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Rossa al radicchio

Birrificio
San Gabriel
Nazione
Italia
Stile
Specialty Beer

Specialty Beer

Questa categoria racchiude particolari birre che non rientrano negli stili classici o nelle linee guida (BJCP). Hanno una vasta gamma di sapori, aromi, colori e tenori alcolici. A volte, sono fermentate con caratteristici lieviti e sono prodotte con altrettanto particolari ingredienti.

Colore
Rosso ambrato
Grado alcolico
5.5 %
Pinta Bicchiere consigliato
Pinta
PRODOTTO PREZZO iva inc. QUANTITÀ
Rossa al radicchio da 50cl Rossa al radicchio 50cl
4,60 €
piu
meno
Rossa al radicchio da 50cl Rossa al radicchio 50cl - Cartone da 20 bottiglie
88,00 €
a bottiglia € 4,40
piu
meno

Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Amaro   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Gradi Plato 12.6   Voto RateBeer 2.94 / 5
Voto Beer Advocate 3.33 / 5   Stile Specialty Beer
Temperatura di servizio 8/10 °C   Formati disponibili Bottiglia 50cl

Nel festival delle birre prodotte con ingredienti a chilometro zero poteva mancare il radicchio in un prodotto proveniente della nobile marca trevigiana? Evidentemente no e la Rossa del birrificio San Gabriel ne è la probante dimostrazione.


A dir la verità proprio rossa non è: si tratta di un prodotto ambrato dalla titolazione alcolica di 5,5 gradi in volume. Una velatura piuttosto leggera ma visibile rende il prodotto nebuloso e con un invitante colore tra l’albicocca e l’aranciato. Evidentemente il mastro birraio ha giocato con sapienza sui malti per riuscire a conferire alla Rossa questa insolita cromia.


Schiuma abbondante e bigia con una notevole persistenza.


Al naso sono evidenti sentori speziati di rabarbaro nonché vegetali di radicchio e sedano. Si palesano poi sensazioni trigeminali di freschezza dovute a prolungate note di menta e basilico. Sicuramente qualcosa di inconsueto. Evidentemente gli ingredienti hanno dato una carta d’identità precisa a questo prodotto che più tipico non si può.


Anche e livello di palato il radicchio manifesta la sua presenza. Il gusto della Rossa è infatti amaro, molto amaro. Un amaro lungo e secco che invoca un’altra sorsata. Un amaro che non proviene solo dal luppolo: la sua fragranza è infatti più vegetale che balsamica, prova ne sia che le resine e gli oli essenziali sono surclassati dall’amaro rosso del radicchio. Non sono tutti acidi alfa insomma…


ABBINAMENTI CONSIGLIATI:
Come si fa a non proporre un abbinamento così lampante come il risotto con il radicchio? Forse si potrebbe anche suggerire un risotto con i bruscandoli, ossia con il luppolo selvatico, giusto per rimanere in tema birrario.
Per quanto riguarda un secondo piatto potremmo optare per un filetto di carne rossa alla griglia con contorno di radicchio grigliato anch’esso. Per i vegetariani è sufficiente omettere il filetto e aumentare la porzione di radicchio grigliato.
Un consiglio anche per i caseofili: Rossa e pannerone, formaggio del Lodigiano in cui non è prevista la salatura e pertanto di gusto insolitamente amaro. 


 

Prodotti consigliati

Recensioni Prodotti
Numero di recensioni ricevute : 1
Voto medio : 5 /5
S. MICHELE
  il 24/12/2016
5/ 5
Gustosissima!

Nazione
Italia
Regione/città
Ponte di Piave (TV)
www
www.sangabriel.it

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Giugno 2018

Tutto ha avuto inizio nel 1997, agli albori della storia della birra artigianale italiana, quando Gabriele Tonon, biersommelier diplomato alla Doemens Academy di Monaco di Baviera, dopo alcune esperienze in terra Teutonica ed in Austria, maturate in microbirrifici (hausbrauerei) dove la birra prodotta viene servita principalmente o unicamente in un esercizio affiliato al birrificio (gasthaus), decide di aprire una propria attività brassicola nel Comune di Ponte di Piave nella Provincia di Treviso in Veneto. L’impianto di produzione trovò dimora in una antica villa nella Frazione di Busco, proprio a ridosso della storica Abbazia Benedettina di Sant’Andrea, dipendente da quella di Pomposa, dove già nel Medioevo si preparavano le “bevande medicate”, utilizzate dai monaci a scopi terapeutici, tra le quali anche la birra. Qui Gabriele riuscì a recuperare alcune antiche ricette ed ecco perché la birra di Busco è sempre stata legata al proprio territorio e realizzata con ingredienti naturali, autentici e possibilmente del luogo.

La lavorazione è eseguita con tecnologie moderne e segue i dettami dell’”Editto sulla Purezza”, il“Reinheitsgebot”, emanato daGuglielmo IV di Baviera nella città di Ingolstadt, il 23 aprile 1516, con lo scopo di garantire l’assoluta genuinità del “pane liquido”. A tal proposito Gabriele dichiara: “la produzione della birra è un mondo affascinante, legato ad antiche tradizioni ma che necessita di continua ricerca di materie prime e di tecnologie. La qualità e la genuinità della birra, che da sempre è il nostro primo obiettivo, ci stimola continuamente ad un grande lavoro di sviluppo. La scelta delle materie prime è la nostra priorità...”. Ha origine così San Gabriel che fin dal principio ha fatto della scelta delle materie prime la sua bandiera, sostenuto in tutto ciò dall’ambiente circostante.

L’acqua è l’elemento base della birra e San Gabriel sfrutta un vicino tesoro naturale: il fiume Piave. Le sorgenti dell’acqua con cui viene prodotta la birra, le risorgive plavensi, sono situate nel comune di San Polo di Piave, nello stesso territorio da cui nasce anche il Lia, il fiume dei Templari. Qui, nel secolo XI, l’Ordine dei Cavalieri Templari fondò una enclave tra le più importanti d’Italia. L’orzo è l’anima della birra e San Gabriel, consapevole di questo, presta grande attenzione ai suoi chicchi. Per valorizzare sempre più la tipicità del prodotto, dal 2006, l’azienda ha avviato la sperimentazione della coltivazione, nelle campagne trevigiane, di orzo distico per la produzione delle sue birre. Il luppolo, in Veneto il "bruscandoeo", cresce selvatico lungo le siepi della campagna circostante; i Monaci Cistercensi, fin dall’antichità, capirono le straordinarie proprietà di questa pregiata pianta. Inoltre, nella produzione, vengono impiegati ingredienti, come il fico nero di Tarzo, il miele di castagno delle zone di Combai e di Possagno, il mais rosso di San Martino e il radicchio rosso di Treviso, che rappresentano eccellenze della terra veneta.

Dal 2004 l’azienda si avvale anche della consulenza di un importante tecnologo della birra di origine bavarese, Stefan Grauvogl, titolare di molteplici esperienze professionali maturate in varie ed importanti brauerei Tedesche. Al timone della sala di cottura da 10 hl con una cantina da 500 hl ed una produzione annua di circa 6000 hl, c’è Christian Romano, che ha alle spalle una lunga pratica in Theresianer ed in vari birrifici in Germania. Le birre realizzate, che rispecchiano molto gli stili bavaresi, vengono suddivise in tre categorie: linea classica, speciale e stagionale. San Gabriel possiede inoltre un proprio locale di mescita chiamato “l’Osteria della Birra”, un locale rustico e caratteristico in stile bavarese. Gabriele Tonon riesce ad unire il rispetto per le antiche tradizioni birraie con la ricerca continua di materie prime e l’innovazione tecnologica.