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Coppa St. Bernardus

Tipologia bicchiere
Coppa
Produttore
Brouwerij St. Bernardus
Capacità
33cl
Stili consigliati
Abbey Dubble/Tripel, Belgian Strong Ale
PRODOTTO PREZZO iva inc. QUANTITÀ
Coppa St. Bernardus 33Cl Coppa St. Bernardus 33Cl
4,90 €
In arrivo
Coppa St. Bernardus 33Cl Coppa St. Bernardus 33Cl - Cartone da 6pz
27,00 €
a bottiglia € 4,50
In arrivo

Nazione
Belgio
Regione/città
Watou
www
www.sintbernardus.be

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Aprile 2018

Ci troviamo nel tranquillo villaggio belga chiamato Watou, distretto del Comune di Poperinge, sito nell'angolo più remoto delle Fiandre Occidentali vicino al confine con la Francia. L’area circostante è quella di "Le Plat Pays" dove viene coltivato la maggior parte del pregiato luppolo belga, in quanto il clima e il terreno fertile forniscono condizioni eccellenti per la coltivazione dell'oro verde.

Il complesso prende il nome dal Santo patrono del paese e fu edificato da monaci provenienti dall’Abbazia Trappista di Monts des Cats ubicata a Godewaersvelde, nel Nord della Francia, che decisero di spostarsi a Watou per sfuggire alle politiche anticlericali francesi. Qui trasformarono, nel 1904, una fattoria nel “Refuge Notre Dame de St. Bernard” dedicandosi alla produzione di formaggi per poi far ritorno in patria nel 1934.Il caseificio fu rilevato da Evarist Deconinck che lo ampliò e cominciò a commercializzare i formaggi prodotti.

Nel 1946, il Monastero Trappista St. Sixtus a Westvleteren, distante una decina di km, decise di negoziare la produzione e commercializzazione della propria birra, affidandosi a Deconinck, poiché l’allora abate (Padre De Groole) era convinto che la birrificazione distraesse troppo i monaci dai loro compiti religiosi. La produzione nel chiostro continuò (Patersbier), seppur in forma molto inferiore, solo per il fabbisogno personale dei religiosi e per rifornire i tre pub locali. Evarist fece costruire, vicino al caseificio, una nuova brewery, affidandosi, per la produzione, alla competenza e supervisione del monaco- birraio polacco di Westvleteren, Mathieu Szafranski, che naturalmente usufruì delle ricette e del lievito di St. Sixtus. Gli affari andavano talmente bene che, nel 1959, Deconinck decise di interrompere la produzione di formaggio e di concentrarsi completamente sulla produzione di birra.

Nei primi anni '60, suo genero, Guy Claus, entrò a far parte dello staff del birrificio e nel 1962 riuscì a rinnovare la licenza di produzione e distribuzione delle birre di St. Sixtus per altri 30 anni. Solo nel 1992 la produzione ritornò all’originaria Abbazia poiché la qualifica di “Trappistenbier”, secondo l’Associazione Internazionale Trappista, fu statuita solo ed esclusivamente per le birre prodotte all’interno delle mura di monasteri Trappisti. Deconinck continuò a produrre, aggiungendo nuove birre ma con il nome di “St. Bernardus Brewery” secondo le antiche ricette di St. Sixtus: il 1992 segna la data ufficiale di fondazione del birrificio sotto questo nome.

La brewery è stata acquistata nel 1998 da investitori capeggiati dal fiammingo Hans Depypere che ha lavorato come studente presso il birrificio Bavik, sotto Antoine Nollet. In seguito, con la collaborazione del suo amico Rudy Ghekiere, responsabile del sito per Rodenbach, Hans fonderà anche il microbirrificio Kazematten nella città di Ypres. Il mese di settembre 2014 ha visto aumentare la capacità di produzione a 80.000 hl quando è stata presa in consegna una nuova sala di cottura. San Bernardus offre una gamma di birre pluripremiate in concorsi del calibro del “World Beer Championships”, stilisticamente attinenti alle “birre d’abbazia”; molti le considerano autentiche eredi delle birre Trappiste di Westvleteren (anche graficamente le vecchie etichette si assomigliano).

Non mancano neppure realizzazioni che hanno visto la collaborazione di un grande e leggendario maestro birraio: Pierre Celis, fondatore di Hoegaarden e padre della rinascita birraia belga. Il gusto delle birre di San Bernardo è fortemente condizionato dall'acqua utilizzata che viene estratta da 152 metri, dove si è accumulata dopo aver permeato molti strati di pietra solida ed argilla. La leggenda narra che la falda, in un periodo di grande siccità, si sia riempita al passaggio di Giovanna d’Arco. Il birrificio fa orgogliosamente parte della “Belgian Family Brewers”, un’associazione nata con l'obiettivo di promuovere storiche birrerie familiari indipendenti che apportino un genuino valore aggiunto all'identità e all'autenticità dei metodi di produzione belgi.