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La Trappe Puur

Birrificio
La Trappe
Nazione
Olanda
Stile
Belgian Ale

Belgian Ale

E’ lo stile belga più comune e diffuso. Particolarmente aromatiche, di solito sono più fruttate delle cugine inglesi. Spesso speziate, agrumate, maltate, raramente acidule. Corpo medio, con un amaro ed una alcolicità moderata.

Colore
Giallo chiaro leggermente opalescente
Grado alcolico
4.7 %
Pinta Bicchiere consigliato
Pinta
FORMATI
La Trappe Puur 33cl La Trappe Puur 33cl
Prezzo: € 2,60
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La Trappe Puur 33cl La Trappe Puur 33cl - Cartone da 24 bottiglie
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Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Amaro   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Gradi Plato 10.4   Voto RateBeer 3.07 / 5
Voto Beer Advocate 82 / 100   Stile Belgian Ale
Temperatura di servizio 6/8°C   Formati disponibili Bottiglia 33cl

Solo ingredienti biologici vengono utilizzati per preparare questa birra.
La sua ricetta è il risultato di una combinazione tra continua ricerca della massima qualità e passione per la birra, insieme ad implacabile rispetto per le persone e il pianeta.


Si presenta di colore dorato e nonostante la non filtratura mantiene una certa trasparenza, cappello di schiuma soffice a bolle medie e di media persistenza.
Al naso è fresca e vegetale, con fragranze agrumate (limone e scorza d’arancia), floreali ed erbacee elargite dai luppoli nobili in fiore utilizzati. Non mancano effluvi speziati da lievito belga, malti chiari, pane ed un caratteristico profumo tipo oliva verde.
Dal corpo medio e con una carbonatazione bassa ha una bevibilità eccezionale con un buon bilanciamento.
Al palato vengono confermate tutte le fragranze percepite al naso con una saporosità fresca e vegetale caratterizzata da una fine luppolatura, da note di scorza d’arancia, spezie piccanti ed una finitura granulosa da malti chiari.
Retrogusto secco e finemente amaro-vegetale.

Abbinamenti consigliati

BBQ e affumicati

Carni bianche

Frutti di Mare

Pasta

Verdure

Prodotti consigliati

Nazione
Olanda
Regione/città
Berkel-Enschot
www
www.latrappetrappist.com

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Gennaio 2019

Ci troviamo in Olanda, più precisamente a Berkel-Enschot, un villaggio nella Provincia del Bramante Settentrionale che dista solo 8 chilometri dal confine belga e che dal 1997 fa parte del Comune di Tilburg distante 3 chilometri. Qui si erge, grandiosa nella sua magnificenza e sacralità, l’Abbazia di Onze-Lieve-Vrouw Van Koningshoeven. L’epopea ha inizio nel 1880 nella Francia Settentrionale quando l’Abate Dom Dominicus Laces del Monastero Trappista di Saint-Marie- du-Mont a Mont-des-Cats, affida ad un suo monaco di fiducia, Sebastian Wyart, il compito di cercare al di fuori del territorio Nazionale, un luogo quieto dove trasferire l’intera comunità monastica, pericolosamente minacciata dall’anticlericalismo.

Dopo aver valutato e scartato l’opzione Inghilterra, la scelta cadde sui Paesi Bassi, in un’area attorno a Tilburg, territorio di brughiera, ricco di piccole masserie e case coloniche, chiamate “Koningshoeven” (fattorie del re in olandese), in onore del loro ex proprietario, Re Guglielmo II. L’ovile di uno di questi edifici fu trasformato temporaneamente in un monastero e il 5 marzo 1881, data ufficiale di insediamento, fu celebrata la prima Santa Messa. In realtà, precedentemente, c'erano già state numerose Abbazie Cistercensi in Olanda, soprattutto al Nord ma l'aumento del protestantesimo e l'indipendenza delle Province Settentrionali, nei secoli XVI e XVII, portarono al decadimento di queste strutture. Per guadagnarsi da vivere i monaci iniziarono la bonifica dei terreni, l’allevamento del bestiame e la coltivazione della terra ma ben presto divenne evidente che i costi erano superiori ai profitti. Quando ci si rese conto che la struttura non riusciva più a provvedere alle più elementari necessità della vita, il padre superiore, Nivard Schweykart, figlio egli stesso di un produttore di birra, decise nel 1884 di cominciare a preparare la birra in una piccola struttura dedicata: il compito fu affidato a Padre Isidoro Laaber, il primo birraio di Koningsshoeven.

Questa data segna l'avvio del primo birrificio Trappista residente in Olanda (Brouwerij de Koningshoeven), uno degli undici presenti in tutto il mondo e la più importante fonte di reddito per il monastero che, dieci anni più tardi, contava più di 200 monaci. Nel 1891, sotto la guida del suo primo Abate, Dom Willibrordo Verbruggen, per far fronte alle spese per la costruzione di una nuova Abbazia che venne solennemente consacrata il 17 settembre 1894, i monaci iniziarono a costruire un nuovo birrificio deputato ad ospitare i locali dove gli stessi monaci avrebbero prodotto la preziosa bevanda che cominciò ad essere commercializzata anche all’esterno del complesso religioso. Per poter tenere il passo con la domanda si resero necessari continui ammodernamenti strutturali e delle attrezzature. Fino al 1950 la Badia vive un periodo molto prospero, supera quasi illesa ambedue le Guerre Mondiali e fonda altre Abbazie all’interno della Nazione ed all’estero come ad esempio, nel 1956, nella regione di Sanje in Uganda. Cominciano però anni di regresso dovuti a crisi di vocazioni, anzianità dei monaci presenti, ridimensionamento delle attività lavorative e la richiesta di nuove tipologie di birra (Pils) portano ad un calo dei consumi che colgono impreparati i monaci. Per far fronte a ciò il birrificio viene dotato di strutture in grado di produrre anche limonata venduta con i marchi Ariston e Whist; seguirà la costruzione nel 1959 di un nuovo laboratorio e nel 1967 l’aggiunta di nuove vasche per la fermentazione e per lo stoccaggio.

Dopo vari e purtroppo inutili tentativi di risollevarsi, nel 1969 la comunità decide di cedere la produzione birraia al gruppo Stella Artois. Il contratto di vendita prevede la cessione degli impianti per 10 anni, al termine dei quali però la multinazionale decide di non rinnovare il contratto con i religiosi, i quali, ricominciarono a produrre direttamente nel proprio stabilimento una serie di prodotti ad alta fermentazione denominati: La Trappe. Le antiche ricette furono rivisitate e serviranno come base per produrre questa nuova birra. Era il 18 giugno del 1980. La brouwerij viene ulteriormente rinnovata e modernizzata, allarga la propria gamma di prodotti, stringe accordi commerciali con l’azienda produttrice di birra John Martin per la distribuzione ed esportazione. Ma la forza lavoro interna costituita da monaci si riduce sempre di più costringendo i fratelli nel 1998 a stringere un rapporto di cooperazione, meglio dire un contratto commerciale, con la birreria olandese Bavaria che si trova a Lieshout, un piccolo villaggio nel Sud dei Paesi Bassi, ritirandosi, al contempo, dal controllo diretto della produzione.

È la motivazione per la quale l’organo ITA (Associazione Trappista Internazionale creata nel 1997) il 1° dicembre 1999 revoca il marchio “Authentic Trappist Product” all’Abbazia olandese, che le viene “riconsegnato”, non senza lunghi e nauseanti dissensi, il 9 settembre 2005. Ricordiamo difatti che i monasteri per potersi fregiare di questo segno distintivo, che non rappresenta uno stile, ed esibire il caratteristico logo esagonale, devono seguire tre requisiti fondamentali: la birra deve essere prodotta all’interno di un’Abbazia Trappista, l’intero processo produttivo deve svolgersi sotto il controllo diretto della comunità monastica e i ricavi delle vendite devono essere utilizzati dall’ordine per le proprie necessità e per attività caritatevoli: il lucro è bandito. La brewery riceve sempre più visite ed è costretta a trasformare, nel 2008, la mensa in una sala di degustazione. La Tasting Room è stata costruita con accorgimenti che sono serviti a farla assomigliare ad un ovile, con l’intento di rammentare alle generazioni future, l’uso originario dei locali dell’Abbazia. Anche il birrificio veniva chiamato De Schaapskooi (l’ovile), chiaro riferimento alla sua origine e questo nome è ancora usato soprattutto intorno alla regione.

Nel 2010 il birrificio è insignito dell’onorificenza: “Miglior Azienda Socialmente Responsabile” di Tilburg. Questo premio biennale va all’organizzazione che si è distinta per i suoi sforzi di sottolineare il legame tra le persone, l’ecosistema ed il profitto. Inutile rimarcare che La Trappe intende proseguire su questa strada anche in futuro. Dal 2012 la fabbrica di birra investe sull’energia solare; inizialmente, solo per fornire corrente al negozio del monastero e ricaricare le bici elettriche ma a lungo termine anche per generare energia elettrica per l'intero processo di produzione. I residui della lavorazione vengono riutilizzati ovunque è possibile, ad esempio come mangimi. Il birrificio è attualmente gestito dalla De Koningshoeven NV, gli edifici e le attrezzature sono di proprietà dell'Abbazia. I monaci rappresentano la massima autorità sul processo di fabbricazione della birra, gestiscono e controllano tutte le operazioni di mercato.

La Trappe è prodotta secondo metodi tradizionali, da ricette sviluppate dai monaci nel corso degli anni di chiara ispirazione belga, utilizzando solo ingredienti naturali come malto d’orzo, lievito e luppolo: l’acqua purissima viene estratta da cinque pozzi profondi 200 metri che si trovano all’interno dell’Abbazia. Alla birra, prima di essere imbottigliata, viene aggiunto un’ulteriore quantità di lievito e zucchero che consentono il processo di rifermentazione in bottiglia. Ogni birra prodotta da questo monastero rappresenta l’essenza della vita di un monaco. L’abbazia di La Trappe, situata in un ambiente naturale splendido, che sicuramente vale la pena di esplorare, non è solo ricca di storia ma è costruita da edifici di una bellezza profonda. In essi si possono trovare una sala di degustazione, un negozio di souvenir dell’Abbazia, un museo e su prenotazione, è possibile fare un tour all’interno della fabbrica di birra. Al termine, per coronare l’opera, si potranno degustare le deliziose birre prodotte. L’autosufficienza e il dovere di carità ha ispirato i Trappisti fin dall’antichità. Ai giorni nostri questa Abbazia aderisce ancora ai secolari metodi e regole.

Una curiosità: il nome Trappista deriva dai monaci dell'ordine Cistercense della Stretta Osservanza, creata nel convento di Notre- Dame de La Trappe in Normandia, grazie all'opera del suo fondatore Armand-Jean Le Bouthillier de Rancé che diede vita nel 1664 ad un’importante opera riformatrice all’interno dell’Ordine. Egli, ritenendo troppo liberali i comportamenti dei monaci Cistercensi, decise difatti di ristabilire le osservanze tradizionali: astinenza, lavoro dei campi, clausura, silenzio e veglie, ponendo l’accento soprattutto sulla mortificazione e sull’ascesi. Con il passare del tempo le regole rigide seguite dai monaci, per esempio una imponeva di bere soltanto acqua, furono modificate, permettendo agli individui vincolati alla “Stretta Osservanza” di produrre anche birra.