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De Ryck Steenuilke

Birrificio
De Ryck
Nazione
Belgio
Stile
Spice / Herb / Vegetable

Spice / Herb / Vegetable

I migliori esempi rappresentano un’esaltante sintesi degli aromi e dei sapori dello stile di base, con l’aggiunta di ingredienti speciali che devono caratterizzare lo stile originale senza coprirlo, ma aggiungendo complessità ed equilibrio.

Colore
Oro
Grado alcolico
6.5%
Pinta Bicchiere consigliato
Pinta
PRODOTTO PREZZO iva inc. QUANTITÀ
De Ryck Steenuilke 33cl De Ryck Steenuilke 33cl
3,20 €
piu
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De Ryck Steenuilke 33cl De Ryck Steenuilke 33cl - Cartone da 24 bottiglie
72,00 €
a bottiglia € 3,00
In arrivo

Caratteristiche e degustazioni

Tipo di fermentazione Alta fermentazione   Voto RateBeer 3.16 / 5
Voto Beer Advocate 3.33 / 5   Stile Spice / Herb / Vegetable
Temperatura di servizio 6/8°C   Formati disponibili Bottiglia 33cl
Vincitrice della medaglia d'argento al European Beer Star 2011 nella categoria Belgian Style Ale. Steenuilke, è una birra bionda, realizzata in collaborazione con il RLVA e con il supporto del Project Leader per sostenere la salvaguardia del gufo, come si evince dall'etichetta. L'apporto di una curata selezione di erbe che crescono nelle Ardenne fiamminghe, le dona un aroma gustosamente speziato.

Prodotti consigliati

Nazione
Belgio
Regione/città
Fiandre Occidentali / Herzele
www
www.brouwerijderyck.be

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Settembre 2013

Tutto è cominciato nel 1886, quando Gustaaf de Ryck acquista una piccola e vecchia fattoria, di fronte alla chiesa, nel villaggio di Herzele (un Comune belga situato nella provincia fiamminga delle Fiandre Occidentali) per l’irrisoria somma di 5000 franchi belgi, l’equivalente oggi di soli 124 euro. All’inizio raccoglie alcune attrezzature sgangherate e costruisce una fabbrica di birra più funzionante per hobby che per altro. Non era del tutto sicuro di quello che stava facendo ma la gente del posto era alla ricerca disperata di un po’ di birra decente, così fece i bagagli e partì per la città di Brema, in Germania. A quel tempo non c'erano scuole che insegnavano la produzione di birra in Belgio e quindi aveva bisogno di viaggiare per imparare l'arte birraia. Tornò presto con vasche, attrezzature e bollitori che gli permisero di ristrutturare la birreria e creare la sua prima birra: De Gouden Arend (L' Aquila d’Oro), così chiamata in onore del simbolo della Germania. Le cose sono andate molto bene fino alla prima guerra mondiale, quando le forze tedesche hanno occupato il Paese e sequestrando tutte le attrezzature hanno costretto la birreria a chiudere. Nella città di Herzele vi era un altro birrificio che al tempo era stato ufficialmente autorizzato a continuare la produzione. Questo ha dato agli altri produttori di birra in città, De Gouden Arend e De Smet, l'occasione per continuare la fermentazione, almeno su piccola scala, utilizzando attrezzature di Dooreman. Una volta finita la guerra, Gustaaf era determinato a reinventare e ricostruire la fabbrica di birra e lo ha fatto subito liberandosi del collegamento con la Germania che aveva quasi rovinato il suo sogno.

Ha scelto di intitolare la fabbrica di birra nel 1920 a se stesso e da questo giorno questa piccola realtà a conduzione familiare è conosciuta come “De Ryck”. Viene brassata una nuova birra ambrata chiamata “Special De Rick” prodotta solo con 4 ingredienti puri: luppolo, malto, lievito ed acqua ed ancora oggi viene prodotta in questa maniera. Quando Gustaff muore nel 1965, suo figlio Clément e le sue due figlie continuano il lavoro della sua vita. Successivamente sono i cugini Gustaaf Jr. e Paul De Ryck a prendere le redini dell’azienda.

A loro si devono, nel 1986, la nascita di due nuove birre per festeggiare l’anniversario del centenario di questa Brewery: una Pale Ale di Natale dal colore rosso, densa e con un aroma ed un gusto agrumato, speziato e luppolato e una Sour Red / Brown Ale dal colore marrone scuro caratterizzata da un profumo e sapore di malto tostato e da una leggera acidità. Quest’ultima birra venne chiamata “Rochus” in onore di San Rocco che ha guarito miracolosamente molta gente durante la peste in Belgio. Nel 2006, dopo 120 anni e quattro generazioni, la direzione della brewery passa ad una donna: Anne De Ryck, uno dei pochissimi produttori di birra donna in Belgio e nel mondo. Nel 2009 viene brassato un nuovo fermentato chiamato “Steennuilke” (civetta) in collaborazione con il consiglio regionale per la conservazione del paesaggio. Questa fabbrica di birra, da sempre legata al territorio, sostiene questo progetto mirato al mantenimento, nel territorio dell’Ardenne, del gufo e della civetta importanti per preservare la biodiversità di quella zona. Il processo prevede il collocamento di una numerosa serie di piccole scatole di legno (come dei nidi) sugli alberi della regione, per favorirne la nidificazione.

Nel 2011 per celebrare il 125° anniversario nasce la Gouden Arend 125 years, chiamata anche Golden Eagle, una birra in stile Abbazia / Tripel in edizione limitata, dal colore dorato e dal carattere deciso, omaggio al fondatore Gustaaf De Ryck che ha all’inizio chiamato questa Brewery “The Gouden Arend”. De Ryck è una fabbrica di birra che presta particolare attenzione alle proprie produzioni e le gestisce con molta cura ed affetto con un occhio particolare alla selezione delle materie prime. L’azienda è ovviamente ricca di tradizioni ma riconosce anche la necessità di tenere il passo con i mercati mutevoli.

Fino a non molto tempo fa hanno distribuito la loro birra solo a livello regionale per lo più in bar, pub e locali, ma un calo generale di vendita in Belgio li ha costretti ad alcuni cambiamenti. Una buona percentuale è ora imbottigliata e distribuita in Italia, Spagna, Francia, Stati Uniti e nel Regno Unito. De Ryck produce 11 birre, un numero impressionante considerando le sue piccole dimensioni e il personale che vi lavora (4 persone). Alcune produzioni sono volte a soddisfare il palato tradizionale (la Special De Ryck, la “Christmas Pale Ale” invernale, la Steenuilke, la gamma Arend, Blond, Dubbel, Tripel e Winter e la Gouden Arend 125 anni), altre come la Kriek Fantastiek, la Jules de Kriek e De Bananes, sono Fruit Beer. Anche se alcuni intenditori di birra, radicati alle tradizioni, potrebbero storcere il naso all'idea di queste ultime produzioni (Fruit Beer), la motivazione di De Ryck è sensibile e anche pensata per il futuro. Anne de Ryck afferma: “l’azienda mira ad un pubblico specifico con l’obiettivo di far avvicinare le giovani donne al mondo della birra, l'idea è quella di produrre un fermentato con una dolcezza che i giovani possono apprezzare ma anche con un sapore che può influenzare le loro papille gustative indirizzandoli poi ad apprezzare il gusto della vera birra”.

Premi e riconoscimenti

La Special de Ryck ha vinto due volte la medaglia di bronzo, nel 2006 e nel 2008 al “World Beer Cup” negli Stati Uniti, nella categoria Belgian Pale Ale .
La Steenuilke ha vinto la medaglia d’argento “all’European Beer Star 2011” nella categoria Belgian Ale.
L’Arend Tripel è stata insignita della medaglia d’oro all’European Beer Star nel 2008, tenutosi in Germania, come miglior Tripel belga. Nel 2011 nello stesso concorso si è aggiudicata la medaglia di bronzo.

Visita alla brewerij

La De Ryck propone visite guidate, dalla durata circa di due ore, su appuntamento, tutti i giorni per gruppi minimo di 15 persone in lingua olandese, inglese, francese e tedesco al costo di 6 Euro. La seconda domenica di Settembre, ogni anno, viene organizzato l’Open Day e il primo sabato di Ottobre insieme con la città di Herzele e la Van Den Bossche Brewery organizzano una grande festa.

Il Posto di una donna è in un birrificio

Molti considerano Anne De Ryck della Brouwerij De Ryck una figura pionieristica. Lei è una delle poche produttrici di birra in Belgio e nel mondo ed ha affrontato e vinto molte sfide in questo settore dominato dagli uomini. Anne è una donna minuta e senza pretese e come lei dice, dedicarsi alla produzione di birra è stata una scelta facile: ha sempre sognato di fare questo, con grande disappunto di suo padre. 30 anni fa per una ragazza mettersi a studiare come produrre la birra era un’impresa ardua ma i tentativi del padre di dissuaderla le hanno, al contrario, dato la forza per continuare. La stessa dichiara: "quando un genitore dice a un bambino che non può fare qualcosa, il bambino la farà di sicuro".