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Bianca Lancia

Birrificio
Flea
Nazione
Italia
Stile
Blanche / Witbier

Blanche / Witbier

Rinfrescanti, particolarmente dissetanti, gustose e molto leggere. Possono utilizzare anche frumento non maltato. Al palato sono leggermente acidule, fresche e speziate. Gli aromi prevalenti sono quelli di coriandolo e di agrumi.

Colore
Giallo paglierino velato
Grado alcolico
5 %
Pinta Bicchiere consigliato
Pinta
PRODOTTO PREZZO iva inc. QUANTITÀ
Flea Bianca Lancia Bianca Lancia 33cl
2,90 €
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Flea Bianca Lancia Bianca Lancia 33cl - Cartone da 12 bottiglie
32,40 €
a bottiglia € 2,70
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Flea Bianca Lancia Bianca Lancia 75cl
6,90 €
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Flea Bianca Lancia Bianca Lancia 75cl - Cartone da 6 bottiglie
40,20 €
a bottiglia € 6,70
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Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Acidulo   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Voto RateBeer 3.19 / 5   Stile Blanche / Witbier
Temperatura di servizio 4 / 6°C   Formati disponibili Bottiglia 33cl, Bottiglia 75cl

Birra chiara puro malto prodotta con malto d'orzo e malto di frumento, dal gusto fresco, leggermente acidula, molto fruttata e poco amara, schiuma compatta, cremosa e aderente.

I nomi del fermentato prodotto ha un chiaro riferimento alla cronistoria del passato:

Erede della prestigiosa aristocrazia piemontese, Bianca Lancia, fu tra le quattro mogli di Federico II, quella che, secondo la tradizione, il sovrano amò di più. La relazione tra i due fu segreta e tormentata, ma tanto profonda e appassionata da essere l'unica, almeno stando alle cronache e alle leggende popolari, a durare lungo tutta la vita dell'imperatore. Soave e gentile, Bianca fu durante la vita di Federico, una presenza sempre costante e discreta. Si dice che il matrimonio avvenne soltanto alla fine della vita della donna, al fine di legittimare la posizione e l'ascesa politica del figlio nato dalla loro unione anni prima, quel re Manfredi che Dante Alighieri descrisse come “biondo era e bello di gentile aspetto”, che fu l'ultimo sovrano svevo del regno di Sicilia (1258).

Prodotti consigliati

Nazione
Italia
Regione/città
Umbria / Gualdo Tadino
www
www.birraflea.it

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Ottobre 2013

Ci troviamo nel territorio gualdese e precisamente a Gualdo Tadino, in provincia di Perugia. Questo immenso patrimonio italiano è sempre stato famoso a livello internazionale per la produzione della ceramica. I rigogliosi boschi dell’Appennino fornivano legname per alimentare le numerose fornaci, i torrenti azionavano i mulini che macinavano gli elementi necessari per gli smalti e dalla cava di Monte Fringuello si otteneva l’ossido di ferro. Nell’Ottocento, con il forte incremento della produzione di ceramica, si assiste ad un fenomeno che muterà decisamente il destino ceramico di Gualdo Tadino e che determinerà la sua fama nel mondo. Tornando ai giorni nostri e precisamente a Domenica 16 giugno 2013, anche se la produzione era già attiva da diverso tempo, si unisce a questa nostra grande ricchezza, la nascita di una nuova realtà nel panorama brassicolo italiano. Si chiama Birra Flea e germoglia, come un fiore in primavera, dopo una leggera pioggia, dalla passione e dall'inventiva di Matteo Minelli che, nel suo progetto imprenditoriale, ha saputo legare la nascita di questa birra alle risorse storiche del suo paese d’origine. E’ in loco difatti, a Gualdo Tadino, un’acqua sorgiva assai conosciuta e diffusa a livello nazionale con un popolare marchio: questo è uno dei cardini attorno a cui ruota l'intera filosofia e produzione del birrificio. Offrire un prodotto di qualità, generato dall’amore per la propria terra e nel rispetto dell’ambiente, è la missione di Birra Flea. Gualdo Tadino e l’acqua hanno un legame antico ed indissolubile a cominciare dalla denominazione stessa della Rocca Flea, che da sempre, domina dall’alto il centro urbano, così chiamata perché costruita non lontano dalle sorgenti del fiume Fleo o Flebeo, nel cui nome si rintraccia la parola φλέψ, φλεβός usata dagli storici e geografi greci per indicare le vene d’acqua. Proprio qui, dalle parti della Rocca Flea, si trovò a passare intorno al 1242, negli anni dell’opposizione al papato, l’imperatore Federico II e vi trovò la fedele città ghibellina di Gualdo prostrata dopo il terribile incendio che ne aveva distrutto il precedente abitato.

Commosso dalle sorti della città alleata, il sovrano volle dare un segno della sua munificenza, dotandola di una cinta muraria difensiva e restaurando la Rocca, ponendo con le proprie mani la prima pietra. E inoltre “cavalcando in giro per il territorio, seminò con le sue mani frumento, orzo, spelta, fave, miglio e altre essenze, chiedendo a Dio onnipotente che facesse crescere il castello e moltiplicasse la sua popolazione e si degnasse di assicurare cibo ed ogni bene e sicurezza come impegno eterno” (Chronicon). Dalle rinomate acque di Gualdo Tadino e dai semi gettati secoli fa dall’imperatore Federico, nasce oggi la Birra Flea. Matteo Minelli, legato da sempre alle tradizioni, ritiene di essere debitore, nei confronti della popolazione locale, che offre una soluzione a km zero alla ricerca delle principali materie prime: l'orzo distico viene prodotto direttamente nei campi dell'azienda agricola Minelli che circondano il birrificio, garantendo così una corta filiera agroalimentare. Gli orzi vengono poi raccolti ed inviati per la lavorazione ad una malteria di fiducia (leader in Italia), rispettando i più alti standard qualitativi nella trasformazione del malto. Le materie prime, non reperibili nel luogo, (luppolo, lievito, zucchero etc.) al momento vengono acquistate da selezionati fornitori. Il luppolo è in procinto però di essere coltivato a Gualdo (smettendo così ordini a terzi), per rendere definitivamente locale tutta la parte fondamentale della produzione.

Il birrificio Flea produce birra utilizzando malto d’orzo e di frumento, non utilizzando altri cereali non maltati, il prodotto non viene filtrato né pastorizzato, bensì rifermentato in bottiglia con lo scopo di preservare al massimo le caratteristiche organolettiche originali della birra, senza l’aggiunta di conservanti ed additivi chimici. L’acqua, come già detto, è quella della pura sorgente di Gauldo. Per quanto riguarda lo stabilimento produttivo è di ultimissima generazione, interamente costruito in classe “A” ed è stato realizzato dall’azienda eugubina “Edilcentro” nella zona industriale sud di Gualdo Tadino. L'impianto è in grado di produrre 24 ettolitri per ciclo con una cantina di fermentazione e stoccaggio di 400 ettolitri. La capacità produttiva raggiunge i 3,5 milioni di bottiglie annue e dà lavoro a circa 10 persone. Le birre attualmente prodotte sono 4: la Lancia in stile Blanche, la Costanza, una Blonde Ale, la Federico II un’IPA e una rossa doppio malto denominata Bastola. Maria Cristina, moglie di Matteo, assicura che stanno già lavorando su una birra natalizia.

Tutti i nomi dei fermentati prodotti hanno un chiaro riferimento alle cronistorie del passato:

Birra Lancia: erede della prestigiosa aristocrazia piemontese, Bianca Lancia, fu tra le quattro mogli di Federico II, quella che, secondo la tradizione, il sovrano amò di più. La relazione tra i due fu segreta e tormentata, ma tanto profonda e appassionata da essere l'unica, almeno stando alle cronache e alle leggende popolari, a durare lungo tutta la vita dell'imperatore. Soave e gentile, Bianca fu durante la vita di Federico, una presenza sempre costante e discreta. Si dice che il matrimonio avvenne soltanto alla fine della vita della donna, al fine di legittimare la posizione e l'ascesa politica del figlio nato dalla loro unione anni prima, quel re Manfredi che Dante Alighieri descrisse come “biondo era e bello di gentile aspetto”, che fu l'ultimo sovrano svevo del regno di Sicilia (1258).
Birra Costanza: la "gran Costanza" così celebrata da Dante, “colei che fu madre dell'imperatore Federico II di Svevia”. Costanza appare a Dante nel cielo della luna e il Sommo Poeta ne evoca l'immagine regale e ne sottolinea la risolutezza nella scena politica non meno che la finezza morale. Ma Costanza è anche il nome della prima moglie del sovrano svevo: figlia di Alfonso d'Aragona, la donna portò in dote al giovane consorte l'insegnamento di una vita colta, l'esigenza di un’educazione di rango, la raffinatezza delle occupazioni e delle arti di corte. La Birra Costanza è dunque la birra delle due regine.
Birra Federico II: "lo Stupor Mundi e il primo uomo moderno assiso su un trono", il "precursore del Rinascimento": Federico II fu tutto questo e molto altro ancora. Fu uno tra i personaggi più importanti dell'età medievale, tra i pochi a segnare il corso dell'intera storia europea. Re di Sicilia, di Germania, di Gerusalemme e Imperatore del Sacro Romano Impero, Federico fu inoltre protettore di poeti ed artisti, lui stesso filosofo e letterato e fondatore della scuola poetica che diede avvio alla nostra letteratura. Il suo destino fu costantemente intrecciato con quello della penisola italiana e con quello della fedele città ghibellina di Gualdo Tadino in particolare, la cui devozione fu ricompensata dal sovrano che volle assicurarle l’avvenire, garantendole un nuovo tessuto umbro e plasmandone la storia per i secoli a venire.
Birra Bastola: strega, fattucchiera, lamia, genio malefico ed anima affatto persa. Aborrita da tutti, amata veracemente da nessuno e temuta da molti, la Bastola è il personaggio attorno al quale si sono sedimentate, nel corso dei secoli, tutte le leggende, le tradizioni ed il folclore della città di Gualdo Tadino. Le cronache medievali locali la ritengono responsabile dell'incendio che distrusse la città nel XIII secolo e dalle cui ceneri rinacque la città odierna, grazie alla benevola opera urbanistica di Federico II. Poeti, artisti, scrittori e storici hanno dipinto la Bastola alternativamente come strega, anima perduta, malvagio essere notturno, spia o seducente maliarda e ancora oggi, nella festa popolare cittadina, ne viene rievocata ogni anno la sinistra figura e la condanna al rogo.

Anche i colori delle etichette delle birre sono ispirate al territorio e alle tradizioni: sono infatti quelli dei “Giochi delle Porte” per volontà dello stesso Matteo Minelli in modo di fare di questi prodotti di alta qualità, anche un veicolo promozione per la città e i suoi antichi costumi. Per quanto riguarda i risultati, il Birrificio Flea non ha dovuto attendere molto: dopo la proposta di una nota catena di supermercati che vuole distribuire nei propri esercizi una birra creata appositamente da Flea per loro, arrivano già segnali di interesse esterni e produzione per conto terzi.

Conferenza stampa prima dell’apertura

Gualdo Tadino. L’inaugurazione del birrificio è avvenuta domenica 16 giugno 2013 alle ore 17.00 (anche se la produzione della Birra Flea era già attiva da diverso tempo) e come dichiarato dal titolare dell’azienda agricola Matteo Minelli, “siamo già sopra le aspettative, ora speriamo di continuare così”. Il sindaco di Gualdo Tadino Morroni e l’assessore Pompei hanno così voluto portare il loro saluto alla nuova azienda nel contesto delle visite alle imprese del territorio. Gli amministratori sono stati ricevuti da Minelli e dalla moglie Maria Cristina e hanno avuto modo di visionare tutte le fasi di lavorazione della nuova birra gualdese.
“È un’avventura iniziata quasi per scherzo” ha spiegato Minelli, “ho deciso di dare sfogo a una mia grande passione come la birra utilizzando i prodotti dei nostri campi e l’acqua delle nostre terre per offrire un prodotto genuino. Il nostro obiettivo è di far crescere la Flea a partire dalle nostre zone fino ad approdare al mercato estero”. Sia il nome che i colori che contraddistinguono le quattro tipologie di birra (Bianca Lancia-blu, Costanza-gialla, Federico II- verde, Bastola-rossa) rimandano alla città di Gualdo e ai Giochi delle Porte e tale scelta è stata apprezzata da Morroni che dichiara: “La Flea coniuga il futuro, in termini di innovazione e qualità, alle radici del territorio, come l’acqua e la terra, con un forte richiamo alla storia e alle tradizioni della nostra comunità”. L’amministrazione saluta con favore la nascita di questa nuova attività che testimonia il dinamismo di un giovane imprenditore gualdese che si è già brillantemente distinto in ambito nazionale ed internazionale in altri settori. Al tempo stesso tale iniziativa rappresenta un elemento importante di diversificazione con risvolti di sicuro interesse per il tessuto economico cittadino.

Inaugurazione

La presentazione ufficiale, celebrata dalla benedizione del parroco don Aldo Mataloni, è avvenuta domenica 16 giugno 2013 all'interno dello stabilimento di Gualdo Tadino alla presenza, tra gli altri, del sindaco Roberto Morroni, del presidente della Fondazione Cassa Risparmio di Perugia Carlo Colaiacovo, del presidente di Confindustria Umbria Ernesto Cesaretti, dell'assessore regionale Silvano Rometti e degli onorevoli Walter Verini, Luciano Rossi e Giampiero Giulietti, che hanno salutato con entusiasmo questo nuovo progetto imprenditoriale sottolineandone l'importanza in un momento di crisi come quello che il nostro territorio, così come l'intero Paese, sta attraversando. Il taglio del nastro è stato effettuato da Tommaso, Mattia, Matilde, Sergio e Nicolò, i giovanissimi di casa Minelli, salutati dalle tantissime persone accorse allo stabilimento per festeggiare l'inizio di questo nuovo progetto imprenditoriale, per il quale è stato fatto un investimento di circa un milione e mezzo di euro.

“Sono commosso nel vedere tutte queste persone” ha dichiarato il titolare Matteo Minelli al momento dell'inaugurazione. “Ringrazio tutti e sono felice perché, al di là del successo della nostra birra, vedere così tanta gente è motivo di orgoglio per me e per tutta la mia famiglia. Siamo qui per celebrare la nascita di questo progetto nato quasi per gioco, diventato oggi una vera realtà imprenditoriale. Per me si trattava di una passione, adesso invece è diventato un qualcosa di concreto e i meriti sono di tutta la 'squadra' che ha lavorato alla realizzazione di questa importante scommessa imprenditoriale: senza il contributo di tutti coloro che hanno lavorato al progetto, tra cui naturalmente il mastro birraio Rolando Della Sera, non avrei potuto fare nulla, anche perché si tratta di un settore che si configura al di fuori di quello in cui opera la mia famiglia. In pochi mesi è nato uno stabilimento produttivo all'avanguardia, all'interno del quale abbiamo puntato sulla qualità dei prodotti, sul rispetto per l'ambiente e soprattutto sull'amore per la propria terra: Birra Flea infatti rappresenta in primis l'amore per il territorio, non a caso il marchio richiama la bellissima rocca che sovrasta la nostra Gualdo Tadino. Abbiamo diversi prodotti e anche i colori delle etichette non nascono a caso, visto che richiamano quelli dei quattro rioni gualdesi che in settembre sono protagonisti dei Giochi delle Porte.
Anche questo per me è stato motivo di grande orgoglio, perché la nostra festa è conosciuta poco al di fuori dei confini locali, e la possibilità di poterla 'esportare' e internazionalizzare attraverso il nostro prodotto riempie il cuore a tutti noi di soddisfazione. Abbiamo puntato molto sulla qualità dei prodotti e ci siamo riusciti, ogni birra infatti nasce dalla selezione delle migliori materie prime del nostro territorio, andando quindi a garantire anche la filiera corta. Sfidando la crisi, abbiamo deciso di investire su questo progetto con grande entusiasmo, perché credo che pur tenendo presente che la situazione attuale è tutt'altro che rosea, è altrettanto vero che un po' di sano ottimismo sia fondamentale per continuare a lavorare con determinazione e garantire un futuro ai nostri figli”.

Per quanto riguarda la struttura, Minelli ha concluso dicendo: “grazie alla collaborazione con Colacem e più nello specifico con Edilcemento, è nato un birrificio all'avanguardia, interamente costruito in classe “A” e completamente autonomo dal punto di vista energetico, grazie ad uno specifico impianto fotovoltaico. Ringrazio quindi ancora una volta tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, comprese naturalmente tutte le istituzioni e in particolare, mio nonno Vittorio”.

Il mondo birraio

Rolando Della Sera è il mastro birraio voluto da Matteo Minelli per il Birrificio Flea di Gualdo Tadino (PG). Rolando è laureato in Agraria con dottorato in biotecnologie alimentari. E' stato un rappresentante di Assobirra presso il Brewing Science Group, un gruppo che accoglie tecnici, ricercatori ed esperti di birra da ogni parte del mondo. Ha svolto anche un ruolo chiave nel 2003 nella creazione del C.E.R.B. (Centro di Eccellenza per la Ricerca sulla Birra). Prima ancora di tutto questo, l'esperienza di Rolando sulla birra gli deriva dalla passione e dalle sue piccole produzioni casalinghe cominciate nel 2000 durante gli studi universitari. Dopo la laurea, trova un lavoro in questo campo presso il Birrificio San Biagio ad Assisi, dove matura e affina le proprie capacità. Qualche tempo dopo, in cerca di nuovi stimoli, lascia San Biagio e viene contattato da Matteo che lo vuole per la birra Flea. Qui, Rolando comincia alcune piccole produzioni sperimentali per verificare le intenzioni commerciali dell'Azienda e, dopo una trentina di cotte, vengono finalizzati i prodotti che troviamo oggi in commercio. Il consiglio di Rolando per chi è interessato ad allargare il proprio volume produttivo è semplice ma fondamentale: “Non crediate che anche se la birra vi viene bene in cucina con i vostri pentoloni, vi verrà subito altrettanto bene in un impianto professionale. Questo richiede tempi ed accorgimenti differenti da quelli che sono necessari in casa per poter affinare le ricette”. Ricorda che è importantissimo non “sbagliare il tiro” per quanto riguarda il dimensionamento dell'impianto in relazione alla produzione desiderata e termina raccomandando di non credere mai alle parole dei venditori di impianti professionali, ma studiare bene le caratteristiche necessarie alla propria produzione e fare le proprie scelte.

Il territorio

In Umbria nel cuore verde d'Italia sorge Gualdo Tadino, in un ambiente incontaminato dove natura, arte, storia, cultura e gusto si fondono. La città di Gualdo Tadino è situata nell’area nord-orientale dell’Umbria, in un territorio caratterizzato da zone montuose e da scenari naturali incantevoli. Le ricche sorgenti d’acqua di Santo Marzio e Rocchetta, i prati verdi della Valsorda, i panorami mozzafiato dalla cima Serrasanta, accanto alle bellezze artistiche come la Rocca Flea, la Chiesa di San Francesco ed il Palazzo del Podestà, sono i simboli di un territorio che lascia il segno nel cuore di coloro che lo scoprono per la prima volta. Gualdo Tadino si trova a due passi dalle più importanti città d’arte della regione (Assisi, Gubbio, Perugia, Spoleto, Spello, Montefalco etc.), ed è un luogo che conserva testimonianze eccellenti di epoca umbra, romana e medievale. Una città che è anche centro d’eccellenza nella produzione della ceramica artistica, la rinomata lavorazione "a lustro", resa famosa in tutto il mondo dal maestro Paolo Rubboli. Qui il tempo sembra scorrere più lento e le parole tradizione e memoria sono ancora piene di significato. Birra Flea affonda le sue radici in questa terra sapiente e ricca di valori, una terra che ha reso le sue genti operose e capaci di mettere cura e amore in ciò che prende vita dalle loro mani.

Curiosità: Giochi delle Porte

"All'imbrunire del vespro settembrino nell'Arengo Maggiore della Città di Gualdo Tadino è festa grande! Si rinnova l'antico pallium decurrendum che li abitanti de le quattro porte si contendono at honore de Sancto Michele Arcangelo patrono della città murata”.

Nei tre giorni del palio, la cittadina s'immerge interamente in un'atmosfera medievale, facendo rivivere l'antico palio di San Michele Arcangelo patrono della città. Per l'occasione, le vie si tingono dei colori delle quattro porte: San Benedetto (torre gialla in campo blu), San Donato (torre gialla in campo bianco), San Facondino (torre gialla in campo verde) e San Martino (torre gialla in campo rosso). Esse si contendono il Palio ed il privilegio di bruciare l'effigie della Bastola, la "strega", antica nemica di Gualdo, a cui è stato attribuito il terribile incendio che distrusse la città. L'organizzazione in quartieri era già evidenziata nel 1200, anche se non poteva ancora essere considerata una realtà giuridica. In seguito, intorno alla metà del XIII secolo la presenza dell'imperatore Federico II di Svevia, e di tutta la sua corte, fu determinante per la città in quanto nel 1242 fece erigere una robusta cinta muraria, che racchiudeva tutta Gualdo per ricongiungersi alla Rocca Flea. Vi erano ben 17 torri di difesa e 4 porte di accesso: Porta San Facondino, Porta San Martino, Porta San Donato e Porta San Benedetto, la cui denominazione deriva dalla presenza di altrettante chiese extraurbane corrispondenti alle porte di accesso alla città antica. Ben presto anche la città si organizzò in quartieri corrispondenti ognuno a ciascuna porta.

Ed è proprio collegandosi ai colori delle quattro porte che nascono le tipologie di Birra Flea:
Bianca Lancia, base gialla in campo blu (San Benedetto)
Costanza, base gialla in campo bianco (San Donato)
Federico II, base gialla in campo verde (San Facondino)
Bastola, base gialla in campo rosso (San Martino)