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Sour Drop

Birrificio
Lambrate
Nazione
Italia
Stile
Sour / Wild Ale

Sour / Wild Ale

La presenza di batteri lattici ed acetici in fase di fermentazione e stagionatura dona a queste birre un’acidità variabile. Paragonabili alle Lambic, la cui fermentazione però, è del tutto spontanea. Spesso sono invecchiate in botti.

Colore
Biondo dorato
Grado alcolico
5 %
Pinta Bicchiere consigliato
Pinta
FORMATI
Sour Drop lattina 33cl Sour Drop lattina 33cl
Prezzo: € 4,10
Sour Drop lattina 33cl Sour Drop lattina 33cl - Cartone da 24 lattine
Prezzo: € 93,60
a bottiglia € 3,90
Seleziona la quantità e

Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Acidulo   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Gradi Plato 13   Sottostile Sour IPA
Stile Sour / Wild Ale   Temperatura di servizio 6/8°C
Formati disponibili Lattina 33cl
Rivisitazione dello stile IPA in chiave “sour”. LA peculiarità di questa birra sta nell’ acidità lattica che si fonde con la luppolatura americana di Citra ed Amarillo utilizzati per un doppio dry hopping. Dal colore dorato, al naso l'aroma è caratterizzato da note di scorza di agrume, maracuja e note lattiche. Fresca, acida e fruttata al palato.
Abbinamenti consigliati

BBQ e affumicati

Carni bianche

Carni rosse

Pesce

Pizza

Prodotti consigliati

Nazione
Italia
Regione/città
Milano
www
www.birrificiolambrate.com

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Giugno 2018

Questo pioniere del panorama brassicolo craft italiano nasce nel 1996, nello storico quartiere milanese da cui prende il nome, Lambrate, ed è rimasto per diverso tempo il solo produttore di birra artigianale all’interno della città. Erano i famosi anni ’90 quando, con coraggio e determinazione, una manciata di birrifici italiani scelse di cominciare a realizzare birra in modo artigianale scommettendo su un settore che sarebbe poi diventato un fenomeno mondiale. Quando il brewpub Lambrate ha spillato la prima birra, i soci erano tre: i due fratelli Davide e Giampaolo Sangiorgi e l’amico Fabio Brocca (il birraio), che hanno trasformato la propria passione in un’attività imprenditoriale. Tutto cominciò quasi per caso, dopo un viaggio illuminante ad Amsterdam dove il trio fece conoscenza con l’allora panorama craft locale e se ne innamorò; tornati in Patria decisero di aprire un pub a Milano.

A tal proposito il padre dei due fratelli, Franco, docente universitario nella locale facoltà di Agraria, suggerì di produrre, invece che acquistare e rivendere. Ed allora il team si dota di un piccolissimo impianto da 50 litri per cominciare le prime sperimentazioni in proprio, ma la birra finiva subito ed allora si pensa ad un progetto imprenditoriale; comincia così la favola di Lambrate. Inizialmente si producevano solo tre birre con un impianto da 150 litri che, neanche a dirlo, terminavano rapidamente costringendo il pub ad aprire saltuariamente finché c’era birra da mescere.

Dopo vent’anni di attività la filosofia aziendale è rimasta immutata: “Acqua, malto d’orzo, luppolo e lievito. Questi sono gli unici ingredienti che da sempre utilizziamo al birrificio Lambrate. Li scegliamo con grande cura ed attenzione, attraverso un’instancabile ricerca e selezione, perché è solo con materie prime di altissima qualità e un pizzico di creatività che si può ottenere un prodotto davvero originale. Ogni nostra birra è unica, con il proprio gusto e la propria personalità ma allo stesso tempo semplice, in grado di offrire un’esperienza degustativa sempre gradevole, mai eccessiva. L’amore per la birra e la voglia di sperimentare, ci hanno spinto nel corso degli anni a creare nuove ricette, scoprire nuove sfumature ed alchimie. Ancora oggi, produrre birra artigianale è un processo lungo ed appassionante che richiede conoscenza, passione, attenzione, estro e fantasia; con questi elementi realizziamo le nostre birre”.

“Lo Skunni” ovvero il nome con cui gli avventori storici chiamavano il brewpub è diventato in brevissimo tempo un punto di riferimento per tutti gli amanti della birra artigianale in Italia e non solo. Essendo sempre stracolmo di gente, si è pensato, nel dicembre 2011, di aprire un secondo locale con lo stesso nome e sempre nel quartiere di Lambrate ma più spazioso e più votato al cibo del primo. Il 30 aprile 2016 viene inaugurato a Berlino, assieme ai soci Manuele Colonna e Alfonso Strianese, un altro locale chiamato “Birra - Italian Craft Beer”: il primo esercizio in terra germanica a servire solo birra artigianale italiana.

Con il passare degli anni, visto l’aumento della clientela e la fornitura ad altri locali, si resero necessari numerosi investimenti al fine di garantire ampliamenti che si sono susseguiti rapidamente fino a giungere all’attuale sala di cottura da 40 hl per ogni singola cotta, completamente automatizzata e una cantina da 1520 hl. Con una produzione annua di circa 8000 hl., la gamma si compone di oltre 30 birre dalle grafiche che non si dimenticano e dai nomi che evocano la topomastica del luogo. Di matrice inizialmente tedesca, per poi sposare anche il Belgio ed infine abbracciare tutto il mondo anglosassone, sono suddivise in quattro categorie: “classiche”, “stagionali”, “collaborative” ed “occasionali”.

Sono vendute in ristoranti e negozi di tutta Italia e giungono altresì in Svezia, Norvegia, Estonia e Giappone; le possiamo trovare anche in Paesi dalla lunga tradizione brassicola come il Belgio, Germania ed Inghilterra. Le birre di Lambrate piacciono perché sono semplici e pulite ma con un’indole ben precisa ed una firma ben distinguibile; nel tempo si sono evolute acquistando un carattere più distintivo grazie anche all’impiego più deciso di luppolo senza però sconfinare nel banale o nel fashionista. A monte di tutto c’è una grande cura nell’attenzione che viene dedicata alla scelta delle materie prime impiegate nel processo produttivo.

Fabio Brocca, una dei birrai più esperti e versatili in Itala, nominato “Birraio dell'anno 2015” dal magazine Fermento Birra, utilizza diversi tipi di malto d’orzo, di frumento e di segale, principalmente di provenienza tedesca più qualche varietà inglese. Il luppolo giunge dalla Germania, dall’America, dalla Slovenia e dalla Nuova Zelanda. Il lievito viene conservato e ripropagato internamente ad ogni “cotta” produttiva nel laboratorio interno che provvede anche alle ricerche e naturalmente alle analisi qualitative. Dal giugno 2010 vi vengono svolti quotidianamente controlli microbiologici, chimico e fisici. Ed in fine l’acqua, elemento base e di grande importanza, subisce un processo di addolcimento e una successiva filtrazione sterile, prima di essere impiegata sia come materia prima per la produzione che come fluido di servizio per le operazioni di detersione e sanitizzazione.