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Lupulus Blonde

Birrificio
Les 3 Fourquets
Nazione
Belgio
Stile
Abbey Tripel

Abbey Tripel

Di buon corpo ed intensamente aromatiche, con toni speziati e fruttati che si amalgamano con l’indole pulita e rotonda del malto, creando una “pozione” sorprendentemente beverina, nonostante l’alto tenore alcolico.

Colore
Chiaro leggermente velato
Grado alcolico
8.5 %
Balloon Bicchiere consigliato
Balloon
PRODOTTO PREZZO iva inc. QUANTITÀ
Lupulus Blonde formato da 75cl Lupulus Blonde 75cl
7,60 €
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Lupulus Blonde formato da 75cl Lupulus Blonde 75cl - Cartone da 12 bottiglie
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a bottiglia € 7,30
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Lupulus Blonde Magnum 1.5Lt Lupulus Blonde Magnum 1.5Lt - Cartone da 6 bottiglie
115,20 €
a bottiglia € 19,20
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Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Amaro   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Gradi Plato 16   Voto RateBeer 90 / 100
Voto Beer Advocate 85 / 100   Stile Abbey Tripel
IBU 30   Frizzantezza (CO2 g/l) 7.5
Temperatura di servizio 8/10°C   Formati disponibili Bottiglia 75cl, Magnum 1.5lt

Il luppolo è il vero leit-motiv di questa straordinaria birra, partorita dal genio brassicolo di Pierre Gobron. Lo si desume dal nome della birra, dall’abbondante uso che se ne fa nel corso della produzione e negli infiniti giochi di parole che sono legati alla sua immagine in parallelo con quella del lupo. Una delle interpretazioni di questa analogia morfologica va ben oltre la semantica e accomuna emblematicamente luppolo e lupo, che vivono liberi nelle loro terre d’elezione senza bisogno dell’uomo. Vi è poi una seconda spiegazione che scomoda addirittura Plinio, insigne naturalista comasco del I secolo dopo Cristo.
Già fin d’allora si era scoperto che il luppolo era pericoloso per le altre piante, proprio come il lupo per gli altri animali. Plinio ci racconta che il luppolo era chiamato lupo dei salici perché faceva seccare progressivamente queste piante. Arrampicandosi ed attorcigliandosi ad esse ne prosciugava la linfa. Lupo e luppolo sono inscindibili nella produzione di questa birra di Bovigny. In effetti sono ben tre i luppoli coinvolti nella produzione della Lupulus e sono usati in caldaia per il rilascio a lungo termine delle sostanze amaricanti e per un breve periodo a fine cottura per i luppoli ricchi di resine e oli essenziali che rilasciano le sostanze aromatizzanti. Come se questo non bastasse ulteriore luppolo viene aggiunto in fase di maturazione con il sistema del dry hopping, la luppolatura a secco. Durante il periodo della maturazione vengono aggiunti infatti interi sacchi di fiori di luppolo per dare un effetto sorprendente a livello di aromaticità.Per queste sue caratteristiche di secchezza non ci sentiamo di condividere la definizione tipologica che viene data dal sito della birreria Les 3 Fourquets alla Lupulus, classificata come Tripel.
Le Tripel sono in genere più maltate mentre nel caso della Lupulus sono i luppoli a prevalere. Ecco perché la riteniamo una Belgian Strong Golden Ale, che ha come capostipite la Duvel. La schiuma è ricca per la sua finezza, la sua persistenza, la sua densità e la sua aderenza. In più la sua cremosità ricorda le birre spillate al carboazoto. Il colore è oro pallido leggermente velato. Al naso si nota subito che, rispetto alla Chouffe, la Lupulus esibisce una speziatura più accentuata.
Spiccano i sentori di coriandolo e di buccia d’arancia seccata di Curação, che conferiscono alla birra una notevole freschezza così come i sentori di timo e di ginepro donano alla birra leggere note balsamiche e pungenti.A livello olfattivo il luppolo è percettibile ma è in retroguardia. Al palato dominano gli aromatici sentori del luppolo, che in bocca sembrano scomparire in virtù di un’abbondante carbonatazione che dona freschezza e acidità alla Lupulus.
Una volta però dissoltasi l’anidride carbonica ecco che l’amaro del luppolo diventa profondo e ti afferra alla gola…come se fosse un lupo. Inoltre, dissoltasi la frizzantezza si riescono ad apprezzare sia la rotondità del corpo, mai invasivo nonostante gli 8,5 gradi alcolici in volume, e di conseguenza la sua ottima bevibilità. Queste caratteristiche organolettiche fanno sì che la Lupulus abbia sempre le caratteristiche di una birra giovane anche se viene fatta invecchiare. La sua persistenza retrolfattiva è mediamente incisiva e in ogni caso è orientata in direzione del luppolo.


ABBINAMENTI GASTRONOMICI:
Una birra così disinvoltamente amara non può che andare a smorzare la sapidità tipica delle carni allo spiedo o degli arrosti di maiale, tenendo anche conto della sua gagliarda alcolicità. Su suggerimento esterno abbiamo provato la Lupulus, birra terragna, con prodotti provenienti dal mare: seppie in umido con piselli e rombo al forno con le patate.
Indubbiamente suggestivo ma crediamo che un accostamento del genere sia più alla portata di gourmet in vena di sperimentazione che di palati classici. In sostanza siamo dell’opinione che carni bianche di corpo assertivo, se sostenute da un adeguato supporto in termini di fondo di cottura, possa essere la soluzione ideale per un matrimonio con la Lupulus.

Prodotti consigliati

Recensioni Prodotti
Numero di recensioni ricevute : 9
Voto medio : 4.9 /5
C. Salvatore
  il 30/03/2018
5/ 5
Ottima birra tra le mie preferite
R. Antonio
  il 16/02/2018
5/ 5
ottima Abbey
S. Emiliano
  il 02/11/2017
4/ 5
okok
R. Alessandra M.D.
  il 26/08/2017
5/ 5
Ottimo
C. Davide
  il 24/06/2017
5/ 5
Ottima
C. Salvatore
  il 30/03/2017
5/ 5
È stata la mia iniziazione. Come il primo amore non si scorda mai..... Birra dall'aroma fruttato che si apprezza via via che si alza di temperatura è perde una parte della sua frizzantezza. Che dire sapore unico e ineguagliabile
M. Roberto
  il 30/03/2017
5/ 5
ottimo
M. Roberto
  il 29/12/2016
5/ 5
ottimo
M. Roberto
  il 29/12/2016
5/ 5
ottimo

Nazione
Belgio
Regione/città
Gouvy
www
www.lupulus.be

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Gennaio 2018

La Brasserie Les 3 Fourquets, letteralmente “le tre pale del maltatore” si trova a Bovigny, una frazione del piccolo Comune belga chiamato Gouvy, situato nella Provincia Vallona del Lussemburgo. La struttura, sorta nel 2004, in principio è stata realizzata per rifornire di “pane liquido” il bistrot adiacente, di proprietà di Chris Bauweraerts e il cognato Pierre Gobron, nientemeno che i padri fondatori, nei primi anni ottanta, della Brasserie D’Achouffe, ceduta nel settembre del 2006 alla famiglia Duvel-Moortgat. Archiviato il capitolo Chouffe, il duo decide di proseguire nella realizzazione di birre ma con un piano lavorativo più contenuto e meno frenetico. Nel 2007 Gobron, brewer e bioingegnere, tutt'altro che sconosciuto nel mondo della birra poiché considerato come il capostipite dei birrai belgi di nuova generazione, decide di creare una nuova linea di birra, che rappresentasse scrupolosamente le autentiche tradizioni brassicole abbracciando quei comandamenti di attenta selezione delle materie prime e sviluppo produttivo che sono alla base della produzione craft ma dotata, tuttavia, di toni olfattivi e gustativi unici e nuovi.

E così Les 3 Fourquets, dislocata all’interno di una pittoresca fattoria del Settecento, in un’area che fa parte dell'eredità dell’Ardenne belga, sita in una macchia verde fiancheggiata da una fonte d’acqua pura e fresca, ideale per la produzione di birra, viene dotata di un nuovo e moderno impianto, diventando un birrificio a tutti gli effetti e completamente indipendente. In questo piccolo Eden al quale attingere tutte le risorse naturali e psicologiche per affrontare il mercato, nel 2008, nasce la gamma “Lupulus”, la cui etichetta è stata realizzata dal vignettista Jean-Claude Servais, dedicata ai lupi che un tempo popolavano gli spazi silenziosi e rudi di questa splendida regione. Si narra che questi branchi provenissero dalla Slovenia, dove sono coltivati pregiati luppoli come lo Styrian Goldings. Per la cronaca, il nome latino del luppolo è Humulus Lupulus, che letteralmente significa “petit loup humble” alias “piccolo umile lupo".

Nel 2008 Chris Bauweraerts ha ceduto la sua quota azionaria e Pierre Gobron che è diventato il proprietario del birrificio gestito assieme ai suoi due figli, Tim e Julien. Parallelamente all'aumento della produzione negli ultimi cinque anni, a marzo del 2016, con un investimento di 3,5 milioni di Euro, il birrificio è stato completamente rinnovato e dotato di una nuova linea d’imbottigliamento. Grazie all'esperienza acquisita al tempo del suo primo birrificio (Brasserie d’Achouffe), Pierre Gobron ha recuperato, in tempi relativamente brevi, la sua posizione sul mercato belga ed internazionale. "È vero che il mio passato mi ha beneficiato", ammette, "un amico, che è anche un ottimo conoscitore di birra e del mercato italiano, ha saputo che mi stavo preparando di nuovo e mi ha offerto i suoi servizi. Oggi, grazie a lui, l'Italia è diventata, di gran lunga, il nostro più grande mercato di esportazione con 4.000 ettolitri".

La gamma, dove è presente anche una linea biologica, si compone di una decina di birre stilisticamente di matrice belga. Nel 2016 la produzione del birrificio dell’Ardenne ammontava a circa 15.000 ettolitri, di cui, il 70% destinato all'esportazione principalmente in Europa. Oltre al mercato transalpino, Lupulus è popolare anche in Francia e Svizzera, nei Paesi Bassi e in Spagna. Fuori dall'Europa, può essere trovato negli Stati Uniti, in Giappone ed in Israele, così come, sporadicamente, in Russia e Cina. "Les 3 Fourquets", ribattezzato all'inizio di quest'anno “Brasserie Lupulus” propone in un solo luogo, un ristorante, un bistrot e un microbirrificio in uno scenario unico.