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Su De Doss

Birrificio
Lambrate
Nazione
Italia
Stile
Blanche / Witbier

Blanche / Witbier

Rinfrescanti, particolarmente dissetanti, gustose e molto leggere. Possono utilizzare anche frumento non maltato. Al palato sono leggermente acidule, fresche e speziate. Gli aromi prevalenti sono quelli di coriandolo e di agrumi.

Colore
Giallo paglierino velato
Grado alcolico
5 %
Pinta Bicchiere consigliato
Pinta
FORMATI
Su De Doss 33cl Su De Doss 33cl
Prezzo: € 4,00
Su De Doss 33cl Su De Doss 33cl - Cartone da 12 bottiglie
Prezzo: € 45,60
a bottiglia € 3,80
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Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Amaro   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Gradi Plato 11   Voto RateBeer 3.36 / 5
Stile Blanche / Witbier   IBU 15
Temperatura di servizio 6/8°C   Formati disponibili Bottiglia 33cl
Birra in stile Blanche dal colore giallo paglierino opalescente che prende il nome dal dialetto milanese, un invito ad allontanarsi e a “dare tregua”.Al naso presenta le tipiche note speziate di lievito belga e sentori freschi di agrumi. Caratteristica di questa reinterpretazione dello stile Blanche è l’utilizzo di coriandolo, scorze di lime e sale rosa dell’Himalaya il quale bilancia il gusto dolce del malto d’orzo e di frumento.
Abbinamenti consigliati

Aperitivo

Pesce

Piatti vegetariani

Pizza

Riso e cereali

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Marco M. pubblicato il 15/11/2018 in seguito ad un ordine del 07/09/2018

4/5

Buona

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Nazione
Italia
Regione/città
Milano
www
www.birrificiolambrate.com

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Giugno 2018

Questo pioniere del panorama brassicolo craft italiano nasce nel 1996, nello storico quartiere milanese da cui prende il nome, Lambrate, ed è rimasto per diverso tempo il solo produttore di birra artigianale all’interno della città. Erano i famosi anni ’90 quando, con coraggio e determinazione, una manciata di birrifici italiani scelse di cominciare a realizzare birra in modo artigianale scommettendo su un settore che sarebbe poi diventato un fenomeno mondiale. Quando il brewpub Lambrate ha spillato la prima birra, i soci erano tre: i due fratelli Davide e Giampaolo Sangiorgi e l’amico Fabio Brocca (il birraio), che hanno trasformato la propria passione in un’attività imprenditoriale. Tutto cominciò quasi per caso, dopo un viaggio illuminante ad Amsterdam dove il trio fece conoscenza con l’allora panorama craft locale e se ne innamorò; tornati in Patria decisero di aprire un pub a Milano.

A tal proposito il padre dei due fratelli, Franco, docente universitario nella locale facoltà di Agraria, suggerì di produrre, invece che acquistare e rivendere. Ed allora il team si dota di un piccolissimo impianto da 50 litri per cominciare le prime sperimentazioni in proprio, ma la birra finiva subito ed allora si pensa ad un progetto imprenditoriale; comincia così la favola di Lambrate. Inizialmente si producevano solo tre birre con un impianto da 150 litri che, neanche a dirlo, terminavano rapidamente costringendo il pub ad aprire saltuariamente finché c’era birra da mescere.

Dopo vent’anni di attività la filosofia aziendale è rimasta immutata: “Acqua, malto d’orzo, luppolo e lievito. Questi sono gli unici ingredienti che da sempre utilizziamo al birrificio Lambrate. Li scegliamo con grande cura ed attenzione, attraverso un’instancabile ricerca e selezione, perché è solo con materie prime di altissima qualità e un pizzico di creatività che si può ottenere un prodotto davvero originale. Ogni nostra birra è unica, con il proprio gusto e la propria personalità ma allo stesso tempo semplice, in grado di offrire un’esperienza degustativa sempre gradevole, mai eccessiva. L’amore per la birra e la voglia di sperimentare, ci hanno spinto nel corso degli anni a creare nuove ricette, scoprire nuove sfumature ed alchimie. Ancora oggi, produrre birra artigianale è un processo lungo ed appassionante che richiede conoscenza, passione, attenzione, estro e fantasia; con questi elementi realizziamo le nostre birre”.

“Lo Skunni” ovvero il nome con cui gli avventori storici chiamavano il brewpub è diventato in brevissimo tempo un punto di riferimento per tutti gli amanti della birra artigianale in Italia e non solo. Essendo sempre stracolmo di gente, si è pensato, nel dicembre 2011, di aprire un secondo locale con lo stesso nome e sempre nel quartiere di Lambrate ma più spazioso e più votato al cibo del primo. Il 30 aprile 2016 viene inaugurato a Berlino, assieme ai soci Manuele Colonna e Alfonso Strianese, un altro locale chiamato “Birra - Italian Craft Beer”: il primo esercizio in terra germanica a servire solo birra artigianale italiana.

Con il passare degli anni, visto l’aumento della clientela e la fornitura ad altri locali, si resero necessari numerosi investimenti al fine di garantire ampliamenti che si sono susseguiti rapidamente fino a giungere all’attuale sala di cottura da 40 hl per ogni singola cotta, completamente automatizzata e una cantina da 1520 hl. Con una produzione annua di circa 8000 hl., la gamma si compone di oltre 30 birre dalle grafiche che non si dimenticano e dai nomi che evocano la topomastica del luogo. Di matrice inizialmente tedesca, per poi sposare anche il Belgio ed infine abbracciare tutto il mondo anglosassone, sono suddivise in quattro categorie: “classiche”, “stagionali”, “collaborative” ed “occasionali”.

Sono vendute in ristoranti e negozi di tutta Italia e giungono altresì in Svezia, Norvegia, Estonia e Giappone; le possiamo trovare anche in Paesi dalla lunga tradizione brassicola come il Belgio, Germania ed Inghilterra. Le birre di Lambrate piacciono perché sono semplici e pulite ma con un’indole ben precisa ed una firma ben distinguibile; nel tempo si sono evolute acquistando un carattere più distintivo grazie anche all’impiego più deciso di luppolo senza però sconfinare nel banale o nel fashionista. A monte di tutto c’è una grande cura nell’attenzione che viene dedicata alla scelta delle materie prime impiegate nel processo produttivo.

Fabio Brocca, una dei birrai più esperti e versatili in Itala, nominato “Birraio dell'anno 2015” dal magazine Fermento Birra, utilizza diversi tipi di malto d’orzo, di frumento e di segale, principalmente di provenienza tedesca più qualche varietà inglese. Il luppolo giunge dalla Germania, dall’America, dalla Slovenia e dalla Nuova Zelanda. Il lievito viene conservato e ripropagato internamente ad ogni “cotta” produttiva nel laboratorio interno che provvede anche alle ricerche e naturalmente alle analisi qualitative. Dal giugno 2010 vi vengono svolti quotidianamente controlli microbiologici, chimico e fisici. Ed in fine l’acqua, elemento base e di grande importanza, subisce un processo di addolcimento e una successiva filtrazione sterile, prima di essere impiegata sia come materia prima per la produzione che come fluido di servizio per le operazioni di detersione e sanitizzazione.