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Audace

Birrificio
32 Via dei Birrai
Nazione
Italia
Stile
Belgian Strong Ale

Belgian Strong Ale

Effervescenti, complesse e con un’anima terribilmente forte. I toni sono possenti: profilo aromatico e gustativo sempre molto ricco di frutta, malto, miele, zucchero candito e lievito. Finale asciutto ed elegantemente amaro.

Colore
Giallo paglierino
Grado alcolico
8.4 %
Calice a tulipano Bicchiere consigliato
Calice a tulipano
PRODOTTO PREZZO iva inc. QUANTITÀ
Audace formato da 75cl Audace 75cl
8,90 €
piu
meno
Audace formato da 75cl Audace 75cl - Cartone da 6 bottiglie
51,60 €
a bottiglia € 8,60
piu
meno

Caratteristiche e degustazioni

Gusto prevalente Acidulo   Tipo di fermentazione Alta fermentazione
Voto RateBeer 2.96 / 5   Voto Beer Advocate 3.12 / 5
Attenuazione 2   Sottostile Belgian Strong Amber Ale
Stile Belgian Strong Ale   Acidita (pH) 3.98
Frizzantezza (CO2 g/l) 4.8   Temperatura di servizio 10/12°C
Formati disponibili Bottiglia 75cl

Nome da ventennio fascista per una birra che ricalca pedissequamente uno degli stili più tipicamente belgi che esistano: le Blondes Fortes, internazionalmente note come Strong Golden Ale, una tipologia che vanta quasi un secolo e che ha nella Duvel la sua capostipite storica. L’audacia riguarda ovviamente la titolazione alcolica, che nel nostro caso ammonta a 8,4 gradi in volume. L’Audace rientra in quella serie di prodotti che ricordano il Diavolo e le altre birre sataniche e che si rifà alla credenza medievale del Demonio in gonnella, della donna bionda e formosa che induce in tentazione e spesso seduce il mortale peccatore ammaliato dalle sue stuzzicanti lusinghe. Il parallelismo con una bella birra dorata e forte è evidente, il risultato lo si lascia all’immaginazione.
In effetti il corpo (della birra) è assertivo ma non ai massimi livelli, per cui anche nell’Audace si rivela la tendenza belga a un’attenuazione alta. E la birra va giù con grande facilità. Birra traditrice come la donna nella tradizione cristiana medievale. Il peccatore (leggi consumatore) ha però tutte le ragioni per bere fino in fondo questo amaro (perché luppolato) calice: l’Audace ha tanti di quegli argomenti da essere agevolmente paragonabile alla divina Marilyn in ‘Mi sento tutta bionda’.
La schiuma è candida, fine, aderente e persistente. L’aspetto è dato della velatura conferita dai lieviti in sospensione in quanto l’Audace è rifermentata in bottiglia. Non eccezionale l’intensità olfattiva ma di grande livello la finezza olfattiva. Al naso si sviluppa un intenso e fragrante floreale a cui fanno da damigelle d’onore un doppio fruttato: esotico e di frutti gialli. L’aroma di pesca dà sullo sciroppato. Un leggero acidulo proviene da un indistinto agrumato che poi si trasforma in mela rossa. Non mancano i fenoli legati alla mandorla, che si evolve in marzapane. Un concerto di profumi raramente riscontrabile.
Al palato l’etilico indulge un po’ per poi liberare una freschezza agrumata d’arancia. Nel finale note di frutta secca, prevalentemente noce. Data la sua gradazione alcolica la frizzantezza è piuttosto carente ma il corpo invece invita ad alzare il gomito reiteratamente. Le sensazioni amare sono piuttosto evanescenti e l’equilibrio gustativo si regge sulla consistente presenza dei malti e sulla freschezza acidula data dall’agrumato. In bocca comunque l’Audace dona sensazioni altamente positive per quanto riguarda la complessità e la piacevolezza al palato, anche se non molto persistenti.


ABBINAMENTI CONSIGLIATI:
Per abbinare con buona possibilità di successo l’Audace bisogna tener presente sia la sua struttura sia il suo alto tenore alcolico che privilegia il gusto dolce. Cibi pertanto di buon corpo ma di gusti non troppo assertivi. Noi abbiamo provato un umido in dolceforte, una preparazione dolce e sapida che accanto agli ingredienti normali per un umido accoglie cioccolato amaro miele, pinoli, uvetta, cedro candito, chiodi di garofano e cannella.
L’umido può essere di lepre o di cinghiale. Anche la lingua di bue però non è da trascurare. Se però volete rimanere sul tradizionale andate sulle torte rustiche, dalla Pasqualina a tutte quelle straordinarie farciture con ricotta e verdure che la nostra cucina regionale possiede.

Prodotti consigliati

Nazione
Italia
Regione/città
Veneto / Onigo di Pederobba
www
www.32viadeibirrai.it

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Aprile 2013

Fabiano, Loreno e Alessandro formano una triade destinata ad avere più successo del triumvirato di Roma (Cesare, Pompeo e Lepido). Il tutto però avviene pochi anni fa.
E’ il febbraio 2006 allorché cominciano i lavori in Via Cal Lusent a Pederobba nel Trevigiano. Il tutto è improntato alla massima razionalità, sia l’accesso dei fornitori, sia le abitazioni dei soci, sia la presenza di acqua di grande qualità, sia l’eventualità di ampliamento della struttura.
Loreno che si occupa della parte commerciale ha già insieme con Fabiano un pacchetto clienti che consente un inizio con un minimo di agio.

Prima della fondazione di 32 Via dei Birrai Fabiano produceva anche in fusto e a bassa fermentazione ma in seguito, per semplificare la logistica, viene deciso di puntare sulla bottiglia e su un solo formato, il 75 centilitri. La scelta è dovuta anche al fatto che la distribuzione delle birre artigianali spinge la bottiglia piuttosto che il fusto.

La prima birra immessa sul mercato è l’Audace, la cui ricetta era già stata sperimentata con successo. Correva il mese di giugno del 2006.

In seguito vengono prodotte Oppale e Curmi. Il mercato chiede prevalentemente birre chiare e pertanto la produzione vi si adegua. Curmi è la versione di casa 32 delle Blanche.
Rispetto alla classica Hoegaarden Curmi ha più alcol e più corpo in quanto destinata alla ristorazione e quindi per avere più struttura.
Oppale crea grande entusiasmo in sala cottura e Fabiano ed Alessandro la battezzano ‘birra per i veri bevitori di birra’. Amaro, aroma e malto si alternano in complessità e creano una birra che si distingue per la sua aggressività.

La birreria investe ogni anno in tecnologia per innalzare la qualità e in Fabiano ed Alessandro c’è la ricerca della birra ideale.
I consumatori dicono la loro ma l’incrollabile fede nella loro capacità di brassare in un certo modo fa sì che da Via dei Birrai esca un prodotto fortemente voluto dalla produzione che non vuole cedere alle lusinghe di birre troppo facili, addirittura scontate.
La cosa più difficile è mantenere la costanza della qualità produttiva perché nel campo delle artigianali su questo punto bisogna ancora lavorare parecchio.

Loreno imposta il marketing con gadgets sempre nuovi per stimolare la mente dei consumatori.

Per celebrare il primo lustro dell’attività viene creata la 3+2, aromaticamente posizionata tra la Curmi e l’Audace.
Per la prima volta viene usata la bottiglia da mezzo litro. La sperimentazione non esiste solo in sala cottura.

Fabiano Toffoli Loreno Michielin Alessandro ZilliMauro Gajo

Certificazione slowBREWING

32 Via dei birrai è Socio di “slowBREWING – Das Brauen mit Zeit für Geschmack e.V.” e si sottopone, per potersi fregiare del Certificato di Qualità slowBREWING, ai rigidissimi criteri qualitativi di tale Associazione, continuamente ed integralmente verificati e controllati da istituti accreditati e da esperti del settore birraio, partendo dalle materie prime impiegate attraverso tutte le fasi di produzione, fino alla mescia.

Le specialità birraie di questo Birrificio non sono solo di qualità superiore, ma danno anche al Consumatore la particolare garanzia di essere prodotte con procedure di fabbricazione tradizionali e nel pieno rispetto delle esigenze di massima igiene e di distribuzione rispettosa per l’ambiente.

In base al rispetto di tutti i severi criteri di certificazione il presente Certificato attesta il diritto del Birrificio a fregiarsi del logo slowBREWING, distinguendosi la birra prodotta per la sua altissima qualità.

Il favorevole risultato delle verifiche consente pertanto l’utilizzo del Certificato di Qualità slowBREWING anche a scopi pubblicitari.
 

La filosofia di 32 incontra il pensiero vegan

32 Via dei birrai diventa il primo micro birrificio ARTIGIANALE italiano ad ottenere la certificazione di birra vegana.

Il logo “vegan ok” verrà infatti inserito in retro etichetta a testimonianza di questo passo importante, che riconosce 32 come una vera birra EVOLUTIVA.

La capacità e il talento, così come la differenziazione, giustificano anche un valore aggiuntivo.