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Atra

Categoria
Birra Artigianale
Stile
Belgian Strong Ale
Colore
Tonaca di frate
Gusto Prevalente
Acidulo
Bicchiere Consigliato
Calice
 
     
Atra formato da 75cl Atra 75cl
€ 9,90
piu
meno
Atra formato da 75cl Atra 75cl - Cartone da 6 bottiglie
€ 57,00
a bottiglia € 9,50
piu
meno
 
 
 
Categoria Birra Artigianale   Gusto prevalente Acidulo
Tipo di fermentazione Alta fermentazione   gradi Plato 15.5
Alcol in volume (ABV) 7.3 %   Attenuazione 3.8
Colore Tonaca di frate   Sottostile Belgian Strong Dark Ale
Stile Belgian Strong Ale   Acidita (pH) 4.32
Frizzantezza (CO2 g/l) 4.3   Temperatura di servizio 10/12°C
Tipologia Bicchiere Calice  

Il nome ricorda l’Averno, il mondo dell’Aldilà nell’antichità classica. E come l’Averno il suo colore è scuro e ricorda gli anfratti delle caverne infernali. Già dal nome sembra una birra da prendere con le molle. In effetti la sua titolazione alcolica è di 7,3 gradi in volume anche se il suo corpo non è così greve come il livello alcolico farebbe intendere. Si tratta di una birra costruita come una Strong Dark Ale di stampo belga, quindi attenuata ad alti livelli. Il risultato è una bassa concentrazione di zuccheri nella birra che conferisce un corpo leggero alla stessa nonostante la sua pronunciata alcolicità.
La schiuma è decisamente un capolavoro. Nonostante il suo livello alcolico l’Atra esibisce una schiuma color cappuccino con consistenza pannosa oltre alle consuete doti di finezza, compattezza, aderenza e persistenza. Per quel che si riesce a intravedere l’aspetto è velato, il che dà una vaga sembianza lattiginosa a una cromia tonaca di frate. L’intensità olfattiva è veemente e anticipa le folate di finezza olfattiva che caratterizzano l’ATRA. Al naso la mela prevale al principio. Si tratta di mela renetta grattugiata seguita da una più tipica mela verde con i suoi timidi retaggi di acetaldeide. Poi i toni caldi fanno valere i loro diritti e il torrefatto s’impone alla grande: cacao e caffè. Per qualche manciata di secondi sembra di essere al bar. Poi si sente il legnoso tipico della botte: siamo passati in cantina. Il caramello si sente da lontano, schermato da una sensazione quasi balsamica di resinoso.
Al palato l’amaro che si sente non è dato dal fresco erbaceo di luppolo bensì dal malto torrefatto che ne anche a farlo apposta sciorina tutta una serie di sentori caldi che vanno dal cioccolato al caffè e dal caramello alla carruba. Molto bassa la frizzantezza, giustificata da una titolazione alcolica importante (7,3 gradi) che si nutre di anidride carbonica e sgasa la birra. Il corpo, come già accennato, non sembra proprio da birra doppio malto ma quando l’attenuazione si alza il corpo si abbassa.
E’ una regola alla quale non si sfugge. L’amaro è di media portata ma il luppolo c’entra veramente poco. In compenso l’equilibrio gustativo è giusto ed è l’equo frutto del bilanciamento fra il multimaltato dolce e l’amaro dei malti arrostiti. Complessità e piacevolezza in bocca fanno dell’Atra una birra prestigiosa e con rilevante ricchezza retrolfattiva. Sufficiente la persistenza retrolfattiva.


ABBINAMENTI CONSIGLIATI:
Il suo corpo e le sue sensazioni gustative ispirano un abbinamento basato sui legumi, sulle carni ma anche sui dolci. Un classico per esempio è il piatto pugliese purea di fave con il cicorino ma una bella pasta e fagioli densa alla veneta è altrettanto allettante. Una zuppa di lenticchie alla sarda poi la si può gustare anche se non è Capodanno o se non ci si chiama Esaù. Straordinario è infine il connubio di fritto e bollito, di pasta e legumi: ciceri e ttria, capolavoro gastronomico leccese. Che dire poi di uno stufato di carne rossa con le verdure o infine di una torta al cioccolato o addirittura di una crema catalana, versione spagnola della crème caramel ?

 
Delirium Nocturnum

Huyghe

A partire da
€ 2,90 a bottiglia
Mc Chouffe

d’Achouffe

A partire da
€ 5,40 a bottiglia
Opperbacco 10 e lode

Opperbacco

A partire da
€ 4,50 a bottiglia
AMA Mora

Birra Amarcord

A partire da
€ 3,45 a bottiglia
Nazione
Italia
Regione/città
Veneto / Onigo di Pederobba
www
www.32viadeibirrai.it

Storia Birrificio

Ultimo aggiornamento: Aprile 2013

Fabiano, Loreno e Alessandro formano una triade destinata ad avere più successo del triumvirato di Roma (Cesare, Pompeo e Lepido). Il tutto però avviene pochi anni fa.
E’ il febbraio 2006 allorché cominciano i lavori in Via Cal Lusent a Pederobba nel Trevigiano. Il tutto è improntato alla massima razionalità, sia l’accesso dei fornitori, sia le abitazioni dei soci, sia la presenza di acqua di grande qualità, sia l’eventualità di ampliamento della struttura.
Loreno che si occupa della parte commerciale ha già insieme con Fabiano un pacchetto clienti che consente un inizio con un minimo di agio.

Prima della fondazione di 32 Via dei Birrai Fabiano produceva anche in fusto e a bassa fermentazione ma in seguito, per semplificare la logistica, viene deciso di puntare sulla bottiglia e su un solo formato, il 75 centilitri. La scelta è dovuta anche al fatto che la distribuzione delle birre artigianali spinge la bottiglia piuttosto che il fusto.

La prima birra immessa sul mercato è l’Audace, la cui ricetta era già stata sperimentata con successo. Correva il mese di giugno del 2006.

In seguito vengono prodotte Oppale e Curmi. Il mercato chiede prevalentemente birre chiare e pertanto la produzione vi si adegua. Curmi è la versione di casa 32 delle Blanche.
Rispetto alla classica Hoegaarden Curmi ha più alcol e più corpo in quanto destinata alla ristorazione e quindi per avere più struttura.
Oppale crea grande entusiasmo in sala cottura e Fabiano ed Alessandro la battezzano ‘birra per i veri bevitori di birra’. Amaro, aroma e malto si alternano in complessità e creano una birra che si distingue per la sua aggressività.

La birreria investe ogni anno in tecnologia per innalzare la qualità e in Fabiano ed Alessandro c’è la ricerca della birra ideale.
I consumatori dicono la loro ma l’incrollabile fede nella loro capacità di brassare in un certo modo fa sì che da Via dei Birrai esca un prodotto fortemente voluto dalla produzione che non vuole cedere alle lusinghe di birre troppo facili, addirittura scontate.
La cosa più difficile è mantenere la costanza della qualità produttiva perché nel campo delle artigianali su questo punto bisogna ancora lavorare parecchio.

Loreno imposta il marketing con gadgets sempre nuovi per stimolare la mente dei consumatori.

Per celebrare il primo lustro dell’attività viene creata la 3+2, aromaticamente posizionata tra la Curmi e l’Audace.
Per la prima volta viene usata la bottiglia da mezzo litro. La sperimentazione non esiste solo in sala cottura.

Fabiano Toffoli Loreno Michielin Alessandro ZilliMauro Gajo

Certificazione slowBREWING

32 Via dei birrai è Socio di “slowBREWING – Das Brauen mit Zeit für Geschmack e.V.” e si sottopone, per potersi fregiare del Certificato di Qualità slowBREWING, ai rigidissimi criteri qualitativi di tale Associazione, continuamente ed integralmente verificati e controllati da istituti accreditati e da esperti del settore birraio, partendo dalle materie prime impiegate attraverso tutte le fasi di produzione, fino alla mescia.

Le specialità birraie di questo Birrificio non sono solo di qualità superiore, ma danno anche al Consumatore la particolare garanzia di essere prodotte con procedure di fabbricazione tradizionali e nel pieno rispetto delle esigenze di massima igiene e di distribuzione rispettosa per l’ambiente.

In base al rispetto di tutti i severi criteri di certificazione il presente Certificato attesta il diritto del Birrificio a fregiarsi del logo slowBREWING, distinguendosi la birra prodotta per la sua altissima qualità.

Il favorevole risultato delle verifiche consente pertanto l’utilizzo del Certificato di Qualità slowBREWING anche a scopi pubblicitari.
 

La filosofia di 32 incontra il pensiero vegan

32 Via dei birrai diventa il primo micro birrificio ARTIGIANALE italiano ad ottenere la certificazione di birra vegana.

Il logo “vegan ok” verrà infatti inserito in retro etichetta a testimonianza di questo passo importante, che riconosce 32 come una vera birra EVOLUTIVA.

La capacità e il talento, così come la differenziazione, giustificano anche un valore aggiuntivo.

 
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