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To Øl Half N

Birrificio
To Øl
Nazione
Danimarca
Stile
Imperial Stout

Imperial Stout

Forti e complesse, con aromi intensi di frutta scura o secca, di caffè e cioccolato uniti con il tostato e l’arrostito. Possiedono una lato maltato torrefatto molto evidente. Amaro da luppolo in sottofondo con un retrogusto dolce-amaro.

Colore
Nero
Grado alcolico
10.2 %
Pinta Bicchiere consigliato
Pinta
PRODOTTO PREZZO iva inc. QUANTITÀ
To Øl Half N To Øl Half N 37.5cl
11,80 €
In arrivo
To Øl Half N 37.5cl To Øl Half N 37.5cl - Cartone da 12 bottiglie
135,60 €
a bottiglia € 11,30
In arrivo

Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Amaro   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Gradi Plato 21.4   Voto RateBeer 98 / 100
Stile Imperial Stout   Temperatura di servizio 7/9°C
Formati disponibili Bottiglia 37.5cl
Imperial Stout con fave di cacao, vaniglia e caffè, invecchiata in botti di rovere nuove. Sin dall'esame olfattivo sono evidenti gli ingredienti aggiunti, in modo particolare l'elemento cacao. A questo quadro si accompagna durante la degustazione una piacevole frutta secca (albicocca, prugna,...), mentre la chiusura mostra la mano decisa dell'invecchiamento in botte nuova con dei toni legnosi, asciutti e di un amaro erbaceo.

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Recensioni Prodotti
Numero di recensioni ricevute : 1
Voto medio : 5 /5
N. Saverio
  il 23/11/2017
5/ 5
Ottima birra, molto buona

Nazione
Danimarca
Regione/città
Copenhagen
www
www.to-ol.dk

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Gennaio 2018

Correva l’anno 2005 quando Tobias Emil Jensen e il suo amico Tore Gynther, seduti nei banchi del liceo da loro frequentato, parlavano con il proprio insegnante di matematica e fisica, Mikkel Borg Bjergs, del fatto che molti birrifici danesi stavano decantando la relativa anzianità̀ della loro tradizione birraia (circa cento anni), piuttosto che concentrarsi sulla qualità̀ del prodotto. La discussione era improntata anche sullo stato, allora penoso, del fare e bere birra in Danimarca. Dopo numerosi dibattiti hanno convenuto che l’unico modo per far fronte a questa incresciosa ed imbarazzante situazione, era di preparare la birra loro stessi. Così hanno fatto e ben presto sono stati autorizzati a prendere in prestito la cucina della scuola, quest’ultima basata sul principio della democrazia aperta e diretta (Det Fri Gymnasium), nelle ore di chiusura e nei giorni festivi, tentando di invertire la tendenza della deriva danese in fatto di produzione di birra.

Più̀ tardi, nel 2006, il loro professore Mikkel fonda il birrificio Mikkeller e traduce in pratica quello che fino allora era stato solo un sogno: cominciò a girovagare fra sistemi produttivi altrui generando una nuova formula creativa chiamata “Gipsy Brewery”. Tobias e Tore continuarono a produrre a livello amatoriale sino a quando, nel 2010, entrami avevano 23 anni, si resero conto che la loro birra To Øl (in danese significa grosso modo “due birre”) era ormai pronta per i grandi numeri. Nacque così a Copenhagen una beer firm che diventerà un’icona del movimento “gipsy”.

Tobias in un’intervista dichiara: “noi siamo ciò̀ che chiamano un birrificio zingaro, perché́ l’attrezzatura che utilizziamo non è di nostro possesso. Lo facciamo perché́ pensiamo che sia il miglior modo per garantire la massima qualità̀, per avere la possibilità̀ di produrre continuamente varietà̀ diverse e nello stesso tempo di reinventarci ogni qualvolta andiamo a fare birra a casa altrui (soprattutto a De Proef a Lochristi, nelle Fiandre Orientali in Belgio). Produrre birra con un altro birrificio è inoltre un'occasione per condividere conoscenze e idee con colleghi, mantenendo come elementi guida Ispirazione e Creatività. Siamo zingari e ne siamo orgogliosi”. Un approccio “contemporaneo”, che fa storcere il naso a qualcuno “birraio è solo chi la birra la fa in casa propria su impianti propri” e che incontra, al contrario, l’approvazione di altri “birraio è chi la birra la sa fare, a prescindere dalla proprietà̀ degli impianti”, una questione che non troverà̀ mai una risposta definitiva.

Sin dalle prime cotte i due soci avevano già le idee molto chiare su cosa produrre: birre uniche e dal gusto intenso indipendentemente dallo stile, che non si dimenticano facilmente e come ribadisce Tobias “prima di cominciare la produzione ci siamo soffermati per decidere i principali concetti e comandamenti delle nostre opere che vengono riassunti in: avere la mentalità produttiva aperta nel realizzare birre innovative ed eccentriche, utilizzando sempre le migliori materie prime, non vogliamo sentir parlare di cento anni di storia di alcune birrerie, facciamo birre contemporanee e se ci capita di incappare in un esperimento che riteniamo obsoleto lo cestiniamo. Vogliamo stare lontano dai supermercati perché́ non vogliamo scendere a compromessi con la qualità̀ degli ingredienti che utilizziamo. Il nostro obiettivo è quello di provocare, spingere al massimo i confini e la percezione della birra stessa. Pensiamo che ogni birra prodotta racconti una storia e porti un messaggio”.

Rapidamente questa beer firm si è imposta come una realtà assai dinamica sia sul piano della comunicazione che su quello creativo, includendo altresì una lunga e redditizia serie dicollaboration brewingcon altre brewery / beer firm in giro per il mondo, quali ad esempio, Mikkeller, Omnipollo, Siren Craft, Dieu du Ciel, Prairie Artisan, De Molen, Toccalmatto, etc. To Ol ha già̀ riscosso una notevole popolarità̀: la esportazioni riguardano più di 40 Paesi in tutto il mondo, tra cui l’Italia, con una produzione annua di circa 10000 hl.

Non mancano certamente i riconoscimenti internazionali: costantemente tra i Top 50 birrifici del globo, nel 2014 è stato classificato al nono posto nell’élite mondiale secondo Ratebeer. Va inoltre posto l’accento sul progetto grafico: curato, alternativo, innovativo, intrigante e facilmente identificabili grazie al’Art Director Kasper Ledet, un vecchio amico della scuola superiore. Nel 2013, in società con l’ex insegnante, hanno aperto il secondo Mikkeller bar sempre a Copenhagen, chiamato “Mikkeller & Friends” e nel Maggio del 2016 a due passi dalla loro vecchia scuola superiore, nel cuore del quartiere di Nørrebro, Tobias e Tore assieme a Morten Bruun, famoso mixologist ed allo Chef Christian Gadient, fondano il brewpub chiamato “Brus”. La struttura servirà per nuove e varie sperimentazioni: con il nuovo Tapperiet Brus tutta la produzione di To Øl invecchiata in botte sarà spostata dalle cantine in Belgio ai locali di Nørrebro.