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Volpina

Birrificio
Birra Amarcord
Nazione
Italia
Stile
English Scottish Strong Ale

English Scottish Strong Ale

Questa classe generica ha un’ampia gamma d’interpretazioni e racchiude birre forti ma non torrefatte delle isole britanniche. Sfoggiano un grado alcolico rispettabile che dona calore, un gusto evidente di malto, aromi fruttati e di caramello. Sono tradizionalmente rifermentate in bottiglia e maturate a lungo.

Colore
Rosso rubino
Grado alcolico
6.5 %
Pinta Bicchiere consigliato
Pinta
PRODOTTO PREZZO iva inc. QUANTITÀ
Volpina formato da 50cl Volpina 50cl
3,30 €
piu
meno
Volpina formato da 50cl Volpina 50cl - Cartone da 12 bottiglie
37,20 €
a bottiglia € 3,10
piu
meno

Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Amaro   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Voto RateBeer 2.91 / 5   Voto Beer Advocate 3.21 / 5
EBC 40   Stile English Scottish Strong Ale
IBU 24   Frizzantezza (CO2 g/l) 5.5
Temperatura di servizio 6/7°C   Formati disponibili Bottiglia 50cl

Fellini indubbiamente era un regista che aveva il genio per le caratterizzazioni dei personaggi. La Volpina non faceva eccezione. Le cromie si riverberano nella birra, anch’essa ambrata con dei riflessi che ricordano la coda della volpe. Gli sguardi della Volpina personaggio, puerilmente lascivi, eguagliano l’equilibrio gustativo di questa doppio malto dalle tinte cariche e dalle conseguenze irresistibilmente paonazze.
Il mastro birraio di Amarcord deve aver visto il film decine di volte e deve aver studiato il mito riminese fin nei minimi dettagli della sua maestria di regista. Professionisti tutti e due. Fino in fondo. Fortunato chi si vede il film mentre assaggia i vari personaggi. Pardon, le varie birre.
La schiuma ha ricordi fulvi e presenta caratteristiche di base notevoli sia per quanto riguarda la finezza, sia per la densità, nonché per l’aderenza e la persistenza. L’aspetto evidenzia una birra chiara, tendente al limpido, per via di una filtrazione appena accennata che pur tuttavia le dona un aspetto artigianale. Ambiguamente bello è il suo color ambrato, che sembra strizzare l’occhio al consumatore.
A seconda di come si gira il bicchiere le sue prospettive cromatiche cambiano e i riflessi passano dal ramato al fulvo, dall’oro antico al bronzo. Discreta l’intensità olfattiva. Elegante la sua finezza olfattiva, tipica delle birre ad alta fermentazione, che evidenzia un caramello assai dolce e persistente. Note di fragola e di affumicato rendono vieppiù composito il profilo olfattivo della Volpina. Di seguito sentori vegetali leggermente pungenti (l’aromatico luppolo Saaz?) compiono una virata sulla birra. Al palato si rivelano e persistono sia il caramello dolce (toffee) sia l’amaro di doppia provenienza, luppolo e malti tostati.
L’amaro è molto fresco, quasi balsamico, e dà sensazioni fresche come fosse mentolo. Il luppolo boemo dà bella prova di sé. Sembra addirittura liberare le vie respiratorie. Al palato con l’andar del tempo le note amare si trasformano in sentori decisi di amaretto, punta dell’iceberg di varie sollecitazioni olfattive basate sulla frutta secca.
La frizzantezza risente di un contenuto alcolico di una certa importanza, 6,5 gradi alcolici in volume, che modellano un bel corpo (come quello della Volpina personaggio) ma tolgono un’anidride carbonica troppo vivace. L’amaro della Volpina emerge in tutta la sua possanza e riesce ad equilibrarsi con i vari tipi di malto usati. L’equilibrio gustativo è buono e si avvale di molti coprotagonisti per trovare il bilanciamento più consono. Abbastanza ricca di retrolfatto, la Volpina è una birra ad alta fermentazione che tende a tenere la tensione altrettanto alta. E non è tutto: neanche a farlo apposta la sua persistenza (retrolfattiva) è lunga.


ABBINAMENTI GASTRONOMICI:
Accidenti, siamo in Romagna! Come non toccare il tasto del pesce, nelle cui ricette si percepisce un tocco di pungente se non addirittura di piccante, evidente avanguardia dei sapori del centro-sud? Al vertice di questa cucina marinara vi è il brodetto, che trasuda pomodoro scarlatto, è forte per l’abbondanza di aceto che lo ha irrorato ed è nero per il pepe che lo stuzzica.
Proprio come lo si cucinava sui pescherecci. Ideale per una birra tentatrice e di corpo come la Volpina. E a chi non va di abbinare il pesce con la Volpina? Un classico è rappresentato dai fagioli con le cotiche, corpo e consistenza erotica garantiti. Se proprio vi accontentate di un panino andate sulla classica Mortadella Igp o, se siete in Romagna, degustate la Volpina con un po’ di Coppa di Testa, prodotto tipico delle colline romagnole, ideale sia come gusto sia come corpo per la nostra inarrivabile Volpina.

Prodotti consigliati

Nazione
Italia
Regione/città
Emilia Romagna / Rimini
www
www.birraamarcord.it

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Aprile 2013

Siamo agli albori della Storia delle birra artigianale in Italia.
Attorno a un tavolo di una birreria di Rimini si trovano un gruppo di amici, da sempre robusti bevitori di birra ma anche buoni esperti della maltata bevanda. No, non volevano cambiare il mondo come gli amici della canzone di Gino Paoli.

Sull’onda dei primi entusiasmi suscitati dai micro birrifici italiani volevano semplicemente cominciare a produrre birra anche loro. Non una birra qualunque, ma una serie di birre che richiamassero i caratteri della loro terra, la Romagna.

E chi più di Fellini, il mitico regista riminese, poteva ispirarli?
E quale altro film poteva essere preso come modello se non il celeberrimo  ‘Amarcord’?

Il titolo di questa pluripremiata pellicola, che in dialetto romagnolo significa ‘mi ricordo’,  diventa dunque il leit-motiv di tali birre artigianali, le cui caratteristiche rappresentano vari  personaggi del film, tutti femminili. 

In fin dei conti il Grande Maestro Federico era un  virilissimo tombeur des femmes, per cui non si poteva essere tacciati di maschilismo se si dedicavano le birre ad altrettante protagoniste del film. E così è stato.

Dopo inizi esaltanti ma avventurosi, ecco che nel 2002 un rinomato Mastro birraio, dopo aver maturato significative esperienze in birrerie italiane e tedesche, rileva il marchio ‘Amarcord’ da questa birreria di Rimini e apre i battenti nella Repubblica di San Marino, dotando l’unità produttiva di tecnologie brassicole all’avanguardia.
L’idea è di essere in pole position tra i produttori italiani di birra artigianale e di distribuire i prodotti di Amarcord fra i locali birrari specializzati, basandosi su un’accurata selezione di malti d’orzo e di tipi di luppolo nonché naturalmente dei lieviti. Il successo non può mancare anche perché il mercato delle birre artigianali si fa ogni anno di più ampio e i suoi adepti aumentano in numero e in consumi.

Ogni successo è sempre benvenuto, ma quando cresce a dismisura risulta un problema gestirlo. Ed ecco che per potenziare la produzione delle birre Amarcord bisogna trasferirsi dove ci sia più spazio. La scelta cade su di un terreno di Apecchio, un comune marchigiano in provincia di Pesaro-Urbino, dotato di un’acqua pura e ideale per la produzione della birra.
Una volta trovata la fonte d’acqua giusta per una produzione birraria di qualità, va da sé che gli altri ingredienti rimangano al top qualitativo, per cui oggi ad Apecchio viene brassata una gamma di birre adatte non solo per il mercato in generale ma anche per il consumatore più sofisticato, smaliziato e giustamente esigente.