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Coppa Westmalle

Tipologia bicchiere
Coppa
Produttore
Brouwerij Westmalle
Capacità
33cl
Stili consigliati
Abbey Dubble/Tripel, Belgian Strong Ale
FORMATI
Coppa Westmalle Coppa Westmalle 33cl
Prezzo: € 4,90
In arrivo
Coppa Westmalle Coppa Westmalle 33cl - Cartone da 6pz
Prezzo: € 27,00
a bottiglia € 4,50
In arrivo
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Nazione
Belgio
Regione/città
Watou
www
www.trappistwestmalle.be

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Aprile 2018

“De abdij van Onze-Lieve-Vrouw van het Heilig Hart van Westmalle”, letteralmente “l'abbazia di Nostra Signora del Sacro Cuore di Westmalle”, si trova nel Comune belga di Malle, nelle Fiandre (Provincia di Anversa) e fa parte dell’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza. Il monastero fu fondato il 6 giugno del 1794 da una decina di monaci Trappisti in fuga dai turbini della Rivoluzione Francese; da principio diretti in America, giunti nelle brughiere boscose della regione naturale chiamata “De Kempen”, sull’antica strada che collega Anversa e Turnhout, progettarono la costruzione di un’abbazia su modello di “Notre-Dame de la Grande Trappe” sita nel comune francese di Soligny-la-Trappe, in una tenuta agricola su terreni messi a loro disposizione da un ricco possidente locale di nome R. De Wolf. Purtroppo, i disordini rivoluzionari raggiunsero anche questi luoghi, costringendo i fratelli a fuggire in Germania. Ne fecero ritorno nel 1802, ricostruendo gli edifici deturpati dall’invasione delle truppe napoleoniche.

La Badia di Westmalle col tempo venne soprannominata con l’evocativo nome di “Nooit Rust”, alla lettera “senza posa”, dovuto al continuo lavoro svolto dai monaci. Progettata in un primo momento come un monastero, la presenza monastica continuò a crescere e per questo motivo il 22 aprile del 1836 fu elevata al rango d’Abbazia consacrata da Papa Gregorio XVI. In questo stesso anno arrivò il primo abate, Martinus Dom, che successivamente venne nominato vicario generale dei Trappisti in Belgio. Costui legiferò la costruzione della birreria ed il 10 dicembre, di questo stesso anno, per la prima volta i fratelli bevvero la birra autoprodotta, da sempre consumata poiché considerata benefica per la salute. In un primo momento fu incaricato a sovraintendere alla produzione Padre Bonaventura Hermans giacché precedentemente era stato farmacista ed un guaritore, abile nell'uso delle erbe.

Nel 1848 è la volta di Ignatius van Ham, birraio a tutti gli effetti: con lui la produzione otterrà notevoli giovamenti. Inizialmente la realizzazione della birra era rivolta all’esclusivo consumo dei frati e degli ospiti dell’abbazia ma dal 1856, per adempiere ai bisogni della comunità monastica, cominciarono occasionali vendite all’esterno (Chimay aveva iniziato a fare la stessa cosa qualche anno prima); riscontrarono una popolarità tale che, prima nel 1865 ed in seguito nel 1897, si dovette provvedere ad espandere la birreria e gli edifici annessi. Negli anni seguenti il complesso fu ampliato di nuovo e venne “svecchiato” anche il caseificio costruito nel 1860. I Tedeschi durante il primo conflitto bellico smantellarono completamente il birrificio e la produzione riprese solo dal 1921, anno in cui Padre Tarcisius, per rispondere a difficoltà finanziarie della confraternita, decise di avvalersi anche di distributori per la vendita della birra.

Dal 1926 al 1929 per far fronte ad alcuni problemi di qualità venne richiesta la consulenza dell’ingegnere birraio Hendrik Verlinden, storico studioso dei lieviti e proprietario del birrificio Drie Linden. Tutto ciò permise un notevole incremento delle vendite tanto da necessitare nel 1934, di una grande ristrutturazione che interessò soprattutto la sala di brassaggio ed alcune altre strutture che in alcuni casi sono arrivate immutate sino ai giorni nostri. Nel 1932 l’allora priore depositò marchio, logo e il nome delle birre create, precorse dall’appellativo “Trappistenbier”; da questo momento il birrificio venne ripetutamente modernizzato in modo ecosostenibile, ampliato e parzialmente automatizzato: la linea di imbottigliamento fu rimodernata nel 1956 e nel 1968 fu costruito un impianto di proprietà per la depurazione dell’acqua.

La brewery nel 1991, per aggiornarsi ed offrire costantemente un’alta qualità attraverso il controllo della produzione, viene dotata di un impianto computerizzato. Nella medesima prospettiva dal 2000 è stato rinnovato il sistema d’imbottigliamento, aggiunta una nuova sala cottura, un laboratorio per la coltivazione di lieviti e sono state ricavate nuove cantine laddove i requisiti per la maturazione della birra sono perfetti. Sono impiegati, da ormai quasi due secoli, solo ingredienti puri e qualitativamente eccelsi come l’acqua che viene prelevata dalla profondità di 70 metri da una falda sita sotto l’Abbazia: ogni investimento è finalizzato al miglioramento qualitativo. Con tre cotte al giorno, la produzione annua, suddivisa in sole tre birre esportate in tutto il mondo, di cui una, la Extra, riservata ai monaci e prodotta solo due volte l’anno, è autolimitata a 120000 ettolitri. Il birrificio non è aperto ai visitatori, tuttavia, situato molto vicino all'abbazia è ubicato il bar “Cafe Trappisten”, dove si possono acquistare le birre di Westmalle ed i formaggi. L'abbazia gestisce anche un'impresa agricola all'avanguardia che copre 300 ettari.

Westmalle insieme a Chimay ospitano le due brewery più grandi del Belgio, autorizzate a sfoggiare il logo esagonale “Authentic Trappist Product”. Tale marchio garantisce che la birra è prodotta nell'ambito di un'abbazia trappista, da parte di monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo. La produzione, la scelta dei processi produttivi e l'orientamento commerciale dipendono dalla comunità monastica e lo scopo economico della produzione di birra è diretto al sostentamento dei monaci e alla beneficenza, non al profitto finanziario.