Attualmente sei su:

Aggiunta prodotti al carrello

Attendere prego...

Prodotti non aggiunti al carrello

Prodotti correttamente aggiunti al carrello

Continue Shopping Continue to Checkout

Updating one moment please...

Chimay Tappo Bianco / Cinq Cent

Birrificio
Chimay
Nazione
Belgio
Stile
Abbey Tripel

Abbey Tripel

Di buon corpo ed intensamente aromatiche, con toni speziati e fruttati che si amalgamano con l’indole pulita e rotonda del malto, creando una “pozione” sorprendentemente beverina, nonostante l’alto tenore alcolico.

Colore
Dorato luminoso con riflessi arancioni
Grado alcolico
8.0 %
Balloon Bicchiere consigliato
Balloon
PRODOTTO PREZZO iva inc. QUANTITÀ
Chimay tappo bianco 33cl Chimay Tappo Bianco 33cl
3,30 €
piu
meno
Chimay tappo bianco 33cl Chimay Tappo Bianco 33cl - Cartone da 24 bottiglie
74,40 €
a bottiglia € 3,10
piu
meno
Chimay tappo bianco 75cl Chimay Tappo Bianco 75cl
7,90 €
piu
meno
Chimay tappo bianco 75cl Chimay Tappo Bianco 75cl - Cartone da 12 bottiglie
91,20 €
a bottiglia € 7,60
piu
meno
Chimay Cinq Cent Magnum 1.5Lt Chimay Cinq Cent Magnum 1.5Lt
22,90 €
In arrivo
Chimay Cinq Cent Magnum 1.5Lt Chimay Cinq Cent Magnum 1.5lt - Cartone da 6 bottiglie
151,20 €
a bottiglia € 25,20
In arrivo

Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Dolce   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Gradi Plato 16.6   Voto RateBeer 99 / 100
Voto Beer Advocate 92 / 100   Sottostile Birra Trappista
Stile Abbey Tripel   IBU 36
Frizzantezza (CO2 g/l) 7.5   Temperatura di servizio 8/10°C
Formati disponibili Bottiglia 33cl, Bottiglia 75cl, Magnum 1.5lt

E’ l’ultima birra nata a Chimay e si distingue a prima vista per il suo bel colore giallo dorato sormontato da un cappello di schiuma fine. Il profumo è intenso, fruttato e ricorda l’uva passa, l’albicocca e la mela matura. Sono inoltre presenti fragranze di lievito, luppolo (è una delle poche birre Trappiste ad esibire un marcato carattere di luppolo), malto e spezie. Il sapore è un mix equilibrato tra il dolce del malto e l’amarognolo del luppolo, inoltre in bocca si percepisce distintamente un tocco alcoolico e liquoroso, associato all´amaro e all´acidulo. Nella versione imbottigliata da 75 Cl. la Chimay Triple è nominata Chimay “Cinq Cents”.


ABBINAMENTI CONSIGLIATI:
Sarà la sua nota amara, la Chimay Triple si abbina molto bene con il pesce. Dai crostacei al salmone a pesci più delicati. Il carpaccio di pesce spada, come antipasto, tagliolini al salmone come primo e un misto fritto di mare come secondo piatto, magari preparato e cotto assieme alla Chimay Triple.


Pizze consigliate: salmone, ai gamberetti e ai frutti di mare, pomodorini e acciughe.

Abbinamenti consigliati

Arrosti

BBQ e affumicati

Carni rosse

Formaggi

Frutti di Mare

Pesce

Pizza

Selvaggina

Prodotti consigliati

Recensioni Prodotti
Numero di recensioni ricevute : 5
Voto medio : 4 /5
D. Giovanni
  il 24/02/2018
2/ 5
Ottima
P. Nicola
  il 16/02/2018
5/ 5
Garanzia
D. Giovanni
  il 26/01/2018
5/ 5
Ottima trappista
B. Franco
  il 30/11/2017
4/ 5
Molto buona
D. Gianluca
  il 01/03/2017
4/ 5
buona

Nazione
Belgio
Regione/città
Forges
www
www.chimay.com

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Febbraio 2018

Situata a Forges, una frazione del Comune belga di Chimay, ubicato nella regione della Vallonia, provincia dell’Hainaut, all’interno delle mura dell’Abbazia di Notre-Dame de Scourmont, risiede, sotto l’aspetto commerciale, una delle più grandi brewery Trappiste al Mondo. Le origini dell’abbazia risalgono alla metà del XIX secolo e più precisamente nel 1844 quando, nel corso del tragitto che lo doveva condurre ad un convegno religioso, l’abate Jourdain, percorrendo gli inospitali luoghi attorno al remoto altopiano di Scormount, pensò che comunque sarebbero stati il luogo ideale per l’insediamento di monaci dell'ordine di Cîteaux. E fu così che il Principe di Chimay, già da tempo alla ricerca di una comunità di religiosi da collocare nei suoi possedimenti, strinse accordi con l’abate dell’Abbazia di Westmalle, al fine di confermare una presenza religiosa stabile in queste aree di pertinenza.

Il 12 luglio 1850, 17 pioneristici monaci cistercensi provenienti dall’Abbazia de Notre Dame de St. Sixtus, che si trova a Westvleteren, un piccolo paesino sito nella Provincia delle Fiandre Occidentali, cominciarono i lavori di costruzione del futuro monastero nella terra offerta dal Sovrano. Opere che si conclusero, dopo molteplici difficoltà tra le quali il terreno paludoso e il rigido clima, nel 1863 con la realizzazione di un grande comunità religiosa munita di fattoria. Nel 1871 l’abbazia è riconosciuta come tale per decreto papale e viene ufficialmente chiamata “Abbaye Notre Dame de Scourmont”. Celermente il formaggio e la produzione di birra divennero le attività principali e contribuirono a scrivere la storia di questo luogo sacro e della comunità monastica in essa domiciliata che, in base alle proprie regole cenobitiche, si adopera per poter essere, finanziariamente, totalmente autosufficiente.

Il 1861 segna la data d’inizio della costruzione del birrificio ed inizialmente le birre furono realizzate da personale laico, il medesimo che aveva assemblato le attrezzature per la produzione, sotto la guida di Padre Hyacinthe Bouteca, sul modello delle allora in voga, birre di stile bavarese a bassa fermentazione. L’iter produttivo fu poco dopo rettificato con la produzione di birre più alcoliche ad alta fermentazione le cui ricette sono tuttora alla base della produzione. A cavallo tra il 1864-1865 i religiosi iniziano ad occuparsi personalmente della produzione e dal 1875 decidono, per recuperare risorse, di commercializzare la birra che veniva distribuita oltre che in bottiglia in barilotti ricoperti di catrame. Sino agli anni della Prima Guerra Mondiale la comunità prospera ma nel 1915 gran parte delle strutture, comprese le aree dedite alla produzione, furono danneggiate e successivamente chiuse: ristrutturate vennero riaperte nel 1919, anno in cui Chimay registra il proprio marchio.

Durante il Secondo Conflitto Mondiale i monaci furono costretti ad evacuare per ben 2 volte la propria residenza, nel 1940 e nel 1942, espulsi dai tedeschi che utilizzarono la birreria come una caserma. Soltanto nel 1944 poterono rioccupare le loro proprietà, deturpate da ruberie e saccheggi; furono necessari diversi lunghi anni di sacrifici e lavori per ridare a Chimay la primitiva maestosità. Il birrificio venne riaperto nel 1948 quando i religiosi si avvalsero della consulenza dell’ingegnere Jean De Clerck docente dell’università birraia di Lovanio. Costui insegnò e coordinò nuove ed innovative tecniche produttive nel rispetto della tradizione monastica. Seguirono anni di grande produttività grazie soprattutto a Padre Théodore che, dopo aver seguito i corsi del professore, coltivò ed isolò il famoso “lievito di Chimay” e dal 1954 al 1988 si occupò di sovraintendere la produzione nel ruolo di mastrobirraio. La forte richiesta previde ulteriori ampliamenti e rinnovamenti che inclusero una nuova brewhouse per permettere più cotte nell’arco della giornata, spazi più ampi destinati alla fermentazione ed un sistema di automazione computerizzata.

Nel 1982 viene realizzata una nuova unità di produzione nel vicino villaggio di Baileux dove avviene l’imbottigliamento e la produzione di formaggi. Chimay è stato il primo monastero a produrre birra su scala nazionale; la prima birreria a utilizzare la designazione Trappista sulle sue etichette e le cinque birre realizzate, di matrice chiaramente belga e disponibili in Italia dal 1978, sono prodotte all’interno di uno dei soli ed esclusivi undici birrifici trappisti al mondo autorizzati a sfoggiare il logo esagonale “Authentic Trappist Product”, che garantisce al consumatore l'autenticità dell'origine del prodotto nel rispetto di principi consolidati e secolari.

Lo sviluppo eco-sostenibile e la responsabilità sociale sono sempre stati una parte del DNA e la ragione d'essere del gruppo Chimay: i residui della lavorazione sono riciclati per produrre mangime per il bestiame e nutre le stesse mucche che poi forniranno il latte per gli ottimi formaggi. A due passi dall’abbazia si trova “l’Auberge de Poteaupré”, un piccolo complesso costituito da un hotel, un negozio di prodotti tipici locali e souvenir, una birreria dove si possono degustare le birre ed i formaggi trappisti, un ristorante con cucina tradizionale ed un'area museo. I dati parlano di una produzione di circa 180.000 ettolitri all’anno, il 50% esportati in tutta Europa, nel Nord America e persino nel lontano oriente.