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Caos

Birrificio
Birra del Borgo
Nazione
Italia
Stile
Sour / Wild Ale

Sour / Wild Ale

La presenza di batteri lattici ed acetici in fase di fermentazione e stagionatura dona a queste birre un’acidità variabile. Paragonabili alle Lambic, la cui fermentazione però, è del tutto spontanea. Spesso sono invecchiate in botti.

Colore
Dorato carico
Grado alcolico
5.8 %
Calice a tulipano Bicchiere consigliato
Calice a tulipano
PRODOTTO PREZZO iva inc. QUANTITÀ
Birra del Borgo Caos 75cl Caos 75cl
19,90 €
In arrivo
Birra del Borgo Caos 75cl Caos 75cl - Cartone da 6 bottiglie
113,40 €
a bottiglia € 18,90
In arrivo

Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Amaro   Tipo di fermentazione Fermentazione spontanea
Voto RateBeer 3.25 / 5   Voto Beer Advocate 87 / 100
Stile Sour / Wild Ale   Temperatura di servizio 8/10°C
Formati disponibili Bottiglia 75cl
La Caos è una vecchia conoscenza nel mondo Birra del Borgo. Nasce come la sorella dell'Equilibrista, utilizzando il 60% di mosto di Duchessa e il 40% di mosto di Malvasia della Tenuta di Bibbiano. Come la sorella maggiore, viene lavorata con il procedimento del metodo classico.

Prodotti consigliati

Nazione
Italia
Regione/città
Lazio / Borgorose
www
www.birradelborgo.it

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Ottobre 2013

A Borgorose (u Bùrgu, in dialetto locale), un paesino in provincia di Rieti, situato nella regione Lazio al confine con l’Abruzzo alle spalle della riserva del Parco Naturale dei Monti della Duchessa, in una vallata sfavillante e silenziosa, troviamo una delle birrerie artigianali più famose d’Italia attiva dal maggio 2005. Il suo nome è Birra del Borgo ed insieme a Baladin può essere enumerata tra i più importanti microbirrifici della nostra penisola. Il suo papà si chiama Leonardo Di Vincenzo. Leonardo di nome e di fatto. Che all’anagrafe Di Vincenzo si chiami proprio così non ci sono dubbi, ma non ci sono nemmeno incertezze sull’ingegnosità e sul talento di questo ragazzo “rapinato” al successo universitario e “donato” al mondo della birra.

Tutto cominciò come un gioco casalingo, ma con il passare del tempo diventò sempre più un lavoro e sempre meno un hobby. “Quando doveva macinare il malto coinvolgeva tutta la famiglia” ricorda Tonino, suo padre “ad ognuno il suo macinino, la terrazza di casa era diventata la sua sala di cottura”. Stiamo percorrendo gli anni in cui Leonardo frequenta la facoltà di bio-chimica all’università della Sapienza di Roma e tutta la famiglia lo vede avviato verso una sfavillante carriera universitaria.
Ma al destino, soprattutto ai suoi segnali, è difficile sottrarsi. I laboratori della facoltà, dove Leonardo persiste a lavorare anche durante il dottorato di ricerca, sono stati predisposti all’interno del vecchio stabilimento della birra Wührer. Inoltre, durante il periodo estivo, con la scusa di partire per delle vacanze studio, in realtà, se ne va in giro per l’Europa a conoscere mastri birrai con cui condividere la propria passione ed apprendere e ad affinare le varie tecniche di produzione.
Nella ricerca dei vari stili pone particolare attenzione a quelli inglesi, belgi e tedeschi. “Un anno ho passato un’intera estate a spostare secchi dalla mattina alla sera in un birrificio di Tristen, un paesino tedesco al confine con la Repubblica Ceca. Ma le birre più interessanti le ho assaggiate in Inghilterra: le Real Ale, una vera e propria rivoluzione culturale rispetto all’idea più comune di birra in Italia, poco carbonate, molto corpose e tutte con sentori fruttati seducenti” dichiara Leonardo.

La passione e la smania sono sempre più forti, così comincia a cercare delle attrezzature professionali. Girando per vari fornitori conosce Mike Murphy, il responsabile del birrificio artigianale Starbess di Roma. I due diventano subito buoni amici e nel 2003 Mike gli chiede di sostituirlo per un periodo nella veste di birraio. “Il birrificio era piccolo ma affascinante, quasi mistico” ricorda Leonardo. “Per 8 mesi sono stato libero di spaziare su produzioni più ampie dei miei 30 litri casalinghi. Da quell’esperienza ho preso il coraggio per lanciarmi nel mio progetto: la Birra del Borgo”.
Quando espone i suoi propositi alla famiglia: l’abbandono della ricerca accademica e la decisione di dedicarsi pienamente alla sua passione, all’inizio tutti rimango stupefatti, sbigottiti e disapprovano l’idea. Ma la fermezza e sincerità di Leonardo, piano, piano convincono tutti. Addirittura lo zio individua lo stabilimento adatto e la zona, Borgorose, dove in seguito Leonardo prenderà anche moglie. Il babbo Tonino, dopo aver messo da parte la comprensibile rabbia iniziale, acconsente a prestargli qualche soldo per avviare l’attività.
Nasce così, nel 2005, Birra del Borgo e i suoi primi fermentati, la ReAle, la DucAle e la Duchessa, che avranno un grande successo e faranno conoscere l’azienda in tutto il mondo. Nel 2007 il birrificio continua a crescere e a maggio di questo stesso anno, festeggia per la prima volta in via ufficiale il suo compleanno con il “BdB Day”. Il 2007 è anche l'anno di nascita del “Bir & Fud di Trastevere, il primo locale che ha portato a Roma un'idea diversa su come e perché bere birra accostata al cibo. Insieme a Manuele Colonna ed altri amici, Leonardo ha voluto dimostrare che il classico binomio "pizza e birra" poteva trovare un nuovo significato, accostando birre artigianali ad ottime pizze fatte a regola d'arte e ad altri piatti realizzati in modo semplice ma attento.

Nel 2009 viene inaugurato il nuovo birrificio di Spedino, poco distante da quello già esistente che resta attivo con la funzione di laboratorio per le sperimentazioni e i progetti più folli. Nello stesso anno, in collaborazione con l'amico Teo Musso di Baladin e altri soci, apre “l'Open Baladin” a Roma, a due passi da Campo de' Fiori. Non un semplice pub, ma una vera e propria "casa della birra", dove è possibile farsi una cultura, degustando le migliori birre artigianali italiane e straniere insieme a piatti fatti a regola d'arte, curati dallo chef Gabriele Bonci. Qui potrete trovare tutte le birre create da Birra del Borgo, compresa qualche chicca prodotta in edizione limitata.

Nel 2011 Birra del Borgo vola oltreoceano sempre insieme a Teo Musso e stavolta anche con la collaborazione di Sam Calagione, birraio dello statunitense Dogfish Head. Viene inaugurata una birreria / brewpub all'ultimo piano di Eataly (NY), una catena alimentare di punti vendita di medie e grandi dimensioni specializzati nella somministrazione di generi alimentari tipici e di qualità in piena Manatthan. I newyorkesi impazziscono per le birre artigianali made in Italy e soprattutto per quelle realizzate all'interno del locale: scoppia ufficialmente la “BdBmania” anche negli States!
Intanto, in Italia, il nuovo birrificio si amplia, con nuovi tini di fermentazione e una nuova linea di imbottigliamento. All’interno dell’azienda trova spazio anche un laboratorio per il controllo della qualità, il cui scopo è monitorare l'intera produzione di Birra del Borgo, analizzando ogni lotto durante e dopo la fermentazione per assicurarsi che il risultato finale sia quello desiderato. Tutte le birre prodotte vengono sottoposte anche ad analisi sensoriale da parte dei membri dello staff ed assaggiatori esterni. Altro obiettivo fondamentale del laboratorio è lo studio dei diversi step del processo di fermentazione e l'individuazione di ceppi autoctoni di lieviti per rendere le birre ancora più uniche.

  

La sala di cottura da 25 hl e gli ampi spazi a disposizione nel nuovo birrificio di Piana di Spedino, che affianca quello storico di Colle Rosso hanno permesso di aumentare la produzione fino a 10.000 ettolitri l’anno. Fondamentale è anche la cantina da 1300 ettolitri. La linea di produzione di Birra del Borgo è molto varia ed originale e fa spesso ricorso a materie prime locali. La birra Duchessa, ad esempio, prende il nome dal farro utilizzato durante la cottura, coltivato tradizionalmente nel territorio del Parco Naturale dei Monti della Duchessa. Per la produzione della birra Genziana viene utilizzata l’omonima radice raccolta e lavorata dalla cooperativa locale Micillo. Alcune birre sono prodotte tutto l’anno, altre sono legate alla stagionalità dell’ingrediente principale; è il caso della Genziana.
L’influenza della coltura brassicola inglese e belga è evidente in quasi tutte le birre realizzate, ma molte produzioni sono anche dettate dall’estro del momento di Leonardo, come ad esempio la “Sedicigradi”, un Barley Wine con 16° vol., la Rubus prodotta con lamponi freschi, l’Equilibrista, creata con il  50% di mosto di birra e il 50% di mosto di Chianti, la Keto RePorter, una Spice/Herb/Vegetable a cui vengono aggiunte foglie di tabacco Kentucky Toscano utilizzate per i celebri sigari nazionali, oppure l’Etrusca, “archeobirra” come si presume potessero berla gli Etruschi.

Tanti i premi e i riconoscimenti nazionali ed internazionali, la Re Ale Extra, ad esempio, ha ottenuto la medaglia d’oro al “Mondial de la Bière di Montreal”, mentre l’azienda si è aggiudicata il premio “2000-2009, dieci anni di qualità assieme”, assegnatogli in occasione del decennale di Slow Food Lazio. Alcune persone hanno una passione così grande da riuscire a trasmetterla con un semplice sguardo, Leonardo Di Vincenzo è tutto questo e molto altro ancora. Dopo 8 anni, nonostante abbia raggiunto un successo internazionale, persiste a mettersi alla prova, vivendo ogni sfida con il medesimo ardore che anni fa lo ha spinto a realizzare questo grande sogno chiamato: Birra del Borgo.