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Hurricane Jack

Birrificio
Fyne Ales
Nazione
Scozia
Stile
Golden Ale / Blonde Ale

Golden Ale / Blonde Ale

Di corpo medio e dalla fine complessità olfattiva, con sentori di frutta e spezie impartiti dal lievito e un leggero profumo di malto e luppolo. Palato leggermente dolce bilanciato da un amaro poco intenso. Retrogusto secco.

Colore
Biondo
Grado alcolico
4.4 %
Pinta Bicchiere consigliato
Pinta
FORMATI
Hurricane Jack 50cl Hurricane Jack 50cl
Prezzo: € 4,90
In arrivo
Hurricane Jack 50cl Hurricane Jack 50cl - Cartone da 12 bottiglie
Prezzo: € 56,40
a bottiglia € 4,70
In arrivo
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Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Amaro   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Gradi Plato 9.8   Voto RateBeer 87 / 100
Voto Beer Advocate 3.92 / 5   Stile Golden Ale / Blonde Ale
IBU 40   Temperatura di servizio 6/8°C
Formati disponibili Bottiglia 50cl
Hurricane Jack è una Blond Ale prodotta con i luppoli Amarillo e Cascade, due luppoli che si completano a vicenda e conferiscono alla birra intensi sentori agrumati. Dal colore dorato, al naso ed al palato i sentori sono in linea tra loro, si percepiscono fresche note amare di agrume (mandarino e limone), ben bilanciate dalla base maltata.
Abbinamenti consigliati

Carni rosse

Pasta

Piatti vegetariani

Pizza

Verdure

Prodotti consigliati

Nazione
Scozia
Regione/città
Cairndow
www
www.fyneales.com

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Dicembre 2018

Fondato nel 2001 da Tuggy Noble e Jonny Delap, questo birrificio scozzese risiede all’interno della loro fattoria di Achadunan, vicino al villaggio costiero di Cairndow, contea di Argyll. Tuggy è cresciuta in questa splendida tenuta di 4500 acri ricca di vegetazione poi, ancora adolescente, si trasferisce a Londra dove incontra Jonny, un uomo d’affari inglese. I due si sposano nel 1967 e hanno due figli, Jamie e Michael, che cresceranno nell’Hampshire. Alla fine degli anni ’90, causa pensionamento anticipato di Jonny dovuto a problemi di salute, la coppia fa ritorno al podere con l’intento di ricominciare da zero. Su suggerimento di Tuggy viene trasformato l’ex caseificio in un birrificio dove viene installato un modesto impianto di seconda mano da 16 ettolitri dove, il 30 novembre del 2001, il giorno di Sant’Andrea patrono di Scozia, avverrà la prima cotta per opera del primo birraio Kenny Mackay.

Così si legge sul loro sito: “quando Fyne Ales è stata fondata, l'obiettivo era quello di portare prosperità, posti di lavoro e turismo in questo angolo tranquillo e isolato della Scozia che noi chiamano casa”. In breve tempo il birrificio si fa conoscere in tutto il paese e la richiesta delle birre prodotte aumenta; arrivano anche i primi riconoscimenti nelle competizioni quali “SIBA Scotland” e “CAMRA Champion Beer of Britain”.

Dopo un lungo periodo di malattia purtroppo, nel 2009, il fondatore Jonny Delap scompare e le redini dell’azienda vengono affidate al figlio Jamie: è costui che inaugura l’anno successivo a giugno il FyneFest: un piccolo festival con musica dal vivo, cibo e naturalmente birra che diventerà un appuntamento annuale in continua crescita, in grado di richiamare alcune migliaia di persone nell’aia del birrificio. In questo stesso anno viene inaugurata, nell’ex deposito di cereali, la tap room ed uno shop. Il successo continuo in concorsi nazionali porta il birrificio ad operare alla massima capacità; per far fronte a ciò nel 2014, con un investimento da 2 milioni di sterline, viene inaugurato un nuovo impianto da 65 ettolitri, installato in un capannone di fronte al vecchio edificio, precedentemente impiegato come stalla per le pecore. La nuova struttura consentirà di chiudere il 2017 con una produzione di 10.000 ettolitri conseguiti con 50 diverse birre.

L’impianto originale è tuttora in funzione e viene impiegato per testare nuove idee e come laboratorio ma soprattutto, vista la crescente presenza di botti in ogni angolo, per realizzare la gamma denominata “Origins Brewing” inaugurata alla fine del 2017 come parte di un nuovo progetto per raccontare la storia dell’azienda e il suo status di autentico birrificio scozzese. La struttura rustica del vecchio birrificio, la sua flessibilità e le sue peculiarità, lo rendono ideale per la produzione di birre originali, uniche nel loro genere poiché conseguite tramite invecchiamenti in botte, lieviti selvaggi, fermentazioni miste, spontanee, ingredienti di provenienza locale ed aggiunte di frutta.

La pattuglia delle birre prodotte dall’attuale head brewer Malcolm Downie, con ingredienti di altissima qualità impiegando acqua proveniente dalle colline adiacenti al birrificio, si compone oltre che dalla sopracitata gamma “Origins Brewing”, dalla “Year-Round Beers”; birre disponibili tutto l’anno e che rappresentano la selezione principale. Chiudono il cerchio le “Limited Beers”, disponibili solo per un breve periodo; si tratta di birre stagionali, speciali e realizzate una tantum per provare nuove tecniche di birrificazione, esplorare nuove idee e con la collaborazione altresì di altri birrifici.

Stilisticamente, salvo qualche eccezione, appartengono tutte alla scuola inglese ed alle tradizioni scozzesi, prodotte con enfasi unendo grandi sapori e combinazioni di luppoli unici, nel totale rispetto per la salvaguardia ambientale come si legge sul loro sito: “il nostro obiettivo come birrificio è di contribuire all'ecosistema della tenuta: l'azienda agricola, la fabbrica di birra ed i terreni operano insieme per garantire che tutti e tre possano prosperare e prosperare per i decenni a venire. Oltre ad allevare i nostri animali nella fattoria, abbiamo anche intrapreso una serie di altre iniziative per garantire che siamo un contributo attivo e positivo al nostro ecosistema locale. Nel 2012-2013, abbiamo investito in un progetto di ripopolamento fluviale per River Fyne, per far fronte al calo del numero di salmoni selvatici causati dalla pesca eccessiva assieme ad un programma di rimboschimento con il sostegno del Fondo Europeo Agricolo per lo sviluppo rurale. Il nostro birrificio, la tap room e gli uffici sono alimentati da pannelli solari installati sul tetto dei vecchi edifici agricoli e, durante la progettazione del nostro nuovo birrificio, abbiamo investito un capitale significativo in un impianto di trattamento delle acque prima di essere rilasciate”.