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Weizen Bock (Stagionale)

Nazione
Germania
Stile
Weizen Bock

Weizen Bock

Robuste, maltate e fruttate, con un corpo pieno. La tenue acidità, ottenuta con grano maltato, è in armonia tra la parte sapida del malto e del lievito della Weissbier e le caratteristiche tipiche delle Bock, forti e corpose.

Colore
Ambrato torbido
Grado alcolico
6.8 %
Weizenglass Bicchiere consigliato
Weizenglass
PRODOTTO PREZZO iva inc. QUANTITÀ
Weizen Bock da 50cl Weizen Bock 50cl
3,80 €
In arrivo
Weizen Bock da 50cl Weizen Bock 50cl - Cartone da 12 bottiglie
43,20 €
a bottiglia € 3,60
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Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Dolce   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Voto RateBeer 3.32 / 5   Attenuazione 4.8
EBC 28   Sottostile Weizen Bock
Stile Weizen Bock   IBU 10
Acidita (pH) 4.6   Frizzantezza (CO2 g/l) 6.5
Temperatura di servizio 10°C   Formati disponibili Bottiglia 50cl

Lo stile Weizen Bock può a tutta prima apparire un controsenso. Birra di frumento da una parte, acidula e beverina; birra forte, di color ambrato carico, con gradazione medio-alta e corpo più che rotondo dall’altra. Può in sostanza risultare una birra non equilibrata oppure può raggiungere la magia dell’equilibrio con sapiente dosaggio di ingredienti ed esperienza.
La Riedenburger Weizen Bock, la cui titolazione alcolica in volume è di 6,8 gradi per un equivalente di 16 gradi Plato, è stata pensata e progettata per risultare una birra equilibrata ma è talmente complessa che non tutti riescono a capirla fino in fondo. La schiuma per esempio non possiede tutte le straordinarie caratteristiche che ha nelle altre sotto tipologie di Weizen e la sua persistenza è infatti minore rispetto alle altre. La spiegazione è semplice: la superiore quantità di alcol contenuta nella Weizen Bock fa sì che la schiuma ne venga cannibalizzata come del resto succede in tutte le birre con una gradazione alcolica medio-alta e alta. Il fatto è che l’alcol in un certo senso si nutre di anidride carbonica e quindi della sua forma visibile, la schiuma appunto. Sull’aspetto nulla di nuovo da spiegare: la sua normale torbidità è una costante delle birre Weizen, che solo nella versione Kristallklar risultano chiare.
Al naso abbiamo sentori tipici dello stile come ad esempio la banana e un più lieve chiodo di garofano ma anche un po’ insoliti, come nel caso del fruttato di mela Gold, laddove ci si sarebbe più facilmente aspettati sentori più freschi di mela Granny Smith. Al palato persistenti note dolci di malto si sovrappongono a sentori di frutta matura, segnatamente di melone. Questa finezza olfattiva elegantemente articolata non è supportata dalle fresche note acidule che si aspetterebbe in una Weizen ma, come sopra esplicato, la sostenuta alcolicità fa sì che la quantità basica di anidride carbonica presente venga diminuita.
In compenso il corpo è ben rotondo e in bocca le sensazioni glomerulari sono assolutamente evidenti. L’amaro è, come da copione per le Weizen, un optional. Scovarlo è quasi impossibile. In compenso l’equilibrio gustativo si basa sul buon bilanciamento tra acidulo e dolce ed è nobilitato dalle eleganti sensazioni fruttate e speziate riscontrabili nella Riedenburger Weizen Bock. La persistenza retrolfattiva, com’è costume tra le Weizen, è corta.


ABBINAMENTI GASTRONOMICI:
Sono forse la parte più difficile della trattazione della Weizen Bock poiché questa birra ha una gradazione saccarometrica importante (18˚ Plato) ma un’ attenuazione piuttosto bassa, per cui ne risulta un’alcolicità alta ma non altissima e di conseguenza una corposità notevole, soprattutto tenendo conto dello stile birrario. Si potrebbe definire la Weizen Bock una birra fresca ma di non facile bevibilità, per cui gli abbinamenti consigliati devono prescindere da questa considerazione.
Il corpo di insaccati semigrassi e grassi che si sposa in un’area britannico-mitteleuropea con la freschezza e non di rado con l’acidità della verza e/o del cavolo ci dà una serie di abbinamenti simili ma diversificati a seconda dell’area geografica con un modello esportabile un po’ dappertutto. Il classico würstel e crauti non è forse un insaccato cotto la cui grassezza viene pulita dall’acidulità più o meno pronunciata del Sauerkraut? Neanche a farlo apposta quest’ultimo significa ‘erba acida’.
A volo d’uccello da ovest a est in Europa incontriamo versioni simili di questo abbinamento di cibi che a nostra volta abbiniamo alla Weizen Bock: Cabbage and bacon in Irlanda; Cassoulet in Belgio; Choucroûte in Alsazia; Cassoeula in Lombardia; Bauernschmaus in Austria; Iota in Venezia Giulia e Dalmazia. Fuor di dubbio che würstel e crauti non si trovino soltanto in Germania: sono soltanto la parte più esportata di questo modello ‘verze e maiale’…

Prodotti consigliati

Nazione
Germania
Regione/città
Riedenburg / Altmühltal
www
www.riedenburger.de

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Febbraio 2014

In un clima di grande fermento indipendentistico che abbraccia tutta l’Europa la famiglia Krieger acquisisce dalla famiglia Schattenhofer la birreria con mescita sita nel centro di Riedenburg, cittadina bavarese.

Un’antica famiglia guerriera
Della sua birra è molto fiera
Riscopre il malto di frumento
Trova poi la difficile via
Che porta dritta all’Ecologia
A cui fa un solenne giuramento

Corre l’anno 1866. La Germania non è ancora uno Stato unitario indipendente ma la Prussia si propone già come nazione leader per unificare la Germania, così come ha fatto il Piemonte nei confronti dell’Italia pochi anni prima.
Proprio nel 1866 la Baviera firma un trattato con la Prussia che prelude alla sua annessione nel grande Reich germanico fortemente voluto dall’allora Cancelliere Otto von Bismarck, proprio lui, quello della bistecca arricchita con un uovo fritto.
La Baviera era (e tutto sommato è rimasta) uno Stato agricolo dove lo spirito contadino, intriso di una secolare tradizione di vita e di abitudini, è ancora molto diffuso. Vi sono ancora centinaia di piccole birrerie locali che producono specialità birrarie da tempo immemore.
Nel lontano 1866 questo fenomeno era vieppiù spiccato, talché Riedenburg poteva contare su cinque birrerie private e una ‘Kommun-Brauhaus’ attive. Da notare che la cittadina bavarese ospitava poche migliaia di abitanti.

A fine Ottocento però Riedenburg si ingrandisce e anche la birreria ‘Unterkrieger’, come allora era chiamata, si rende conto che avrebbe dovuto dotarsi di strutture più in linea con l’era moderna, cosicché dal centro cittadino la produzione si sposta nel quartiere Sant’Anna, più periferico ma con maggiori spazi per poter creare un’area industriale.

Il capostipite della famiglia Krieger si chiama Michael e da allora in poi il primogenito ricalca le orme del padre sia a livello di professione (mastro birraio) sia nel nome (Michael).

Ed è proprio Michael III, il padre dell’attuale titolare della birreria Riedenburger, che con grande lungimiranza rivoluziona l’assetto della’azienda brassicola. In un periodo in cui la bassa fermentazione spopola, egli riscopre la secolare tradizione delle birre bavaresi di frumento, prodotte da sempre con il metodo dell’alta fermentazione.

Sono poche le aziende che compiono una scelta così coraggiosa. Michael III però ha il dono di una Fede incrollabile nelle Weizen, ci crede insomma. Questa sua costanza viene premiata e la birreria ‘Unterkrieger’ diventa leader regionale di mercato con la sua Riedenburger Weizen.

La Rivoluzione di Michael IV

Michael IV, l’attuale titolare della Riedenburger Brauhaus, rileva il bastone del comando dal padre nel 1970.
Subito mostra di che pasta è fatto, infatti investe molto sulla propria formazione compiendo con successo sia studi tecnici, che lo portano a diventare mastro birraio, sia commerciali, che gli impostano una mentalità manageriale per la buona gestione della birreria.
La fresca ventata di novità portata da Michael IV consente alla birreria Riedenburger, a quel tempo impostata in maniera tradizionale, di diventare una medio-piccola ma moderna azienda industriale.
Nel 1975 la birreria si avvale del prezioso apporto di Martha Meier, che sposando Michael IV diventa la signora Krieger.Il loro sodalizio appare subito vincente e il loro amore dà buoni frutti anche sul piano professionale.È una fortuna per le sorti della birreria che, a causa delle sue ridotte dimensioni, deve fronteggiare una difficile situazione di mercato.
Siamo negli anni Ottanta e a livello birrario il fenomeno della globalizzazione comincia a far sentire i propri effetti sulle imprese di medio-piccole dimensioni.
I colossi dell’industria brassicola crescono a dismisura e in Europa ma soprattutto in Germania si sviluppa sempre più la tendenza a creare aziende monomarchio, tendenzialmente Pils.
Le aziende dell’Ovest poi, alla caduta del muro di Berlino, entrano prepotentemente nel mercato dell’ex Repubblica Democratica Tedesca, acquisendone le aziende e proponendo nuovi modelli di consumo al pubblico.
Numerose aziende birrarie di piccole dimensioni devono passare la mano e chiudono l’attività.
Michael IV si rende conto abbastanza presto delle mutate situazioni di mercato. Elabora insieme a Marta una strategia per fronteggiarle. Non è più sufficiente avere buone conoscenza tecniche e manageriali. Ci vuole la strategia. Ci vuole un marketing intelligente e consapevole. Per rimanere sul mercato è necessario vedere a medio-lungo termine dove vanno a sfociare le tendenze.

La scelta ecologica

La continuità alla birreria viene garantita da una scelta di prodotti organici, in trend con una filosofia ecologica ormai ben radicata nella coscienza delle persone.
In sostanza tale filosofia produttiva è focalizzata verso un responsabile connubio tra ecologia ed economia.
In ultima analisi la famiglia Krieger agisce basandosi su due punti fermi: rispetto della natura e produzione di birre di qualità.
Il responsabile uso delle risorse naturali, la protezione dell’ambiente circostante, il contributo alla conservazione della struttura rurale del territorio e la produzione artigianale sono tutti valori che inseriscono a tutt’oggi le birre Riedenburger nel novero degli alimenti naturali e quindi portatori di valori aggiunti.
Dopo un periodo di studio, di modifiche strutturali e di preparazione di nuovi prodotti, ecco che la Riedenburger Brauhaus dal 1989 in poi sviluppa operativamente il concetto di azienda orientata alla produzione di birre legate all’ecologia e all’ambiente.
Il positivo risultato di tutto ciò è che dal 1994 Riedenburger Brauhaus è la prima birreria bavarese a sposare totalmente un concetto di azienda ecologica a livello di mercato.

La Via verso l’Ecologia ossia Le tappe verso la Maglia Verde

  1. Costruzione di una nuova fabbrica ecocompatibile
  2. Trivellazione di un nuovo pozzo artesiano al fine di procurarsi una propria fonte d’acqua adatta alla produzione di birra, che non deve essere rettificata in quanto è originariamente pura.
  3. Cambiamento della tecnica di refrigerazione, che passa dal gas per motore, nocivo per l’ambiente, al gas d’ammoniaca, ecosostenibile.
  4. Abbondono del convenzionale trattamento delle acque 
  5. Creazione di un gruppo produttivo di cereali e di luppolo per la produzione di birre organiche 
  6. Nel 1992 vengono prodotti i primi due tipi di Weizenbier (birre di frumento) ecologici 
  7. Nel 1994 la modifica produttiva è terminata: la gamma completa delle birre di Riedenburger Brauhaus viene infatti prodotta esclusivamente con ingredienti organici Bioland
  8. Dal 1997 la birreria non opera più alcun tipo di filtrazione meccanica. Le birre di Riedenburger Brauhaus diventano in sostanza prodotti integrali.
  9. Nel 1997 comincia la collaborazione tra Riedenburger Brauhaus e l’abbazia benedettina di Plankstetten. La birreria produce le tradizionali birre dell’abbazia di Plankstetten a Riedenburg usando i cereali biologici coltivati nei campi monasteriali. Questa collaborazione è destinata a diventare una pietra miliare nella storia della Riedenburger Brauhaus in quanto è un lampante esempio della sua filosofia ambientale basata da una parte sulla valorizzazione e quindi sull’incentivazione dell’economia regionale, dall’altra sulla comune fiducia nei valori naturali usati per la produzione. Non è casuale che in seguito a questa collaborazione l’abbazia ottenga una piccola quota societaria. 
  10. Nel 1998 comincia la costruzione dell’impianto fotovoltaico che viene installato sul tetto della birreria.
  11. Per i mezzi di trasporto della birreria viene usato come carburante olio di semi di ravizzone coltivato localmente.
  12. Viene implementata a livello nazionale la distribuzione delle birre nel canale commerciale biologico e ha inizio anche l’esportazione dei prodotti Riedenburger in 8 Paesi europei.
  13. In stretta collaborazione con i bio-agricoltori locali viene sviluppata la coltivazione di cereali originari molto antichi quali il Farro piccolo, il Farro Medio e il Farro Spelta per contribuire alla conservazione della biodiversità e alla diversità del gusto.
  14. Nel 2004 appaiono le prime birre prodotte usando queste antiche tipologie di cereali.
  15. Nel 2006 viene progettata e prodotta una Birra senza Glutine usando il malto di Miglio.

Aneddoti

Michael Krieger IV e sua moglie Martha hanno sposato la causa ecologico-ambientale ancora prima di convertire la loro birreria al biologico.

Negli anni Ottanta infatti erano tra gli oppositori più fermi e decisi alla costruzione del canale di collegamento fluviale Reno-Meno-Danubio, in quanto sarebbe stato rovinoso per l’equilibrio ecologico del Parco Naturale dell’Altmühl.

Purtroppo le proteste loro e di altri ecologi non hanno impedito la realizzazione del canale ma in compenso hanno risvegliato le sopite coscienze dei Tedeschi nei confronti dell’ecosistema. L’impegno dei Krieger in questa direzione ha testimoniato che la loro non era soltanto un’azzeccata scelta di marketing ma una radicata convinzione personale.