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Rosé De Gambrinus

Birrificio
Cantillon
Nazione
Belgio
Stile
Lambic

Lambic

Complesse, bilanciate, rinfrescanti e non carbonate. Piacevolmente aspre e acidule, con profumi a volte estremi. La loro acidità sostituisce l’amaro del luppolo nell’equilibrio generale.

Colore
Rosso rubino acceso
Grado alcolico
5 %
Calice a tulipano Bicchiere consigliato
Calice a tulipano
PRODOTTO PREZZO iva inc. QUANTITÀ
Rosé De Gambrinus 37.5cl Rosé De Gambrinus 37.5cl
14,90 €
In arrivo
Rosé De Gambrinus 75cl Rosé De Gambrinus 75cl
23,90 €
In arrivo

Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Acidulo   Tipo di fermentazione Fermentazione spontanea
Gradi Plato 11   Voto RateBeer 99 / 100
Voto Beer Advocate 96 / 100   Stile Lambic
Temperatura di servizio 12/15°C   Formati disponibili Bottiglia 37.5cl, Bottiglia 75cl
Birra prodotta con diverse miscele di Lambic e l' aggiunta di lamponi freschi. Naso acetico e fruttato (frutti rossi). Si presenta di colore rosso acceso, al palato si denota subito la sua particolare asprezza ed astringenza, come vuole il genere Lambic.
Abbinamenti consigliati

Dolci

Formaggi

Frutti di Mare

Nazione
Belgio
Regione/città
Anderlecht (Bruxelles)
www
www.cantillon.be

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Febbraio 2018

Quest’icona a conduzione familiare e totalmente indipendente nel panorama brassicolo, considerata una vera e propria istituzione e comprendente sia un birrificio che un museo, si trova nel centro della Capitale belga Bruxelles ed è stata fondata nel 1900 dal biersteker Paul Cantillon. Tuttavia, lo scrittore Jef Van den Steen, co- proprietario e mastro birraio del birrificio De Glazen Toren, nel suo libro “Geuze & Kriek: The Secret of Lambic Beer”, ci informa che le radici della brasserie risalgono a qualche anno prima; quando il commerciante di cereali di nome Auguste, cercò di trovare per il figlio Paul, appassionato di birra che non aveva l’intenzione di seguire le orme del padre, un luogo adeguato dedito alla produzione. Dal momento che mettere in piedi un birrificio di sana pianta era troppo oneroso, Auguste, dopo molteplici ricerche, nel 1894 acquisì il birrificio “Vandezande-Van Roy” situato a Hondzocht, un quartiere della frazione del Comune belga di Halle, chiamata Lembeek.

Qui ebbero luogo i primi esperimenti e, dopo qualche anno, raggiunta una certa esperienza, Paul assieme alla moglie Marie De Troch, figlia di un noto birraio, abbandonò l’attività di famiglia per aprirne una propria a Bruxelles. Il 12 settembre del 1900 i coniugi inaugurano adAnderlecht la loro attività di assemblatori di Lambic; il luogo viene scelto per la vicinanza alla stazione ferroviaria di Bruxelles-Midi e per la presenza di un importante canale di comunicazione che attraversa la città.

L’azienda prospera rapidamente anche se per trentasette anni la brasserie non produsse mai una birra propria, meglio dire un Lambic proprio, ma assemblò mosti provenienti da vari fornitori locali, compresi quelli lavorati dai loro parenti che ancora producevano a Lembeek, occupandosi esclusivamente della fermentazione e maturazione nelle botti, al fine di conseguire tipologie birraie quali Geuze, Faro, Mars, Framboise e Kriek. Nel 1937 Paul, aiutato dai due figli maschi Marcel e Robert, acquistò un impianto in rame di seconda mano per realizzare Lambic in autonomia: l’attività cominciò a cavallo tra 1938-39. Gli anni del Secondo Conflitto Mondiale fu un periodo, neanche a sottolinearlo, molto difficile poiché furono pochissimi i birrifici a sopravvivere. Nel dopoguerra Cantillon tuttavia si distinse nel panorama brassicolo ottenendo, nel 1949, un aumento del 220% della produzione rispetto agli anni precedenti e nel 1953, sotto la guida di Robert e Marcel, raggiunse una produzione record di 33.600 ettolitri. Paul morì nel 1952 mentre sua moglie Marie nel 1958.

Purtroppo i tempi d’oro di Gueuze e Lambic stavano per finire; dagli inizi del 1960 la domanda di queste tradizionali tipologie cominciò a diminuire e l’ascesa delle Lager ed il cambiamento del gusto nei consumatori verso Gueuze addolcite con dolcificanti artificiali fece il resto. Robert, prossimo alla pensione e senza figli, vendette le sue quote al fratello che nel 1968 si trovò sull’orlo del fallimento. La figlia di Marcel, Claude Cantillon, unica erede del birrificio, nel 1967 aveva sposato uno studente di scienze di nome Jean-Pierre Van Roy, assistente del padre dal 1963 mentre cercava lavoro e che decise, nel 1970, di affiancare permanentemente il suocero nel birrificio e di prenderne le redini nel 1972. Pur lavorando sodo e compiendo numerosi investimenti, realizzando Gueuze con edulcoranti non naturali per rimanere al passo con i gusti correnti, il birrificio seguitava ad operare in rosso.

Nel 1978 avviene la svolta: Jean-Pierre, per difendere una secolare tradizione produttiva e promuovere la nomea del Lambic (essendo in città l’ultimo rimasto a produrlo), decise di creare un’associazione no profit ed un museo interattivo “Musée Bruxellois de la Gueuze”, tuttora una delle attrazioni turistiche più visitate di Bruxelles e di non usare più nessun espediente (dolcificanti) per realizzare le sue birre, adoperando solo tradizionali metodi e continuando a ricercare accorgimenti per aumentarne la qualità. Inoltre impose agli esercizi dove la sua birre veniva venduta una corretta conservazione. Dagli inizi degli anni ’80 le vendite cominciarono ad aumentare e, sistemati i debiti, nel 1986 iniziarono le esportazioni verso gli Stati Uniti. Dal 1989 il primogenito Jean Van Roy affianca i genitori nel birrificio, ne diventerà unico amministratore vent’anni più tardi, apportando, attraverso sperimentazioni, vari e significativi elementi e migliorie nel processo produttivo che rimane comunque altamente tradizionale.

L’enorme successo che sta ottenendo il Lambic in tutto il mondo ha spinto Cantillon, nell’agosto del 2014, ad acquistare un edificio adiacente allo scopo di raddoppiare la produzione. Inoltre, Jean Van Roy assieme alla municipalità di Bruxelles, hanno sviluppato un progetto per invecchiare le birre nelle cantine del centro storico, una volta utilizzate come bunker e completamente ristrutturate. Nel cuore di moltissimi appassionati, le ricercate birre prodotte mediante l’utilizzo di materie prime pregiate (dal 1999 la brasserie utilizza solo cereali e luppoli biologici e che hanno ottenuto nel 2003 anche la certificazione biologica Ecocert per molti dei prodotti commercializzati), con una produzione annua di circa 2000 ettolitri, hanno ricevuto molteplici riconoscimenti internazionali e vengono esportate in tutto il mondo.