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Mundaka

Birrificio
CR/AK Brewery
Nazione
Italia
Stile
Session IPA

Session IPA

Amare, secche, beverine e molto profumate. Corpo morbido, leggero. Di buona bevibilità. Aroma e gusto dipendono dalle varietà di luppolo. Per questo stile è stata sperimentata una luppolatura del mosto a temperature inferiori al fine di massimizzare l’estrazione dell’aroma e limitare quello dell’amaro.

Colore
Giallo chiaro
Grado alcolico
4.6 %
Pinta Bicchiere consigliato
Pinta
Tipo di fusto
KeyKeg
Tipo di attacco fusto
KeyKeg
FORMATI
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Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Amaro   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Gradi Plato 10,5   Voto RateBeer 3.26 / 5
Stile Session IPA   IBU 40
Temperatura di servizio 8/10°C   Formati disponibili Fusto 30lt

Ideata nella baia di Mundaka,è una birra da grande beva, chiara (giallo chiaro limpido) e  molto aromatica con un finale secco e delicatamente amaro.
I luppoli utilizzati, Simcoe e Citra, riportano un'ondata di profumi che ricordano il mandarino, il mango, ananas e cedro, freschi sentori che ritornano anche al palato su di una leggera base maltata.



Birra dell'anno 2018
1°Classificata categoria 10 - Chiare, ambrate e scure, alta fermentazione, basso grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana (Session APA, Session AIPA, Session IPA)

Birra dell'anno 2016
3° Classificata categoria 2 - Chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico di ispirazione angloamericana
Abbinamenti consigliati

Carni bianche

Piatti piccanti

Piatti speziati

Pizza

Verdure

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Michele T. pubblicato il 19/05/2017 in seguito ad un ordine del 08/05/2017

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Nazione
Italia
Regione/città
Campodàrsego (PD)
www
www.crakbrewery.com

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Settembre 2017

Il birrificio si trova nel comune di Campodàrsego, situato nella Provincia di Padova nella regione del Veneto. Tutto ha avuto inizio nel 2012 quando i due soci, Anthony Pravato e Marco Ruffa, entrambi ex homebrewer con iter e formazioni diverse, decidono di fondare il beer-firm chiamato “Olmo”. Come da loro precisa dichiarazione in un’intervista su Cronache di Birra (blogzine italiano sulla birra artigianale), l’esperienza non è stata particolarmente positiva:
“Complice la nostra inesperienza ci siamo affidati a birrifici non adeguati (per essere politically correct) che ci lasciavano, inoltre, poco spazio di manovra, così le prime cotte sono state un mezzo fallimento. Questo è servito da lezione. Di sforzi ne abbiamo sprecati molti, visto che nessuno torna a bere una birra se i ricordi che ti lascia non sono esattamente piacevoli. Ci siamo rimboccati le maniche, ci siamo appoggiati ad altri birrifici, abbiamo trovato maggiore disponibilità e collaborazione, abbiamo fatto scorta di errori dai quali imparare e da quel momento è stato tutto un crescendo. Avere un nostro impianto è sempre stato il nostro obbiettivo ma avevamo soltanto i soldi per comprare una buona pinta di birra, non un intero impianto. Fin da subito, quindi, abbiamo tracciato la rotta per realizzare questo sogno, anche se dobbiamo dire la verità, speravamo di riuscirci in meno tempo”. Agli inizi del 2015, dopo tre anni di operosità, è stato fatto il fatidico e bramato passo con l’acquisto di un impianto di proprietà. Nasce così “CR/AK Brewery”, acronimo che vuol significare l’espressione “Creative Revolution - Alternative Knowledge”. Il nome non rappresenta solo l’appellativo del birrificio ma realisticamente è l’emblema della rottura con il proprio passato; la voglia di ripartire da zero e come affermano Anthony e Marco “Olmo non ci rappresenta più, non esprime fino in fondo in nostri valori”. Ed allora nuovo nome, nuove grafiche (più singolari e minimaliste per esaltare le peculiarità del contenuto), nuove ricette o rivisitazioni delle stesse “Qualche birra manterrà il nome, quelle più rappresentative ma tutte avranno un carattere diverso. Il cambio di tutte le nostre ricette è stato una naturale conseguenza delle esperienze di Marco, che ha preso il comando della sala cottura, fresco di un’importante periodo inglese da Buxton Brewery. Inoltre aver svolto 6 mesi di gavetta da Brewfist gli ha permesso di capire chiaramente che le dinamiche di un birrificio sono ben diverse da quelle legate al fare birra nel garage di casa”.

Il sito si compone di un moderno impianto, fatto costruire in Inghilterra, con una sala di cottura a tre tini capace di cuocere fino a 4000 litri per volta (uno dei più moderni impianti per la produzione in Italia di craft beer), una cantina con capacità 20 mila litri al mese, un’etichettatrice ed un’imbottigliatrice isobarica automatica ad 8 teste, capace di imbottigliare fino a 2000 bottiglie l’ora. Per l’infustamento viene utilizzata un’infustatrice automatica per il lavaggio, l’igienizzazione e il riempimento dei fusti. Questi sono stati investimenti molto importanti per il birrificio ma saranno fondamentali per garantire qualità e stabilità alle birre. Una volta confezionata, la birra viene stoccata in una cella frigo capace di contenere e mantenere a temperatura costante, 4/6°C, 72.000 litri.

Le birre prodotte, certune insignite d’importanti riconoscimenti nazionali, si distinguono per originalità e carattere: hanno un denominatore comune “birre anticonformiste che osano abbinare ingredienti inusuali a massicce dosi di luppolo ma con un chiodo fisso: equilibrio e pulizia”. La produzione si compone di una linea fissa, una Hop Series, Limited e Stagionali, Collaboration e la serie “Cantina” (Barrel Aged). Per fare in modo che l’utente possa gustare le birre più fresche possibile, al massimo della loro forma, l’azienda allega ad ogni fusto venduto, un medaglione timbrato a mano da esporre con la data di infustamento (Kegged on) e nel retro quella di scadenza. In questo modo si potrà conoscere l’età dei prodotti. All’interno del birrificio è presente anche una Taproom, dove è possibile degustare anche una linea di birre “sperimentali” che saranno identificate dal nome“TAP CRAK”. Sono birre prodotte in piccolissime quantità disponibili qui.

La Taproom non è solo birra ma uno spazio dedicato, occasionalmente, a cinema, teatro, concerti o qualsiasi altro evento da condividere assieme. All’esterno della stessa c’è un giardino per chi vuole prendersi una birra e godersela all’aria aperta.