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Schieve Funambulo

Birrificio
De la Senne
Nazione
Belgio
Stile
Belgian Strong Ale

Belgian Strong Ale

Effervescenti, complesse e con un’anima terribilmente forte. I toni sono possenti: profilo aromatico e gustativo sempre molto ricco di frutta, malto, miele, zucchero candito e lievito. Finale asciutto ed elegantemente amaro.

Colore
Dorato carico
Grado alcolico
10 %
Calice a tulipano Bicchiere consigliato
Calice a tulipano
FORMATI
Schieve Funambulo 33cl Schieve Funambulo 33cl
Prezzo: € 4,70
In arrivo
Schieve Funambulo 33cl Schieve Funambulo 33cl - Cartone da 24 bottiglie
Prezzo: € 108,00
a bottiglia € 4,50
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Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Amaro   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Gradi Plato 21   Voto RateBeer 95 / 100
Voto Beer Advocate 3.77 / 5   Stile Belgian Strong Ale
Temperatura di servizio 8/10°C   Formati disponibili Bottiglia 33cl
Prodotta in collaborazione con il birrificio Toccalmatto, Schieve Funambulo è una birra in stile Belgian Strong Ale dal colore dorato e realizzata con i luppoli Galaxy e Pacific Jade. Al naso l'aroma è ricco e complesso, si percepiscono note speziate (noce moscata e pepe bianco), note fruttate di pera e frutti rossi ed infine sentori floreali. Al palato il retrogusto amaro, caratterizzato da note di noce moscata e pepe, è ben bilanciato da un'imponente base maltata.
Abbinamenti consigliati

Arrosti

BBQ e affumicati

Carni rosse

Formaggi

Pizza

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Luca G. pubblicato il 04/04/2017 in seguito ad un ordine del 22/03/2017

5/5

superlativa

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Nazione
Belgio
Regione/città
Bruxelles
www
www.brasseriedelasenne.be

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Febbraio 2018

Il progetto “De la Senne” nasce nel 2005 come beerfirm dalla cooperazione di due giovani e carismatici appassionati birrai, con alle spalle diversi percorsi formativi, chiamati Yvan de Baets, autore di un saggio sullo stile Saison nel libro “Farmhouse Ales” di Phil Marowski e Bernard Leboucq, ex trombettista jazz, incontratisi nel maggio del 2002 durante la seconda edizione della “Zinneke Parade” a Bruxelles. Alla fine del 2003, il duo, decide di aprire un microbirrificio nel Comune belga di Sint-Pieters-Leeuw, situato nelle Fiandre (Brabante Fiammingo) a Sud-Est di Bruxelles, in un vecchio edificio adibito a deposito di proprietà della Brasserie Moriau, chiamandolo “Sint Pieters Brouwerij”.

Qui nacquero i primi esperimenti ma dopo solo due anni di attività, il successo delle birre prodotte ed i limitati spazi a disposizione, incoraggiarono Yvan e Bernard ad esaminare seriamente la possibilità di aprire un birrificio nella loro città natale Bruxelles, realizzando al contempo il sogno di una vita. Per sottolineare il legame affettivo con la Capitale, decidono di chiamare la nuova attività con il nome del fiume che l’attraversa, meglio dire che l’attraversava visto che il suo corso è stato deviato e coperto ma che sicuramente contribuì al suo sviluppo: la Senne. Di qui il nome “Brasserie de la Senne”.

Ci sono voluti cinque anni prima del trasferimento, caratterizzati da una lunga serie di ostacoli che vanno dagli errori bancari, alla burocrazia, dalla ricerca di fondi ai crepacci apertisi nel vialetto del birrificio e, per non farsi mancare niente, il furto nella casa di Yvan del computer dove erano conservati alcuni file riguardanti le ricette della birra. Nel frattempo i due soci hanno utilizzato gli impianti di proprietà di amici quali De Ranke, nella Vallonia occidentale, De Proef nella cittadina di Lochristi nel Nord del Belgio e Thiriez nel Nord della Francia dove potevano preparare la birra in modo autonomo. Il lavoro svolto ha sortito un grande eco tra gli appassionati di birra belga in patria e all'estero. Questo periodo di transizione si è concluso il 22 dicembre 2010, data della prima cotta nel nuovo birrificio, situato in un enorme hangar e dotato di un impianto da 20 hl con fermentatori appositamente costruiti per permettere al lievito un miglior metabolismo, nel quartiere periferico di Bruxelles chiamato Molenbeek-Saint- Jean.

La filosofia aziendale è chiara e categorica: la qualità (e la voglia di migliorarla continuamente) prima di tutto e non cederà mai il passo al profitto. La volontà è di produrre birre di carattere, con una personalità ben distinta e dal sapore complesso, senzaalcuna concessione all’aspetto commerciale, utilizzando materie prime nobili e di prima qualità, il più possibile a km zero, per le quali il costo non rappresenta assolutamente un criterio d’esclusione. È ritenuta di fondamentale importanza la qualità nel processo produttivo ed il rispetto dei tempi di lavorazione, con un’attenzione tutta particolare per l’igiene, uno degli aspetti basilari del fare birra e nella scelta delle tecnologie.

Per alcuni passaggi chiave della produzione si è scelto di lavorare “a bassa tecnologia”, per conservare tutta la ricchezza delle materie prime impiegate. Infine, l’azienda si propone di mantenere uno spirito ecosostenibile riciclando i residui solidi della birra per gli agricoltori ed il rifiuto di usare disinfettanti clorurati. L’azienda investe continuamente in lavori di ampliamento e nell’acquisto di nuove e tecnologiche attrezzature per consentire l’aumento della produzione, assolutamente necessaria visto che la domanda di esportazioni sta crescendo notevolmente, specialmente in America. Un ambizioso progetto è già in cantiere: presumibilmente entro la fine del 2018 sarà operativa una nuova area produttiva che affiancherà l’odierna, provvista di una spaziosa tap room ed un ristorante orientato su prodotti ittici da pesca sostenibile.

La Brasserie de La Senne è una delle piccole e solide realtà che rappresentano l’anima brassicola del Belgio: la volontà di sperimentare con metodi tradizionali, conservando in tal modo l’arte di produrre birra con criteri adeguati. Yvan e Bernard hanno alle spalle un invidiabile curriculum brassicolo che ha consentito loro la creazione di birre dalla forte personalità, senza compromessi, ricche ma non necessariamente graduate e molto beverine, “birre che noi stessi vorremmo bere” afferma De Baets: l’impronta stilistica delle etichette, che si ispirano alle grafiche vintage degli anni ’20 e ’30 e i nomi bizzarri delle stesse, frutto dell'ingegno di Jean Goovaerts, cugino di Bernard, hanno fatto il resto.

La produzione è suddivisa tra birre create in modo regolare, collaborative, stagionali e sperimentali e la capacità produttiva si attesta a circa 8000 ettolitri l’anno: attualmente, la domanda supera la produzione. Bruxelles è il primo mercato, poi viene il Belgio; l’esportazione è limitata, malgrado il successo riscontrato all’estero. Sono comunque presenti in una dozzina di paesi, tra i quali gli Stati Uniti, l’Italia e il Giappone. Nel 2012 il birrificio ha vinto il primo premio come “Miglior Azienda Artigianale” di Bruxelles.