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Hofbräu Schwarze Weissbier

Nazione
Germania
Stile
Dunkelweizen

Dunkelweizen

Brassate con una base di grano maltato, tipicamente molto carbonata con una struttura soffice e cremosa. Presentano un’indole ben distinta di frutta e spezie data dal lievito, accompagnata da note di pane tostato o caramello.

Colore
Scura
Grado alcolico
5.1 %
Weizenglass Bicchiere consigliato
Weizenglass
PRODOTTO PREZZO iva inc. QUANTITÀ
Hofbräu Schwarze Weissbier formato da 50cl Hofbräu Schwarze Weissbier 50cl
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Hofbräu Schwarze Weissbier formato da 50cl Hofbräu Schwarze Weissbier 50cl - Cartone da 20 bottiglie
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a bottiglia € 1,80
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meno

Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Acidulo   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Voto RateBeer 3.16 / 5   Voto Beer Advocate 3.68 / 5
Sottostile Dunkelweizen   Stile Dunkelweizen
Temperatura di servizio 7/9 °C   Formati disponibili Bottiglia 50cl

Molto interessante è sicuramente la Hofbräu Schwarze Weisse, versione scura e ancestrale della Hefeweizen che assembla toni caldi e rinfrescante frizzantezza. Normale è la sua titolazione alcolica (5.1 gradi) che parte da 12 gradi Plato nel mosto. La schiuma color cappuccino fa bella mostra di sé nella Dunkelweizen con le sue virtù di finezza, compattezza, aderenza e persistenza. Non particolarmente cremosa. L’aspetto è naturalmente torbido. Intensità olfattiva buona ma non rilevante.
Di grande interesse le sensazioni olfattive. Oltre alla onnipresente banana nelle Weizen va notato un deciso tostato con note di chiodo di garofano. Inconsueti sono i sentori che seguono: mela cotta e marmellata di pera. Il malto è ben presente come sentore di biscotto burroso. Il naso si chiude con una leggera acidità lattica che aggiunge note rinfrescanti alla birra. Al palato si evidenziano numerosi sentori fruttati tipo macedonia di frutta ma anche decisi sentori dolci e caramellati come lo zucchero filato o dolcemente speziati come la frutta secca, in particolare la castagna nella sua versione zuccherosa, il marron glacé. Meno frizzante della Hefeweizen, tuttavia la Schwarze Weisse palesa un corpo più vicino alla rotondità.
L’amaro è poco più che percettibile ma nel complesso l’equilibrio gustativo è giusto perché acidità e dolcezza si bilanciano ben nel contesto del prodotto. La ricchezza retrolfattiva è sorprendente in quanto assomma sensazioni di freschezza alla corposità ed eleganza fruttata con cipigliosi toni caldi. Persistenza retrolfattiva appena sufficiente com’è del resto in linea con la tipologia trattata.


ABBINAMENTI GASTRONOMICI:
Ci sentiamo di suggerire l’abbinamento con terrine di verdura o di cacciagione, la cui untuosità viene da una parte contrastata con il corpo della Schwarze Weisse, dall’altra viene pulita dalla sua frizzantezza. Anche un salmì o comunque un umido di cacciagione, carne magra e scura, è un abbinamento di sicuro interesse.
Anche per quanto riguardo il mondo caseario qualcosa di interessante e fuori dalle righe c’è: una bella ricottina affumicata, che sposa toni caldi con freschezza e toni aciduli. C’è infine chi ha voluto l’abbinata a un dessert: torta al cacao con crema al limone: corpo e freschezza anche qui trovano cittadinanza.

Prodotti consigliati

Nazione
Germania
Regione/città
Baviera / Munich
www
www.hofbraeu-muenchen.de/it

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Febbraio 2014

Le origini laiche e religiose della produzione della birra

In un tempo molto lontano la birra si faceva in casa. I birrai più bravi e intraprendenti trasformarono la loro casa privata in una casa pubblica (public house da cui la parola ‘pub’) dove si poteva bere buona birra in compagnia.

In seguito furono i monasteri a prendere il comando delle operazioni in sala cottura e a creare una gamma di birre adatte a diverse occasioni di consumo. Venivano infatti offerte a pellegrini da ristorare, consumate dai buoni padri in refettorio, degustate vuoi dal padre priore, vuoi dall’abate stesso in presenza di personaggi influenti e di autorità laiche o religiose potenti e prestigiose.

Con l’andar del tempo furono i nobili ad acquisire il diritto di produrre birra in esclusiva. La storia della Hofbräuhaus di Monaco si inserisce in questa tradizione. Non a caso significa ‘birreria di Corte’ e si sa che la Corte era l’indotto della nobiltà, formato da carrieristi senza scrupoli che sgomitavano per crearsi una posizione di privilegio nei castelli e nei palazzi del Potere. I mastri birrai di grandi qualità che operavano a Corte non di rado acquisivano notevole prestigio e un alto rango.

Entriamo in cronaca diretta con il presente storico.

Guglielmo V il Fondatore della Hofbräuhaus

Corre l’anno 1589 e il Duca Guglielmo V di Baviera è signore di un popolo quanto mai assetato. A quel tempo però la birra prodotta a Monaco non è sufficiente per il fabbisogno locale e allora deve essere regolarmente importata da una città della Bassa Sassonia, Einbeck, rinomata per la qualità del suo luppolato nettare.

Il Duca bavarese è una persona patriottica e pratica. Si rende conto dei vantaggi d’immagine ed economici legati a una produzione di birra locale e decide di intervenire. Il 27 settembre 1589 riunisce il Camerlengo e i suoi Consiglieri più fidati per stabilire in che modo produrre una maggior quantità di birra. Il responso è unanime: bisogna costruire una birreria di Corte. Il Duca si rivela anche essere un decisionista: lo stesso giorno convoca il mastro birraio dell’abbazia di Geisenfeld, tal Heimeran Pongraz, e gli commissiona l’intera opera. Pongraz diventerà Progettista, Architetto, Direttore dei Lavori e infine Mastrobirraio della Birreria di Corte, la Hofbräuhaus appunto. La birra di Corte monacense sarà una birra scura e avrà un carattere deciso basato sui malti tostati e quindi su toni caldi e speziati. Si può ipotizzare che fosse simile a una Altbier, di color ambrato carico, tuttora prodotta nella zona renana con il metodo dell’alta fermentazione, così come tutte le birre del XVI e del XVII secolo. Forse un po’ meno luppolata e un po’ più maltata.

A Massimiliano I piace la Birra di Frumento

Il figlio e successore di Guglielmo V è Massimiliano I. Evidentemente non aveva gli stessi gusti del padre in fatto di birra. La pesante birra scura che ai suoi tempi andava per la maggiore non è certo la sua preferita. Il nuovo Duca ama le birre leggermente acidule e rinfrescanti prodotte con una buona percentuale di malto di frumento. Oltre ad essere un palato fine, Massimiliano I doveva anche essere un gran furbacchione e un uomo di ampie vedute. Un marketing manager ante litteram insomma. E un uomo di Potere senza scrupoli: emana una legge che impedisce a tutti i privati cittadini di produrre la Weissbier, la birra di frumento. Di fatto trasforma la Hofbräuhaus ducale in una birreria con il monopolio della Weissbier. È il 1602. Ciò significa che per la corte ducale non solo un notevole e costante afflusso di denaro ma anche che la Hofbräu di Monaco può orgogliosamente esibire un’esperienza di oltre quattro secoli per quanto riguarda la produzione della Birra di Frumento.

La piccola Birreria ducale cresce e trasloca

Non è facile avere successo. Massimiliano I realizza che la Weissbier piace molto ai suoi sudditi e che la birreria della Vecchia Corte non è sufficiente per il consumo dei cittadini di Monaco. Nell’anno di grazia 1605 la Hofbräuhaus ducale produce la bellezza di 1444 ettolitri, il che per quel tempo era veramente una quantità considerevole, un vero lago di birra. Massimiliano decide di incrementare la produzione e nel 1607 fa costruire una nuova sala di cottura in un luogo monacense chiamato Am Platzl. Ancora oggi la Hofbräuhaus è lì a dimostrare la sua storicità e la sua capacità di aggregazione. Ovviamente è un grande locale e non più un luogo di produzione ma è forse ancora oggi  il punto di ritrovo prediletto dei cittadini di Monaco.

Ebbene, una volta costruita la nuova birreria Am Platzl si trattava di pagarla e la cifra necessaria per la costruzione di una fabbrica così artistica ed imponente non era di ceto modica. Ed ecco che il geniale Massimiliano I converte la sete dei suoi sudditi in denaro sonante. Nel 1610 infatti conferma a livello ufficiale ciò che ormai era diventato uso comune: per mezzo di un Editto ducale consente agli osti di Monaco di acquistare la birra della Hofbräuhaus. Costoro quindi possono spillare nelle loro taverne la birra ducale non soltanto per i servitori e gli impiegati della Corte ducale ma anche per tutti gli altri consumatori. Ciò rappresenta il passo decisivo per una marcia trionfale delle birre della Hofbräuhaus.

Arriva la Maibock, terza tipologia di birra bavarese

Lo storico mastro birraio della Hofbräuhaus, Heimeran Pongraz, passa la mano e va in pensione. Viene sostituito da Elias Pichler il quale si trova apparentemente in una situazione ideale: la progettazione e la costruzione nella nuova birreria Am Platzl sono ultimate, le sale di cottura funzionano a pieno regime ma ciononostante i sudditi del Ducato bavarese brontolano. “In fin dei conti – dicono – un tempo c’era la buona e forte birra proveniente da Einbeck ma ora solo la birra scura e la Birra di Frumento: ci vuole una birra più alcolica!”.

Pichler si trova sulla graticola: non può deludere né il suo signore né la massa dei monacensi. Si mette a sperimentare una nuova ricetta che possa soddisfare tutti. Nella primavera del 1614 appare la prima birra prodotta a Monaco ‘alla moda di Einbeck’. D’ora in poi verrà celebrata nella stagione della rinascita della natura e per questo chiamata Maibock, la forte birra di maggio. La Bock è destinata a diventare una classificazione legale della birra e ancora oggi una Bock non può avere meno di 16 gradi Plato e non oltre 18. In caso di eccedenza di questa gradazione viene chiamata Doppelbock.

La Maibock è talmente apprezzata che in virtù di tale bontà si permette il lusso di salvare la città di Monaco dalla distruzione e dal saccheggio. Nel 1632 infatti, nel corso della sanguinosissima guerra di religione detta ‘dei Trent’Anni’, l’esercito svedese assedia la città di Monaco. Assaggiata casualmente questa deliziosa birra, gli Svedesi giungono a patti e promettono di levare l’assedio alla città stremata solo in cambio di 344 secchi di birra Maibock della Hofbräuhaus, grosso modo equivalenti ad altrettanti fusti odierni. L’accordo viene siglato e la birra ducale salva la vita a tutti gli abitanti della città bavarese.

L’Oktoberfest nasce in seguito a un matrimonio e i Theresienwiesen sono un omaggio alla sposa

Nel Settecento la Baviera, nonostante un’insurrezione contadina, viene inglobata nell’Impero austro-ungarico (1742) e soltanto all’inizio dell’Ottocento riacquista la sua libertà sulla punta delle baionette napoleoniche. In seguito alla secolarizzazione di numerosi territori ecclesiastici la Baviera si ingrandisce e il 1 gennaio 1806 il Ducato viene innalzato al rango di Regno. Due anni dopo la Baviera ottiene la Costituzione. È in questa contingenza politica che nel 1810 vengono organizzate e festeggiate le nozze che faranno epoca, dando la stura alla maggior festa birraria tuttora esistente al mondo: l’Oktoberfest. Il novello re bavarese Maximilian I. Joseph per celebrare le nozze del figlio Ludwig con la promessa sposa Therese von Sachsen-Hildburghausen il 17 ottobre 1810 spende una somma astronomica per organizzare una megafesta alla quale partecipano non meno di 40mila invitati. Il punto più spettacolare della celebrazione è una corsa ippica lunga 11 chilometri che viene tenuta in un prato subito al di fuori delle mura cittadine. Il re Maximilian I. Joseph per eternare questo stupefacente momento di gloria decide di dedicare il nome di questo prato all’avvenente sposa e di celebrare l’aniversario delle nozze ogni anno con una grande festa da tenersi appunto su questo medesimo terreno. In effetti ancora oggi sui Theresienwiesen si svolge l’Oktoberfest, tentacolare saga ludico-birraria che dura 16 giorni e si conclude il primo week end di ottobre. I festeggiamenti di questa gigantesca festa popolare includono la presenza di stand gastronomici e di capannoni dotati di tavoli e panche oltre alle immancabili spine montate su botti a caduta. Uno di questi capannoni naturalmente appartiene alla Birreria di Corte regale, la Hofbräuhaus.

Proprio all’interno della sala di cottura della birreria Reale nasce due anni dopo una birra che intende essere celebrativa e per farlo deve avere caratteristiche distintive. Viene prodotta una birra dal color oro carico, quasi ambrato, un grado alcolico più elevato e un gusto fortemente maltato, quindi tendente al dolce per mostrare al mondo quanto sia dolce una sposa come Theresia. Il suo nome è Oktoberfestbier e Hofbräu Monaco la sua aromaticissima sala parto.

La prima rivendita pubblica della Hofbrä

Il malumore però ritorna a serpeggiare in quel di Monaco in quanto birrai privati e gestori di birrerie si lamentano perché, oltre agli impiegati statali, anche molti normali cittadini usufruiscono della birra della Hofbräu e ne bevono in quantità. Ludwig I emana un decreto nel 1828 in cui saggiamente mette a disposizione del pubblico una rivendita con spina e un servizio di ristorazione proprio Am Platzl, dove si produce la birra. È nata la Hofbräuhaus così come la vediamo oggi.

Sedici anni dopo, il 1 ottobre del 1844, la lungimiranza politica di Ludwig I dà un’ottima testimonianza di sé. Il monarca istituisce un documento personale che consente di pagare a certe classi sociali solo 5 Soldi al posto di 6 e mezzo un litro di birra Hofbräu ‘affinché – stabilisce Ludwig – venga data sia alla classe lavoratrice, sia ai militari la possibilità di bere una sana e buona birra’.

Nasce il marchio della Hofbräu

La Hofbräuhaus di Monaco diventa sempre più nota e rinomata. Diventa modello d’ispirazione non solo per la bontà delle sue birre ma anche come esempio aziendale. Altre birrerie di Corte appartenenti al neo Stato tedesco si ispirano un po’ troppo alla Hofbräuhaus di Monaco, il cui Direttore, Johann Nepomuk Staubwasser si vede costretto a depositare il marchio della birreria prima al Tribunale regionale bavarese a  Monaco e poi all’ufficio competente dell’Impero a Berlino. È il 1879.

La birreria, messa al riparo da imbarazzanti plagi, continua a prosperare, al punto tale che la birreria Am Platzl diventa sempre più stretta. Fabbrica e locale di mescita sotto lo stesso tetto diventano difficili da gestire soprattutto in termini di spazio. Il Principe Reggente Luitpold decide di separare le due attività e sposta quella produttiva nelle Innere Wiener Strasse. Il 22 maggio 1896 viene effettuata l’ultima cotta nell’impianto di Am Platzl e il 2 giugno la birra viene portata nella nuova cantina di fermentazione. Nel frattempo tutti gli impianti produttivi ancora attivi vengono trasportati e installati nella fabbrica nuova di zecca. Nel giro di 70 giorni tutto viene messo a punto con grande puntualità ed efficienza, cosicché il 10 agosto 1896 si può effettuare la prima cotta nell’unità produttiva di Innere Wiener Strasse.

In questo fervore di rinnovamento pur rimanendo nell’ambito della tradizione ecco che la voce ‘Turismo’ diventa sempre più importante per la Hofbräuhaus di Am Platzl. Una smisurata fiducia nel progresso tecnologico dell’umanità sempre aver pervaso tutti e una specie di delirio psicomotorio spinge la gente a muoversi da una città all’altra, da uno Stato all’altro alla ricerca di una conferma del loro ottimismo nei confronti del futuro. Tutto ciò avviene fino all’affondamento del Titanic del 1912. Ma c’è tempo. Nel 1896 si tengono le prime Olimpiadi dell’era moderna ad Atene. Si sviluppa anche il concetto di fratellanza universale, un tempo sacro durante le Olimpiadi antiche, talché le guerre venivano sospese fino alla fine dei giochi e la birra, unica bevanda alcolica ammessa nel corso delle prove sportive, era considerata fin da quei tempi antichi la bevanda socializzante per eccellenza. Non c’è nulla di nuovo quindi in questo laico pellegrinaggio che spingeva i neoturisti a visitare il locale di Am Platzl e a degustarne le sue maltate e spumeggianti birre.

Per riuscire a razionalizzare il tutto e a concepire il locale come ancora oggi esiste, ecco che viene chiamato un famoso architetto di Chemnitz, Max Littmann, il cui progetto di ristrutturazione ha inizio il 2 settembre dello stesso anno. La vecchia sala di cottura viene trasformata nella taverna tuttora in funzione. Il 9 febbraio 1897 è tutto pronto per l’inaugurazione. Comincia poi la ristrutturazione di quelli che un tempo erano gli uffici amministrativi e che diventano gli altri piani del locale, dedicati a un tipo di gastronomia più sofisticata e con un servizio più accurato. Il 22 settembre dello stesso anno viene inaugurata anche questa parte della birreria. La odierna Hofbräuhaus è nata allora.

Nasce la canzone sulla birra più famosa al mondo

La più famosa canzone sulla birra, che neanche a farlo apposta è dedicata alla Hofbräuhaus, è stata scritta da un Berlinese. In effetti la musica di questa canzone è stata scritta in un caffè di Berlino dal compositore Gabriel Wiga, che si è avvalso del testo scritto da un amico, Klaus Siegfried Richter. I due versi più popolari e conosciuti in Germania sono: “In München steht ein Hofbräuhaus – oans, zwoa, g’suffa!’ (A Monaco vi è la Hofbräuhaus – uno, due, e sono brillo!). Un amico di Lipsia, Wilhelm Gebauer, mette le parole, insieme con le note musicali arrangiate per gli ottoni bavaresi, a disposizione della sua casa editrice e in un contesto atipico, il Mercato delle Salsicce di Durkheim nel Palatinato, nel 1936 fa sonare questa canzone che ottiene un successo immediato. L’anno seguente diventa il motivo portante del Carnevale e quindi giunge con una marcia trionfale a Monaco dove sarà consacrato quale ‘Ideale Inno allaBirra’.

Purtroppo c’è sempre chi ci ricorda che la Vita non è soltanto Birra e Gioia. Il 1settembre 1939 scoppia la Seconda Guerra Mondiale e i le incontrovertibili tragedie dei lutti superano di gran lunga l’effimera gioia di una vittoria in battaglia. I bombardamenti ormai giungono dall’alto e nella notte del 25 aprile 1944 tre consecutivi attacchi aerei perpetrati nei cieli di Monaco riversano tonnellate di bombe sulla cittadina bavarese. Un edificio colpito dalle bombe alleate è proprio la Hofbräuhaus, che alla fine dell’attacco aereo risulta quasi totalmente distrutta. L’8 maggio 1945 le armi tacciono in Germania. La guerra è finita. Della Hofbräuhaus rimangono poche salette dove si spilla la ‘Dünnes Bier’, la ‘birra sottile’ fatta con il poco cereale disponibile in tempo di guerra. La Speranza però non muore mai.

Risorgono l’Oktoberfest e la Vita dopo la fine del Secondo conflitto mondiale

Corre l’anno di Grazia 1949 e l’Oktoberfest riprende. Avvenimento storico per due motivi: sancisce la ripresa dopo la guerra e per la prima volta il Sindaco della città di Monaco, Thomas Wimmer, fa scaturire la birra dallo zaffo della prima botte inaugurando così ufficialmente la festa. Nel 1950 e nel 1951 la prima birra viene accolta in due boccali di ceramica dell’HB e spillata non nel capannone della Spaten bensì in quello della Hofbräuhaus. Contemporaneamente a questi fatti, nel 1950, vengono ritrovati intatte alcune centinaia di boccali nelle cantine di Am Platzl. Considerandolo un segno beneaugurante i suddetti boccali vengono religiosamente conservati in tutta sicurezza. Un vero e proprio simbolo della rinascita. 

Nell’autunno 1945 Valentin Emmert è il primo gestore della Hofbräuhaus, o meglio delle sue rovine, dopo la Guerra. Si dà subito da fare per ricostruire il tutto ma al contempo opera per rendere vivibile e vivo il locale. È l’anno 1958: per festeggiare gli 800 anni della città di Monaco. È l’anno 1958: per festeggiare gli 800 anni della città di Monaco la grande sala delle feste viene riaperta con una sontuosa inaugurazione. I lavori di ristrutturazione sono definitivamente terminati. Anche la Birreria in Innere Wiener Strasse viene ricostruita. Le caldaie di cottura sono distrutte al 60% ma la domanda per la birra HB rimane un dato di fatto.

HB inaugura il più grande tendone dell’Oktoberfest

Siamo nel 1972. È l’anno delle Olimpiadi di Monaco. Hofbräuhaus è diventata una birreria appartenente allo Stato della Baviera, che in questa occasione mondiale vuole fare bella figura. Viene progettato un nuovo tendone che sarà presentato in occasione dell’Oktoberfest di quell’anno, coeva con i Giochi Olimpici. Ha le maggiori dimensioni rispetto a tutti gli altri presenti alla grande festa birraria: 82 metri di lunghezza per una larghezza di 62. La sua superficie raggiunge 5.084 metri quadrati, ai quali vanno aggiunti altri 2.000 metri quadrati di Biergarten. La nuova struttura può contenere circa 10.000 visitatori. Le cifre dei consumi sono impressionanti: nei 16 giorni dell’Oktoberfest vengono bevuti 5.500 ettolitri di birra, consumati 70.000 porzioni di pollo allo spiedo, 5.500 porzioni si stinco di maiale, 8.500 porzioni di würstel e 2.800 porzioni di costine di maiale.

HB va a produrre vicino all’aeroporto di Monaco

Ormai anche gli impianti della Innere Wiener Strasse appaiono obsoleti e nel 1980 lo Stato della Baviera incomincia a studiare il progetto di una nuova unità di produzione per la birra Hofbräuhaus. La prima pietra per la costruzione della birreria viene posta nel settembre 1986 e il 23 novembre 1988 viene inaugurata la nuova struttura, sita a Riem nelle adiacenze dell’aeroporto di Monaco. È costata la bellezza di 76 milioni di marchi, ha una capacità produttiva di 250.000 ettolitri annui ed è considerata una delle più moderne d’Europa.

Il mercato richiede una sempre maggior quantità di birra, specie se di buona qualità e con un marchio così prestigioso come quello della Hofbräuhaus. Ecco perché nel 1995, dopo soli sette anni dall’inaugurazione della nuova fabbrica, è necessario aumentare il numero dei tini di maturazione. Nell’agosto di quell’anno vengono aggiunti ai 51 già esistenti altri 4 tini che fanno aumentare la capacità produttiva della birreria di 6.720 ettolitri. Utilizzandoli costantemente nel corso dell’anno i tini apportano un incremento produttivo pari al 15%.

La domanda per la birra HB è in costante ascesa anche all’estero. Nello stesso anno viene inaugurato a Hong Kong un brew pub con la formula del franchising. Sotto la supervisione della HB di Monaco produce una birra che rispetta al 100% la ricetta originale. Questo sistema di controllo produttivo fa sì che i titolari di questi brew pub possano disporre degli oltre 400 anni di esperienza accumulata dalla HB.

Non mancano prestigiosi momenti celebrativi. Il 3 novembre 1997 vengono festeggiati nel centro cittadino di Monaco i 100 anni della Hofbräuhaus am Platzl, il locale birrario più famoso del mondo. Migliaia di ospiti illustri brindano con una birra appositamente creata per questo straordinario Giubileo al secolo di vita di questo locale, simbolo di Monaco e della sua birra in tutto il mondo.

Si moltiplicano i successi internazionali di HB

La Chinesischer Turm, uno dei più rinomati ed esteticamente appaganti Biergarten di Monaco, sito nell’Englischer Garten, viene rifornito con la birra della Hofbräuhaus, che si trova anche spillata nell’adiacente raffinato ristorante. È il 2002.

L’anno seguente HB sbarca negli Stati Uniti sull’onda della popolarità maturata in tutto il mondo. Nel 2003 a Newport nel Kentucky viene aperta una micro birreria che riproduce lo stile della HB di Monaco.

Lo stesso anno all’interno del nuovo terminal 2 aperto all’interno dell’aeroporto di Monaco viene inaugurato un locale modernissimo tutto vetro e acciaio con birre HB, gestito dalla notissima famiglia di ristoratori Kuffler.

L’anno seguente HB torna a far parlare di sé in America. Viene infatti inaugurato a Las Vegas e proprio di fronte al mitico Hard Rock Café un locale che riproduce fedelmente l’architettura che caratterizza il locale HB di Am Platzl.

Siamo giunti ormai alla fine di questa emozionante cavalcata nei secoli che ha caratterizzato la secolare avventura della Hofbräuhaus. L’ultima notizia veramente importante è che, nonostante l’economia mondiale sia in un momento di recessione evidente e pesante, nel 2011 la birreria ha avuto la necessità di aumentare la sua capacità produttiva e si è dotata di otto nuovi tini di fermentazione e di maturazione, ognuno dei quali ha il non indifferente peso di 14 tonnellate e può contenere 1.650 ettolitri. Ciò consente di incrementare la produzione di birra HB di ulteriori 90.000 ettolitri.