2017

5/5

Semplicemente il top!

Questa recensione è stata utile? 0 No 0

Nazione
Belgio
Regione/città
Westvleteren
www
sintsixtus.be

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Aprile 2018

Questo birrificio, “gioiello” del mondo brassicolo, si trova nella frazione del piccolo Comune belga di Vleteren, chiamata Westvleteren, nella Provincia fiamminga delle Fiandre Occidentali, non lontano dalla città medievale di Ypres e la municipalità di Poperinge, centro dove si coltiva pregiato luppolo. La brewery trova spazio all’interno dell’Abbazia di “Nostra Signora di St. Sixtus”, la più piccola delle Abbazie Trappiste belghe.

L’epopea di questa comunità ha inizio quando l’eremita Jean-Baptiste Victor, ex commerciante di luppolo, che viveva in questi luoghi dal 1815, accolse tre eremiti provenienti dal monastero di Catsberg (Mont des Cats), situato in Francia vicino al confine con il Belgio. Uno di loro, Dom Franciscus-Maria Van Langendonck fondò, il 4 novembre 1831, il monastero. Tuttavia, gli archivi testimoniano l’esistenza, in tempi diversi, di tre chiostri prima di Sint-Sixtus, quasi nella stessa identica posizione e risalenti al VII secolo.

Nel 1850 alcuni monaci lasciarono Westvleteren e fondarono l’Abbaye Notre-Dame de Scourmont (Chimay); nello stesso modo, una decina di anni dopo, una ventina di religiosi emigrarono raggiungendo le coste del Massachusetts, dando origine all’abbazia Trappista Saint-Joseph de Spencer. Il priorato fu elevato allo stato di abbazia nel 1871 e da questo momento, in questi isolati luoghi di pace e preghiera, all’interno delle mura e nel corso degli anni, ha inizio la costruzione e l’ampliamento di vari edifici quali ad esempio un nuovo chiostro, una chiesa abbaziale, una fattoria modello, un mulino, una fucina, una falegnameria, una guest house, un refettorio, una biblioteca ben fornita ed un birrificio. Quest’ultimo compare nel registro contabile del monastero il 15 giugno del 1838 e si ritiene che la costruzione dello stesso sia stata fatta su consiglio esplicito dell’abbazia di Westmalle, abbazia-madre di tutti i monasteri Cistercensi del Belgio, per volere dell’abate Dom Dositheè Kempeneers.

I monaci calcolarono rapidamente che era molto più economico e sicuro preparare la propria birra ed occasionalmente venderla piuttosto che acquistarla da un produttore locale, in tal modo si potevano risparmiare fondi per i propri fabbisogni o investirli nella costruzione / ampliamento del monastero. Il birrificio fu “modernizzato” nel 1871, anno in cui si decise di commercializzare la birra, la cui produzione divenne l'attività economica principale dal 1877. St. Sixtus sopravvive ad entrambe le Guerre Mondiali durante le quali non subisce particolari danni ed ospitò, all'interno e intorno all'abbazia, centinaia di sfollati, perseguitati e quasi 40.000 soldati alleati.

Il birrificio continuò ad operare, sebbene a capacità ridotta: unico caso fra tutti i monasteri del Belgio. La vendita della birra prosegue sino al 1946, anno in cui l’Abate Padre Bonaventura De Groote decise di ridimensionare le attività di produzione giacché ritenne che l'intero iter produttivo interferisse con la vocazione spirituale ed autorizzata, tranne per lo stretto consumo personale, Evarist De Koninck, proprietario della Brouwerij St. Bernardus di Watou, in passato un caseificio, a produrre e commercializzare birre sotto il nome di St. Sixtus secondo le tradizionali ricette. Nel 1992 questa licenza finì e la produzione ritornò nuovamente a Sint-Sixtus, poiché il nuovo regolamento stabilì che per ottenere e/o conservare il logo, “ATP Trappist” le birre dovevano essere realizzate da monaci all’interno delle mura di un monastero Trappista.

Nel mentre il birrificio fu completamente ristrutturato con l’installazione di un moderno impianto in acciaio a sostituzione delle vecchie attrezzature ormai divenute obsolete. Oggigiorno è l'unico birrificio Trappista nel quale una decina di monaci seguono interamente l’iter produttivo (cinque monaci lavorano nel birrificio, altri cinque aiutano nei giorni di imbottigliamento). Vengono realizzati tre tipi di birre differenti, la cui diffusione rimane tuttavia piuttosto modesta, con una produzione annua autolimitata più o meno a 5000 hl, realizzati per ottenere gli utili indispensabili a coprire le spese dell’abbazia e finanziare progetti di carattere benefico.

Di chiara matrice belga, sono contrassegnate da un numero che però non designa la gradazione alcolica. Le bottiglie non riportano nessuna etichetta (limitazione che risale agli anni ’40) e si diversificano solo dal colore del tappo dove si trovano tutte le informazioni richieste per legge: sono le uniche birre Trappiste a non riportare il famigerato logo esagonale sulla bottiglia, bensì presente solo sulle casse. L’abbazia ed il birrificio non sono aperti al pubblico e se si vogliono degustare le birre prodotte, l’unico locale al mondo autorizzato alla mescita è il “In de vrede” letteralmente “in pace”, il caffè sito di fronte all’abbazia.

Regole rigidissime stabilite dall’ordine e dall’Associazione Internazionale dei Trappisti, criteri di produzione tradizionali, utilizzo di materie prime d’indiscutibile qualità e secolari ricette hanno contribuito al conseguimento, nel 2002, del titolo di “World's Best Brewers” e dal 2005 la community Ratebeer inserisce costantemente la “Westvleteren XII” tra le tre “Best Beer In The World”.