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Nazione
Italia
Regione/città
Umbria / Gualdo Tadino
www
www.birraflea.it

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Ottobre 2013

Ci troviamo nel territorio gualdese e precisamente a Gualdo Tadino, in provincia di Perugia. Questo immenso patrimonio italiano è sempre stato famoso a livello internazionale per la produzione della ceramica. I rigogliosi boschi dell’Appennino fornivano legname per alimentare le numerose fornaci, i torrenti azionavano i mulini che macinavano gli elementi necessari per gli smalti e dalla cava di Monte Fringuello si otteneva l’ossido di ferro. Nell’Ottocento, con il forte incremento della produzione di ceramica, si assiste ad un fenomeno che muterà decisamente il destino ceramico di Gualdo Tadino e che determinerà la sua fama nel mondo. Tornando ai giorni nostri e precisamente a Domenica 16 giugno 2013, anche se la produzione era già attiva da diverso tempo, si unisce a questa nostra grande ricchezza, la nascita di una nuova realtà nel panorama brassicolo italiano. Si chiama Birra Flea e germoglia, come un fiore in primavera, dopo una leggera pioggia, dalla passione e dall'inventiva di Matteo Minelli che, nel suo progetto imprenditoriale, ha saputo legare la nascita di questa birra alle risorse storiche del suo paese d’origine. E’ in loco difatti, a Gualdo Tadino, un’acqua sorgiva assai conosciuta e diffusa a livello nazionale con un popolare marchio: questo è uno dei cardini attorno a cui ruota l'intera filosofia e produzione del birrificio. Offrire un prodotto di qualità, generato dall’amore per la propria terra e nel rispetto dell’ambiente, è la missione di Birra Flea. Gualdo Tadino e l’acqua hanno un legame antico ed indissolubile a cominciare dalla denominazione stessa della Rocca Flea, che da sempre, domina dall’alto il centro urbano, così chiamata perché costruita non lontano dalle sorgenti del fiume Fleo o Flebeo, nel cui nome si rintraccia la parola φλέψ, φλεβός usata dagli storici e geografi greci per indicare le vene d’acqua. Proprio qui, dalle parti della Rocca Flea, si trovò a passare intorno al 1242, negli anni dell’opposizione al papato, l’imperatore Federico II e vi trovò la fedele città ghibellina di Gualdo prostrata dopo il terribile incendio che ne aveva distrutto il precedente abitato.

Commosso dalle sorti della città alleata, il sovrano volle dare un segno della sua munificenza, dotandola di una cinta muraria difensiva e restaurando la Rocca, ponendo con le proprie mani la prima pietra. E inoltre “cavalcando in giro per il territorio, seminò con le sue mani frumento, orzo, spelta, fave, miglio e altre essenze, chiedendo a Dio onnipotente che facesse crescere il castello e moltiplicasse la sua popolazione e si degnasse di assicurare cibo ed ogni bene e sicurezza come impegno eterno” (Chronicon). Dalle rinomate acque di Gualdo Tadino e dai semi gettati secoli fa dall’imperatore Federico, nasce oggi la Birra Flea. Matteo Minelli, legato da sempre alle tradizioni, ritiene di essere debitore, nei confronti della popolazione locale, che offre una soluzione a km zero alla ricerca delle principali materie prime: l'orzo distico viene prodotto direttamente nei campi dell'azienda agricola Minelli che circondano il birrificio, garantendo così una corta filiera agroalimentare. Gli orzi vengono poi raccolti ed inviati per la lavorazione ad una malteria di fiducia (leader in Italia), rispettando i più alti standard qualitativi nella trasformazione del malto. Le materie prime, non reperibili nel luogo, (luppolo, lievito, zucchero etc.) al momento vengono acquistate da selezionati fornitori. Il luppolo è in procinto però di essere coltivato a Gualdo (smettendo così ordini a terzi), per rendere definitivamente locale tutta la parte fondamentale della produzione.

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