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Northern Light

Birrificio
Orkney Brewery
Nazione
Scozia
Stile
Golden Ale / Blonde Ale

Golden Ale / Blonde Ale

Di corpo medio e dalla fine complessità olfattiva, con sentori di frutta e spezie impartiti dal lievito e un leggero profumo di malto e luppolo. Palato leggermente dolce bilanciato da un amaro poco intenso. Retrogusto secco.

Colore
Biondo paglierino
Grado alcolico
4.0 %
Pinta Bicchiere consigliato
Pinta
FORMATI
Northern Light Northern Light 50cl
Prezzo: € 6,00
In arrivo
Northern Light Northern Light 50cl - Cartone da 12 bottiglie
Prezzo: € 64,80
a bottiglia € 5,40
In arrivo
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Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Amaro   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Gradi Plato 9.50   Voto RateBeer 3 / 5
Voto Beer Advocate 81 / 100   Stile Golden Ale / Blonde Ale
Temperatura di servizio 8 - 10°C   Formati disponibili Bottiglia 50cl

Aspetto: si mostra con un colore biondo leggermente velato, anticipato da una schiuma bianca, compatta, cremosa, fine e persistente. La diafanità è buona.


Sentori olfattivi: il naso è colpito da fragranze agrumate, spezie e sentori floreali. Non mancano i lieviti e i luppoli che caratterizzano questa birra con una notevole dolcezza di caramello e malto, seguiti da sentori di frutta accompagnate da note citriche e resinose. Questa birra tende al dolce ma risulta equilibrata in modo piacevole ed elegante.


Corpo e gusto: il corpo e medio-leggero e la carbonatazione media. In bocca la sapidità è coerente con l’aroma. Prevale la dolcezza della frutta gialla, seguita da agrumi e crosta di pane. Sul finale incontriamo una nota floreale donata dai luppoli e del malto utilizzato.


Finale: abbastanza secco e agrumato, mediamente persistente. Lascia la bocca desiderosa di un altro sorso, un’ottima birra rinfrescante adatta ad ogni stagione.


Abbinamenti consigliati:
cucina etnica e speziata, risotto con funghi, risotto con carne, risotto con pesce, secondi di carne rossa, secondi di cacciagione, pesce fritto, formaggi stagionati, crostate, pasticceria secca, dessert a base di frutta. Molto adatta ad accompagnare le chiacchere in un aperitivo serale rinfrescando piacevolmente i pensieri senza impegnare troppo le papille gustative. 

Abbinamenti consigliati

Carni rosse

Pasta

Piatti vegetariani

Pizza

Verdure

Prodotti consigliati

Nazione
Scozia
Regione/città
Quoyloo
www
www.orkneybrewery.co.uk

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Marzo 2019

La brewery è stata fondata nel 1988 da Roger White e sua moglie Irene, decisi a cambiar vita e con l’ambizione di ripristinare la tradizione e la cultura birraia nelle Isole Orcadi. Il piccolo complesso produttivo risiede in un ex edificio scolastico in stile vittoriano, risalente al 1878, sito nell’altrettanto piccolo villaggio di Quoyloo, a soli 2 km dall’insediamento neolitico di Skara Brae. Ad una decina di chilometri di distanza troviamo Stromness che rappresenta il secondo insediamento più popoloso delle Orcadi situato nella parte sudoccidentale dell’isola di Mainland, a circa 14 Km ad Ovest dal Capoluogo Kirwall.

Orkney è orgogliosa di essere la patria di alcuni dei siti archeologici tra i meglio conservati in Europa. Con i suoi villaggi neolitici, sepolture ed imponenti cerchi di pietre è stata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1999. L’impianto di produzione originale fu costruito con la consulenza di Peter Austin, fondatore della Ringwood Brewery, che verso la metà degli ‘90 ristrutturò ed aggiunse una nuova sala di cottura, della capacità di 150 barili, collocandola in un nuovo edificio adiacente a quello originale. Nel 2004 Orkney si unisce con l’Atlas Brewery (fondata nel Febbraio del 2002 da Neril Cotton) in una società denominata “Highland & Islands Breweries”: nonostante l’unione le produzioni rimasero separate ed indipendenti. Nel maggio2006la compagnia dichiarò fallimento e venne acquistata dal marchio Sinclair Breweries di Norman Sinclair. Quest’ultimo rinomato ristoratore e gestore di catering locale, in origine collaborava proprio con la Orkney per la sua attività di catering.

Norman, oltre ad ampliare i locali per aumentare la capacità produttiva, si è assicurato che tutti gli edifici, soprattutto quelli scolastici, fossero preservati il più possibile poiché era la stessa scuola frequentata da suo padre e da suo nonno. Agli inizi del 2010 l'Atlas Brewery chiuse i battenti e tutta la produzione venne spostata alla brewery Orkney che fu ristrutturata radicalmente. Grazie ad un importante programma di aggiornamento ed espansione, da questo momento il birrificio ha visto raddoppiare le sue capacità e rafforzare la propria nomea in tutto il mondo.

L’azienda in pochi anni è riuscita a guadagnarsi un posto in prima fila tra i produttori di Real Ales inglesi grazie all’utilizzo dei migliori ingredienti come la purissima acqua. Oltre alla linea classica e stagionale, Orkney imbottiglia importanti riserve affinate in botte di whisky. I mercati di esportazione riguardano il Nord America, Canada, Australia, Giappone, Hong Kong e la maggior parte dei paesi Europei, tra cui Germania, Norvegia, Italia, Francia e Svizzera. Questa zona della Scozia è stata abitata per secoli dai Vichinghi, i loro nomi e le loro gesta ricorrono frequentemente sulle etichette delle birre prodotte che sono diventate culto soprattutto negli Stati Uniti. Gli epiteti delle isole che compongono l’arcipelago delle Orcadi e gli appellativi delle strade sono un continuo riferimento al passato.

La cultura con i suoi valori tradizionali ha sempre influenzato le loro produzioni assieme ad un’estrema attenzione in ogni fase di lavorazione; tutto ciò ha garantito un’elevata qualità dei prodotti. Questo approccio senza tempo ha permesso a questa brewery di vincere molti premi nazionali ed internazionali. L'Orkney Brewery offre tour informativi e la parte vecchia della scuola è stata trasformata in un centro visitatori con un ristorantino e una sala degustazione a 5 stelle, unica realtà del settore in Scozia.

Una curiosità: come si legge su Wikipedia, nel 2008 la birra denominata Skull Splitter prodotta da Orkney Brewery fu al centro di una discussione in relazione al proprio nominativo. Il Portman Group, gruppo commercialecomposto da produttori di bevande alcoliche e birrifici nel Regno Unito, aprì un'indagine sulla stessa sostenendo che il suo nome risultava troppo aggressivo, (Skull Splitter letteralmente significa "spacca cranio"), e che avrebbe potuto portare ad un'interdizione della vendita della birra nel territorio britannico. Sinclair Breweries lanciò una campagna in difesa della birra che ricevette una grande risposta. Gli argomenti in difesa furono il fatto che la birra era famosa e venduta a livello internazionale, con una storia ventennale costellata di premi, come il riconoscimento del CAMRA per la birra britannica campionessa suprema dell'inverno 2001. Inoltre, venne spiegato che l'origine del nome deriva dalla figura storica di Thorfinn Hausakljuv, settimo conte vichingo delle Isole Orcadi intorno all'anno 950, che veniva soprannominato appunto Skull Splitter. In seguito a questa campagna il Portman Group decise, il 23 dicembre 2008, di non portare avanti l'accusa contro la birra.