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Heaven & Hell

Birrificio
De Molen
Nazione
Olanda
Stile
Imperial Stout

Imperial Stout

Forti e complesse, con aromi intensi di frutta scura o secca, di caffè e cioccolato uniti con il tostato e l’arrostito. Possiedono una lato maltato torrefatto molto evidente. Amaro da luppolo in sottofondo con un retrogusto dolce-amaro.

Colore
Ebano scuro
Grado alcolico
12%
Pinta Bicchiere consigliato
Pinta
FORMATI
De Molen Heaven & Hell 33cl Heaven & Hell 33cl
Prezzo: € 4,80
De Molen Heaven & Hell 33cl Heaven & Hell 33cl - Cartone da 24 bottiglie
Prezzo: € 110,40
a bottiglia € 4,60
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Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Amaro   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Gradi Plato 28   Voto RateBeer 100 / 100
Voto Beer Advocate 89 / 100   Stile Imperial Stout
Temperatura di servizio 7-8°C   Formati disponibili Bottiglia 33cl
Imperial Stout dal corpo intenso. Di color ebano scuro emana aromi torbati di legno, cacao e vaniglia. Amara nel finale.
Abbinamenti consigliati

BBQ e affumicati

Cioccolato

Dolci

Formaggi

Frutti di Mare

Prodotti consigliati

Nazione
Olanda
Regione/città
Bodegraven
www
www.brouwerijdemolen.nl

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Gennaio 2019

Ci troviamo ad una quarantina di chilometri a Sud di Amsterdam, più̀ precisamente nella cittadina di Bodegraven posta sulle rive dell’Oude Rijn (Vecchio Reno), nella zona rurale denominata “De Groene Hart”, letteralmente “il cuore verde” dei Paesi Bassi. Questo celebre birrificio nasce nel 2004 in un caratteristico mulino a vento chiamato “De Arkduif” (la colomba dell’arca), la cui costruzione risale al 1697. L’artefice del progetto che ha fatto di De Molen il più̀ famoso e premiato birrificio artigianale Olandese è Menno Oliver, che ha percorso tutta la classica trafila del produttore di birra: da homebrewer che fa la birra nella cucina di casa, a praticante in giro in vari birrifici olandesi (Texelse, De Prael e Stadsbrouwerij De Pelgrim in particolare), fino all’apertura, dopo 12 anni di esperienza ed in un primo momento nel suo garage, della propria fabbrica di birra con sala degustazione chiamata “De Salamander”.

In seguito, l’intera struttura viene trasferita nel mulino e battezzata con l’attuale nome per ovvi motivi. Qui, nonostante lo spazio disponibile sia davvero ridotto, oltre al locale destinato alla produzione, troverà spazio una taproom, una birreria con piccolo ristorantino (Eet & Bierlokaal De Molen) e un beer shop con un’eccellente scelta di craft beer europee ed americane ed altri prodotti regionali come i formaggi prodotti dalle vicine fattorie. La fermentazione, la maturazione ed il confezionamento finale veniva effettuato in due magazzini dalla parte opposta del centro abitato e non era difficile scorgere Menno in bicicletta che faceva la spola da una sede all’altra. L’impianto rispecchiava proprio la dicitura “micro birrificio”: 500 litri a cotta, per un tòtale di circa 500 hl. prodotti annualmente. Una curiosità che poi si è trasformata in caratteristica è il fatto che Menno adoperava attrezzature provenienti dal settore caseario, che tributeranno una certa “impronta” a molte delle birre realizzate dai sapori unici e concepite affidandosi molto all’estro del momento.

Molteplici le birre realizzate, tra regolari, celebrative, stagionali, collaborative con altri birrifici, oneshot e prodotte per conto terzi; a volte considerate eccessive con contenuti alcolici elevati ed audaci ma sicuramente nate per stupire con un’eleganza controllata e convincente, raramente riproposte e traendo spunto dalle antiche e tradizionali ricette ma ispirandosi anche all’entusiastico e poliedrico movimento produttivo artigianale degli Stati Uniti.

Nel 2009 John Brus, appassionato homebrewer ed ex informatico, fa il suo ingresso come partner nel progetto ed insieme a Menno costruirà il futuro di De Molen. Da questo stesso anno il birrificio ospiterà regolarmente l'ultima settimana di settembre il “Borefts Beer Festival”, che vede la partecipazione dei migliori birrai d’Europa. Due anni più tardi è stato messo in funzione un nuovo birrificio, poco lontano dal domicilio originale, in una moderna e soprattutto spaziosa struttura con una sala di cottura da 2500 litri. La produzione principale avviene in questo luogo ma la vecchia sede produttiva al Brouwcafè De Molen, è tuttora utilizzata almeno una volta alla settimana. In un edificio annesso chiamato Brett Sheed, De Molen sfoggia una miriade di botti di quercia in cui abbondano i Brettanomyces. Passano quattro anni e il birrificio, vista la crescente richiesta, viene ulteriormente modernizzato ed ampliato con l’obbiettivo di arrivare a produrre 25.000 hl l’anno.

Così si legge sul loro sito: “il birrificio è noto per la sua ampia e variegata collezione di birre; produciamo solo stili che preferiamo quali ad esempio Stout, Porter, Barley Wine, Bitter, Pale Ale, Sour, Lager e Saison. Abbiamo elevate esigenze in termini di qualità e cerchiamo di creare birre originali e progressive impiegando solo il migliore malto, luppolo (dal 2016 in parte autoprodotto) e lievito. Le nostre ricette e i nostri processi di produzione sono molto specifici al fine di raggiungere ciò che desideriamo. Gli aromi, i sapori e l'amarezza unici della nostra birra sono apprezzati in tutto il mondo. Durante i fixing annuali di RateBeer Best siamo stati al 1° posto nei Paesi Bassi per molti anni e sempre tra le prime 100 migliori birrerie al mondo (nel 2010 hanno ottenuto il decimo posto, nel 2011 il quinto e nel 2016 il sesto). Brouwerij de Molen è anche un birrificio sperimentale; difatti, non siamo soddisfatti se non produciamo regolarmente qualcosa di speciale.Ogni sei settimane questo si traduce in una nuova birra, mai prodotta prima e forse mai prodotta nuovamente.Lo facciamo in aggiunta alla nostra gamma fissa di 20 birre. Inoltre, lavoriamo regolarmente in collaborazione con birrifici in tutto il mondo e nel sociale”.

Nell'aprile 2016 viene pubblicata una dichiarazione sul futuro prossimo dell’azienda, questa operazione denominata “De vier wieken van Brouwerij de Molen”, prevede piani di espansione e cooperazione con la Baviera. La produzione nel 2017 si attesta a circa 11.000 ettolitri di cui il 50% esportato in circa 30 Paesi come il Giappone, Brasile, Norvegia, Spagna, India, Canada, Stati Uniti, Danimarca, Polonia, Italia e Belgio.Nel 2008 la PINT (associazione olandese per la Promozione ed Informazione sulle birre Tradizionali) conferisce a Oliver la Zilveren Knuppel (Racchetta d’Argento) per il suo importante apporto alla cultura birraria.